
Il Presidente dell’ANPI, Primo Minelli, è molto soddisfatto di questo 25 aprile. Facciamo un breve bilancio:
1. Grida antisemite (“Siete saponette mancate”) ai danni della Brigata Ebraica.
2. La Brigata Ebraica costretta ad abbandonare il corteo. Il coraggiosissimo Presidente se l’era lasciata alle spalle insieme ai sostenitori di Hamas. Ma la colpa è loro, secondo lui. Non hanno rispettato i patti. Ora, con tutto il rispetto, se il 25 aprile è la festa di tutti, perché per partecipare devo fare accordi con lui? Mistero.
3. La polizia deve smembrare il corteo per evitare un pogrom. Ma, ehi, loro sono antisionisti. Sia chiaro. Sono indistinguibili dagli antisemiti, ma si identificano così e siamo obbligati a dar loro ragione.
4. Mentre questo casino succedeva, lui era già in Piazza a prendersela con la seconda carica dello Stato per aver condiviso le stesse opinioni della Senatrice Segre sul valore della vita umana. Quanto valga per lui si può dedurre da chi ammette nei suoi cortei.
5. Numero dei partecipanti palesemente inventato, ma le foto della piazza mezza vuota stavolta non vengono diffuse. Se non c’è Salvini sul palco non fa notizia.
Qualche giorno fa in Consiglio di Municipio ci veniva detto che avremmo dovuto partecipare al Corteo e cantare Bella Ciao. Mi sfugge la logistica della cosa: dovevamo andare a farci prendere a sputi per far sentire meglio qualcuno?
Luca Rampazzo

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