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Siamo tutti Meloniani e nordiani

Ci sono stati diversi giudizi sui primi passi del Presidente Meloni.

Non tutti positivi, anche da parte di chi la sostiene.   Per alcuni ci sono altre priorità,  sta sostenendo gli evasori col pos si pos no, avrebbe dovuto occuparsi degli ultimi. Cosa che per altro, chi se ne doveva occupare, la sinistra che ha governato nell’ultimo decennio, non ha fatto.

di Carla Ceretelli | 7 Dicembre 2022

 Affermazione o domanda?

 No, non tutti e non sempre.

Crediamo in uno stato liberale e laico e, chi ci vuol ben ci segua.

Ci sono stati diversi giudizi sui primi passi del Presidente Meloni.

Non tutti positivi, anche da parte di chi la sostiene.   Per alcuni ci sono altre priorità,  sta sostenendo gli evasori col pos si pos no, avrebbe dovuto occuparsi degli ultimi. Cosa che per altro, chi se ne doveva occupare, la sinistra che ha governato nell’ultimo decennio, non ha fatto.

E per questo ha perso le elezioni. E ha lasciato l’Italia in queste condizioni. Certo, gli ultimi anni non sono stati di vacche grasse. Ma, anziché sostenere, o quantomeno, non  ostacolare o danneggiare, chi tenta di rimettere le carte intavola,  sparpagliate dagli ultimi avvenimenti negativi, non fanno che mettere i bastoni fra le ruote. L’ideologia è dura a morire. Solo alcuni gruppi che provengono da  una sinistra illuminata  e che potrebbero essere l’ago della bilancia, hanno dichiarato che faranno opposizione costruttiva, senza appiattirsi sul governo e non approvando  tutto ma solo quelle proposte  che, senza pregiudizi, ritengono utile e vantaggiose per tutti.

Così come hanno fatto aprendo alla proposta del Guardasigilli. Con approvazione  unanime.

 Tutto da approfondire, tutto da  smussare,  perfezionare  e modificare naturalmente. Con una serie di emendamenti. E’ sceso dunque in campo sia per rimarcare i propri interventi, sia per dimostrare di non avere cambiato, o solo “annacquato” le sue idee liberali e garantiste.

Che cosa ha detto il ministro Nordio sulla riforma della giustizia e quali sono state le prime reazioni dei media? Molto positive.

Si è sentita , come di consueto,  una voce dissonante, di uno che è fatto apposta per essere polemico e contrario. Da sempre. Non faccio nomi perchè sono certa che è sotto gli occhi di tutti. Si vabbè, magari a qualcuno è sfuggito.  Marco Travaglio  che ha dato  a Nordio, nel suo editoriale, del “cosiddetto ministro della Giustizia” abbandonatosi a “nuovi anatemi a grappolo contro il mestiere che faceva (così almeno pare) fino all’altro ieri: il magistrato”.

Certo , ci vorrà tempo. Garantismo e certezza della pena.  La riscrittura dell’abuso di ufficio richiesta dai sindaci, che pretenderà un mese di tempo. Tre mesi circa per la custodia cautelare. Separazione  vera delle carriere, intervento nel sistema penitenziario, riforma delle intercettazioni. In  sintesi estrema   il programma per i prossimi cinque anni.

Qualcuno dice che è ovvio e piacerà a tutti. O quasi.

Che cosa si sarebbe  inventato  di nuovo, dunque,  il Guardasigilli?

Semplicemente l’intenzione reale  di portare avanti, con grande determinazione,

un programma che tutti hanno sempre gradito,   previsto,  promesso, ma che nessuno ha mai messo in atto.

Intanto Meloni deve difendersi da scriteriati, sicuramente malati di mente  e quindi pericolosi che minacciano pesantemente lei e la sua bamnina.

 Ma non basta. Davanti alla  Scala, che si prepara per la consueta prima di Sant’Ambrogio, si prepara una protesta, legittima forse ma composta da persone di ogni risma, dai contestatori dei centri sociali, ai collettivi , ai sindacati,  ai lavoratori del teatro e  altre categorie, fra cui anche medici per i presunti  tagli alla cultura e  alla sanità.

“Almeno la signora Meloni deve restare a Roma. Qui non è la benvenuta”. ” Meloni fuori dalla Scala”. Incredibile ma vero.

 La signora Meloni?

Questo capita quando si è giovani, si dà molta, troppa,  confidenza e, mi si consenta,  si è donna?

 Il Presidente del Consiglio della Repubblica italiana, suona decisamente in modo diverso.

 Le istituzioni vanno rispettate, sempre e comunque.

Anche mentre si protesta, anche se,  forse,  per giuste motivazioni. Ma  certo non perché, secondo i manifestanti,   proverrebbe dal “fronte della gioventù”.

E’ stata eletta a maggioranza da cittadini liberi e democratici.  Ha ricevuto l’incarico dal Capo dello Stato e la fiducia dal Parlamento.

 E tanto basta per essere considerata la figura  eccellente e più rappresentativa di uno dei poteri dello Stato. L’esecutivo.E per questo deve essere rispettata.

Overbooking nel Palco reale. Il Presidente del Consiglio in seconda fila.  Il protocollo prevede che il Capo dello Stato e queil Capo del Governo non devono stare vicini. Al momento, mentre scrivo e l’opera è in onda,  alle 18,05, dopo il Canto degli italiani  e  l’inno alla Gioia  di Beethoven, europeo, non è dato sapere. Nel palco reale non l’ho vista.

Non fa bene a nessuno quanto sta accadendo in questi giorni.  Né a maggioranza né a opposizione.

Francamente, non ho votato Meloni, nonostante ne riconoscessi le qualità. Ho voluto rispondere alla mia essenza liberale. Ma ero certa che il centro destra in cui ho militato da quando faccio politica,  avrebbe vinto.  

Ma dopo due mesi di governo in cui ha girato mezzo mondo, sempre ricevuta con tutti gli onori, e  accolta con simpatia,  quasi sempre  parlando  perfettamente la lingua del paese in cui si trovava,   mi ha  ulteriormente conquistato. Ammetto che non avevo molta fiducia sulle sue capacità  di relazione all’estero. Mi sbagliavo.

Ha fatto una manovra imperfetta? Certo, perché anche lei e il suo staff sono esseri umani e hanno fatto quel che hanno potuto in un paese allo sbando.

Lei non è la fatina dai capelli turchini con bacchetta magica e i suoi ministri non sono il mago Otelma.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, capo del governo, capo dello stato, centro destra, dichiarato, elezioni, estero, giovani, governo, intercettazioni, italia, Liberali, manovra, medici, meloni, mondo, opposizione, parlamento, persone, presidente del consiglio, repubblica, repubblica italiana, roma, sanità, separazione

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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