Il dramma senese, peraltro, assume ogni giorno tinte più fosche, a conferma di un intreccio nel quale non si è più in grado di distinguere cosa appartenga alla sfera politica e cosa alla sfera criminale.

Vittorio Mazzoni della Stella, senese a 24 carati, uomo che ha occupato in città posizioni di primissimo piano e con il quale Pensalibero sta seguendo le vicende del Monte dei Paschi, rammenta bene episodi simili a quello che ha scosso la città del Palio al diffondersi della notizia del suicidio di David Rossi, 51 anni, responsabile dell’area comunicazione di Banca Monte dei Paschi.
“Di fronte a simili gesti ci fu, allora, chi si distinse per pubbliche esternazioni esecrabili, come se il togliersi la vita fosse la prova della colpevolezza. Ma nessuno conosce cosa può passare per la testa di chi, colpevole o innocente, venga a trovarsi nell’occhio di un ciclone che spazza via antiche certezze e sistemi di potere che sembravano granitici”.
Sin dall’esplodere della vicenda, Mazzoni della Stella e Pensalibero hanno tenuto ben distinti i due diversi piani: quello penale e quello politico. Tanto più a Siena, dove il fallimento di un sistema e le gravissimi responsabilità politiche di chi ne tirava le fila sono resi ancora più evidenti dalla crisi che coinvolge non solo il Monte ma anche tutte le altre grandi istituzioni: Comune, Università, Asl, aeroporto di Ampugnano. Come se i nodi, per incanto, fossero venuti alla luce tutti assieme. In occasione del voto di dieci giorni fa, il partito al centro di questo sistema, il PD ha visto crollare di 13 punti i propri consensi.
Il dramma senese, peraltro, assume ogni giorno tinte più fosche, a conferma di un intreccio nel quale non si è più in grado di distinguere cosa appartenga alla sfera politica e cosa alla sfera criminale. Perché è del tutto evidente che non tutti i comportamenti e le responsabilità che hanno condotto sin qui appartengono alla sfera penale: ci sono pregiudizi ideologici, errori grossolani, inadeguatezza di personaggi chiamati a ruoli per i quali non erano tagliati.
Due elementi rendono l’idea delle inquietudini che pervadono tutti gli ambienti cittadini.
David Rossi, l’uomo che ha compiuto il gesto disperato, era conosciutissimo a Siena. Quasi nessuno pensa che il suo ruolo e la sua personalità fossero tali da offrire una motivazione ad una decisione tanto drammatica. E circolano ipotesi che da sole, a prescindere dalla loro fondatezza, parlano di una città pervasa dallo sgomento e dall’aspettativa di rivelazioni sempre più forti.
C’è poi un’altra circostanza significativa. Il PD, dopo la rinuncia di Franco Ceccuzzi alla candidatura a sindaco per il suo coinvolgimento in una inchiesta, non riesce a trovare un nuovo candidato. Si facciano o meno le primarie.

E in siffatto contesto un ciabattone come Bersani ha la spudoratezza di alzare barriere razziali a destra e a manca…