La barca affonda, si salvi chi può.
Tra la fine della cosiddetta seconda repubblica e la fine della prima (diciamo per intendersi, lo so che la seconda repubblica appartiene alla sfera del virtuale) c’è la differenza che passa tra una sceneggiata ed un’opera di Shakespeare.
Chi salvare dei mediocri attori dello spettacolo che è sotto i nostri occhi?
Nel centro-destra Berlusconi dimostra ancora una volta di essere il più vispo di tutti, sale sul predellino ed annuncia la nascita del suo nuovo partito. Fini e Casini la prendono male. Si stavano preparando a raccogliere i frutti di quindici anni di gregariato (verso un dilettante, loro che sono dei professionisti della politica) ed esplodono riversando su tutti i giornali, alla radio e alla tv quantità industriali di bile. Sono i primi a rivendicare le mani libere. “ Soprattutto in tema di giustizia e TV” dice Fini, non si sa se rendendosi conto di lasciare così intendere di aver coperto chissà quali porcherie in questi anni.
Mani libere per tutti anche nel centro sinistra. Rifondazione e PDCI minacciano sfracelli. Ma a gennaio perché per ora non sanno cosa fare e dove andare. Di Pietro rende noto che occorre scomporre e ricomporre i poli; Boselli si arrabbia, perfino lui, perché viene negato l’assegno ai precari che restano senza lavoro. E i giornali, invece, scrivono impietosamente che lo fa per ottenere un posto di ministro sottraendolo ai radicali. Noi non ci crediamo, nessuno può essere tanto impermeabile all’aria che tira. Ma ci sentiamo di ricordare che da molto ci chiediamo e chiediamo ai socialisti, soprattutto nella fase della cosiddetta Costituente perché mai si siano così attaccati al governo Prodi. E ci dispiace che non abbiano saputo dedicarsi ad un progetto importante: uscire dal governo, rendersi credibili e appellarsi ai laici, ai liberali e ai socialisti ovunque collocati per marciare e colpire uniti. Pazienza, lo faranno altri.
Infine, Veltroni: prima ha fatto una figuraccia e un grosso errore imponendo il decreto sulla sicurezza. Poi una mossa niente male con la sua proposta di cambiare la legge elettorale e legare il suo nome all’apertura di una stagione nuova. Non glielo consentiranno. La situazione sta precipitando e gli attori sono tali che pensano di potersi salvare con qualche furbata. Non hanno lo spessore e nemmeno l’abitudine di rivolgersi al Paese rendendo note le difficoltà ed appellandosi per i necessari sacrifici. Sono capaci di scansarsi, ma non di farsi da parte. Né di abbandonare il campo per favorire il cambiamento.
Ma la gente lo sa: non è possibile affrontare una stagione nuova con i vecchi protagonisti, “ectoplasmi” per loro stessa definizione. Occorrono idee e partiti nuovi.
Nicola Cariglia

Tutti fanno finta di non capire , ed agitano i vessilli più strani al solo scopo di distrarre l’attenzione dai veri problemi del Paese e della politica nostrana . Basta pensare al termine di “antipolitica” ,usato a piene mani ,anche dal presidente Napoletano ,e che serve per additare al pubblico disprezzo chi osasse parlar male dei nostri reggitori. Mentre il popolo italiano ,diviso tra vecchie appartenenze , più portato alla sopravvivenza che al sacrificio a vantaggio di ideali oramai distrutti , appare ben predisposto ai trucchetti ed alle furbate dei “professionisti della politica” ,come si vantano di essere i nostri eroi.
Non appare facile uscirne fuori . Ma è certo che la preferenza nelle liste elettorali ( non a caso esclusa da un accordo partitico generale ) mi sembra che possa rappresentare un tassello importante nel processo di ricerca di idee e partiti “nuovi” veramente.
L’analisi è corretta, ma non credo che questi attori siano al capolinea. L’Italia intubata per metastasi eterna proseguirà eternamente nella sua eterna idiozia. Basta essere mediocri e hai una marcia in più. M.S.
Questi non sono progetti, sono mosse di disperazione, di chi ha capito di essere al capolinea e cerca con il trucco del premio di maggioranza , magari anche senza preferenze di salvare la propria scialuppa.
La crisi economica del paese e’ troppo grave per essere annacquata con il sistema elettorale. A questo punto sarebbe meglio per loro prendere atto dei risultati del lavoro svolto e abbandonare la scena, prima che sia troppo tardi. Fanno solo finta di non capire!