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Siamo donne oltre le gambe c’è di più. Se c’è

di Carla Ceretelli | 7 Giugno 2015

Uhh e  ora non mi si venga a dire che ce l’ho con le giovani e belle per invidia.. ce n’è anche per la Rosy, la monaca di clausura. Della quale non  rimane nulla   da dire perchè ne sappiamo abbastanza.

Non basta essere donne depilarsi andare da estetista farsi le meches e parlare del proprio privato per fare ormonare i maschietti e ottenere voti. La donna deve capire di dimenticarsi di esserlo quando  è nelle istituzioni e ottiene, per fortuna o per merito,   certi ruoli di alto livello. Quelle che pensano parecchio, troppo, all’estetica sono atte a fare al massimo   olgettine o escort  non il ministro o il governatore di regione.

Insomma devono dimenticare il genere.  Sembrerebbe abbastanza semplice e lapalissiano,  ma evidentemente non lo è.

Dovrebbe  dimenticare di essere femmina e non contrapporsi all’uomo.

Quando Boschi, arrivata lì perchè postata, racconta la sua vita privata, dovrebbe ricordare di non essere un’attricetta e astenersi dal descrivre se stessa,  raccontarci dei suoi kili di troppo,    delle  camomill serali  e della ricerca di  un compagno chè si sente tanto sola..  Sarebbe carino sapere che fine avrebbe fatto se avesse dovuto farsi  eleggere attraverso voti ovviamente.  No, non come Matteo che comunque qualche votazione l’aveva passata, ancorchè non istituzionale ma intestina. Quando Moretti ha dovuto  cercare  le preferenze per legge,  dopo avere parlato di se stessa in maniera esemplare, raccontando di depilazioni e massaggi,  è stata  sonoramente bocciata, sicura di  esserne invece premiata, tanto da abbandonare lo scranno europeo, a prescindere, termine orripilante.

Uhh e  ora non mi si venga a dire che ce l’ho con le giovani e belle per invidia.. ce n’è anche per la Rosy, la monaca di clausura. Della quale non  rimane nulla   da dire perchè ne sappiamo abbastanza. Se non che  il rude e prode De Luca la porta in tribunale. Lei gioisce, erano anni che nessun uomo  la portava da qualche parte. Non perchè non è troppo bella. Ma proprio perchè non è intelligente, o ha dimostrato nella fattispecie, di non esserlo.

Ah dimenticavo Boldrini che auspica di farci rintanare tutti quanti  nei tucul come sono abituati a vivere gli immigrati, nostra vera ricchezza futura, secondo quanto afferma in ogni momento utile, anzichè fare il proprio dovere in aula e poi tapparsi la bocca e astenersi da fare dichiarazioni non istituzionali. E allucinanti.

Non pensate che siano bufale perchè i pensieri suddetti li abbiamo sentiti tutti con le nostre orecchie. Dal vivo, non riportati e elaborati da media cartacei o verbali. Ci sono i video che testimoniano. Non occorre citare fonti,  chè si trova tutto su Y.T. dove si può facilmente verificare.

La donna è più forte dell’uomo  ma debole ancora. Capace di adattarsi a nuove situazioni ma ancora  fragile. Considera il genere troppo importante  e questo le crea una sorta di complesso che la frega alla grande.

Poi, però,  c’è il rovescio della medaglia.

La donna ancora indietro, quella che guadagna un terzo di meno del compagno, quella sfruttata o rifiutata perchè fa i figli e si deve fermare per un po’.

Ecco quello che seriamente  deve considerare il legislatore. Nonchè chi le leggi le  applica e le attua.

Fa figli, ma li fa per tutti, per sè  per il suo uomo la sua famiglia e per la società. E la donna italiana ne fa sempre meno.  Al contrario delle migranti o già immigrate o italianizzate che  considerano i figli come alibi per piagnucolarsi addosso e chiedere aiuto da assistenza sociale e sanitaria. E ho sentito ventilare di nuovo di jus soli per chi nasce qui…

Matteo, non farlo, è una trappola… già sei sulla china sbagliata.

Pensa piuttosto a creare strutture idonee ad aiutare le nostre donne  e i nostri uomini, chè i figli si fanno in due, nell’unico momento in cui la donna effettivamente è diversa,   fortissima ma fragie, femmina  gestante puerpera e madre. E deve allattare la creatura, che è meglio.

Solo così può arrivare a una reale parità. La gestazione e il puerperio durano qualche mese, come una broncopolmonite o una frattura scomposta. Lo sappiano gli imprenditori sui quali, comunque,  non deve ricadere tutto l’onere. A questo si,  deve pensare lo Stato, la società tutta.

2 Rettori donne su 83.. per esempio. Eppure l’insegnamento è ruolo prevalentemente femminile..

Nota a margine.

Fra le indagini  su  mafia capitale 1.0 e mafia capitale  2.0 piccolo intervallo strategico elettorale.  Magistratura a orologeria?

Ascoltare le intercettazioni in quel romanesco scomposto e volgare fa venire la nausea a oltranza. Buzzi per gli affari fatti sui migranti a spese degli italiani dichiara apertamente.

“I consiglieri devono fa quello che je dico io”

“E perché dovemo fa quello che dici te?”

“Perché ve pago”

Avrebbe potuto dire “per dare lavoro alla cooperativa, o “per assistere chi ha bisogno”, oppure “per fronteggiare l’emergenza”. No, “ve pago”.

Finalmente un po’ di chiarezza!

Quello che colpisce è il senso di impunità che traspare , l’arroganza. Certi che nessuno gli dà fastidio.

Pubblicato in : Editoriale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    8 Giugno 2015 alle 09:22

    Correggo:

    Cara Carla, dici cose giuste, ma il treno lo abbiamo perso da un pezzo. Un vuoto demografico di almeno due milioni di non nati vale come due milioni di caduti in guerra, ossia su sessanta milioni di anime significherebbe essere stati rasi al suolo, altro che Caporetto e El Alamein. Ma senza baloccarsi tra jus soli o jus sanguinis bisognerebbe chiedersi se la composizione etnica e culturale a cui rispose la Costituzione del 1947, legittimi ancora questo stato di diritto, o se invece la prossima composizione etnica e culturale non faccia decadere tutto rimettendo in gioco i fondamenti di uno stato per niente intangibile.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    8 Giugno 2015 alle 09:18

    Cara Carla, dici cose giuste, ma il treno lo abbiamo perso da un pezzo. Un vuoto demografico di almeno due milioni di non nati vale come due milioni di caduti in guerra, ossia su sessanta milioni di anime significherebbe essere stati rasi al suolo, altro che Caporetto e El Alamein. Ma senza baloccarsi tra jus soli o jus sanguinis bisognerebbe chiedersi se la composizione etnica e culturale a cui rispose la Costituzione del 1947, legittimi ancora questo stato di diritto, o se invece la prossima composizione etnica e culturale non faccia decadere tutto rimettendo in gioco i fondamenti di uno per niente intangibile.

    Rispondi

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