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Similitudini tra le invasioni barbariche del V°-VI° secolo D.C. e l’attuale flusso di fuggiaschi dall’Africa e dal Medio Oriente

di Giorgio Castriota Santa Maria Bella | 15 Giugno 2015

La storia -si dice a giusto titolo- in genere non si ripete.

Alcuni fenomeni, tuttavia, hanno connotazioni simili e le conseguenze degli stessi possono essere anch’esse -mutatis mutandis- analoghe.

Le popolazioni germaniche (Goti, Burgundi,Sassoni, Franchi etc), da tempo.

insediatesi lungo i confini dell’Impero Romano, anche in virtù di patti speciali conclusi con le autorità dell’Urbe, nei secoli sopra citati, sotto la spinta degli Unni, si spinsero all’interno dell’Impero e, favoriti dalla confusione politica che vi regnava, determinarono il crollo dell’impero romano d’Occidente.

Attualmente centinaia di migliaia di persone, spinte dall’anarchia che regna nei territori del Medio Oriente e dell’Africa Settentrionale e dalla miseria che è presente in vaste regioni a Sud del Sahara, cercano con ogni mezzo di raggiungere l’Europa occidentale.

Nel contempo nella stessa si registra un tasso di natalità modesto tanto che nel 2012 è stato del 10,4 per 1.000 abitanti, immutato rispetto all’anno precedente (v. Uff. Statistico dell’U.E.).

Nello stesso anno l’80% c.a. della crescita della natalità fu dovuta all’immigrazione.

Gli immigrati, o fuggiaschi che dir si voglia, sono-nella maggioranza- mussulmani. Nell’UE i residenti di religione islamica sono già molti milioni (circa 40).

Tra qualche anno, stante il loro tasso di natalità, rappresenteranno quindi una quota importantissima della popolazione europea che, in considerazione della loro fede, difficilmente s’integrerà.

Se i Governi Europei non intraprenderanno un’azione coraggiosa (ovviamente costosa in uomini e mezzi)volta a risolvere “in radice” le cause di tale flusso, nel giro di non molti anni l’Europa sarà islamizzata e così si avvererà la profezia di un Iman che qualche tempo fa ebbe a dire: “Vi vinceremo in forza delle vostre leggi permissive e del ventre delle nostre donne”.

I Governi dell’Unione Europea, invece, si stanno trastullando con il problema delle “quote ” ovvero “Sibi quisque ruri metit ” (=”Ciascuno miete il suo Campo”, v. Plauto, Mostell., 3,3,2,112).

In conclusione si pratica l’atteggiamento dello struzzo.

Pubblicato in : Primo piano

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