Uhh e ora non mi si venga a dire che ce l’ho con le giovani e belle per invidia.. ce n’è anche per la Rosy, la monaca di clausura. Della quale non rimane nulla da dire perchè ne sappiamo abbastanza.
Non basta essere donne depilarsi andare da estetista farsi le meches e parlare del proprio privato per fare ormonare i maschietti e ottenere voti. La donna deve capire di dimenticarsi di esserlo quando è nelle istituzioni e ottiene, per fortuna o per merito, certi ruoli di alto livello. Quelle che pensano parecchio, troppo, all’estetica sono atte a fare al massimo olgettine o escort non il ministro o il governatore di regione.
Insomma devono dimenticare il genere. Sembrerebbe abbastanza semplice e lapalissiano, ma evidentemente non lo è.
Dovrebbe dimenticare di essere femmina e non contrapporsi all’uomo.
Quando Boschi, arrivata lì perchè postata, racconta la sua vita privata, dovrebbe ricordare di non essere un’attricetta e astenersi dal descrivre se stessa, raccontarci dei suoi kili di troppo, delle camomill serali e della ricerca di un compagno chè si sente tanto sola.. Sarebbe carino sapere che fine avrebbe fatto se avesse dovuto farsi eleggere attraverso voti ovviamente. No, non come Matteo che comunque qualche votazione l’aveva passata, ancorchè non istituzionale ma intestina. Quando Moretti ha dovuto cercare le preferenze per legge, dopo avere parlato di se stessa in maniera esemplare, raccontando di depilazioni e massaggi, è stata sonoramente bocciata, sicura di esserne invece premiata, tanto da abbandonare lo scranno europeo, a prescindere, termine orripilante.
Uhh e ora non mi si venga a dire che ce l’ho con le giovani e belle per invidia.. ce n’è anche per la Rosy, la monaca di clausura. Della quale non rimane nulla da dire perchè ne sappiamo abbastanza. Se non che il rude e prode De Luca la porta in tribunale. Lei gioisce, erano anni che nessun uomo la portava da qualche parte. Non perchè non è troppo bella. Ma proprio perchè non è intelligente, o ha dimostrato nella fattispecie, di non esserlo.
Ah dimenticavo Boldrini che auspica di farci rintanare tutti quanti nei tucul come sono abituati a vivere gli immigrati, nostra vera ricchezza futura, secondo quanto afferma in ogni momento utile, anzichè fare il proprio dovere in aula e poi tapparsi la bocca e astenersi da fare dichiarazioni non istituzionali. E allucinanti.
Non pensate che siano bufale perchè i pensieri suddetti li abbiamo sentiti tutti con le nostre orecchie. Dal vivo, non riportati e elaborati da media cartacei o verbali. Ci sono i video che testimoniano. Non occorre citare fonti, chè si trova tutto su Y.T. dove si può facilmente verificare.
La donna è più forte dell’uomo ma debole ancora. Capace di adattarsi a nuove situazioni ma ancora fragile. Considera il genere troppo importante e questo le crea una sorta di complesso che la frega alla grande.
Poi, però, c’è il rovescio della medaglia.
La donna ancora indietro, quella che guadagna un terzo di meno del compagno, quella sfruttata o rifiutata perchè fa i figli e si deve fermare per un po’.
Ecco quello che seriamente deve considerare il legislatore. Nonchè chi le leggi le applica e le attua.
Fa figli, ma li fa per tutti, per sè per il suo uomo la sua famiglia e per la società. E la donna italiana ne fa sempre meno. Al contrario delle migranti o già immigrate o italianizzate che considerano i figli come alibi per piagnucolarsi addosso e chiedere aiuto da assistenza sociale e sanitaria. E ho sentito ventilare di nuovo di jus soli per chi nasce qui…
Matteo, non farlo, è una trappola… già sei sulla china sbagliata.
Pensa piuttosto a creare strutture idonee ad aiutare le nostre donne e i nostri uomini, chè i figli si fanno in due, nell’unico momento in cui la donna effettivamente è diversa, fortissima ma fragie, femmina gestante puerpera e madre. E deve allattare la creatura, che è meglio.
Solo così può arrivare a una reale parità. La gestazione e il puerperio durano qualche mese, come una broncopolmonite o una frattura scomposta. Lo sappiano gli imprenditori sui quali, comunque, non deve ricadere tutto l’onere. A questo si, deve pensare lo Stato, la società tutta.
2 Rettori donne su 83.. per esempio. Eppure l’insegnamento è ruolo prevalentemente femminile..
Nota a margine.
Fra le indagini su mafia capitale 1.0 e mafia capitale 2.0 piccolo intervallo strategico elettorale. Magistratura a orologeria?
Ascoltare le intercettazioni in quel romanesco scomposto e volgare fa venire la nausea a oltranza. Buzzi per gli affari fatti sui migranti a spese degli italiani dichiara apertamente.
“I consiglieri devono fa quello che je dico io”
“E perché dovemo fa quello che dici te?”
“Perché ve pago”
Avrebbe potuto dire “per dare lavoro alla cooperativa, o “per assistere chi ha bisogno”, oppure “per fronteggiare l’emergenza”. No, “ve pago”.
Finalmente un po’ di chiarezza!
Quello che colpisce è il senso di impunità che traspare , l’arroganza. Certi che nessuno gli dà fastidio.

Correggo:
Cara Carla, dici cose giuste, ma il treno lo abbiamo perso da un pezzo. Un vuoto demografico di almeno due milioni di non nati vale come due milioni di caduti in guerra, ossia su sessanta milioni di anime significherebbe essere stati rasi al suolo, altro che Caporetto e El Alamein. Ma senza baloccarsi tra jus soli o jus sanguinis bisognerebbe chiedersi se la composizione etnica e culturale a cui rispose la Costituzione del 1947, legittimi ancora questo stato di diritto, o se invece la prossima composizione etnica e culturale non faccia decadere tutto rimettendo in gioco i fondamenti di uno stato per niente intangibile.
Cara Carla, dici cose giuste, ma il treno lo abbiamo perso da un pezzo. Un vuoto demografico di almeno due milioni di non nati vale come due milioni di caduti in guerra, ossia su sessanta milioni di anime significherebbe essere stati rasi al suolo, altro che Caporetto e El Alamein. Ma senza baloccarsi tra jus soli o jus sanguinis bisognerebbe chiedersi se la composizione etnica e culturale a cui rispose la Costituzione del 1947, legittimi ancora questo stato di diritto, o se invece la prossima composizione etnica e culturale non faccia decadere tutto rimettendo in gioco i fondamenti di uno per niente intangibile.