Le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre sono state un test importante. Hanno coinvolto 12 milioni di cittadini, anche se l’ affluenza è stata molto bassa. Un test di valenza nazionale con un forte impatto politico. Il centrodestra rivince in Calabria, ma perde nelle grandi città. Soprattutto a Milano e Napoli la sconfitta è stata pesante. Ora per Salvini Meloni e Berlusconi si apre una fase completamente nuova. Così la coalizione non può reggere, se ancora si può chiamare coalizione. Il vecchio Silvio sempre più critico e distaccato, con Forza Italia che in molti casi non arriva alle due cifre. Salvini e la Meloni spesso litigiosi ed in competizione e nella Lega monta lo scontento. Un centrodestra che dimostra di non avere una classe dirigente adeguata. Come direbbe Bartali ” l’è tutto da rifare”. Il M5s crolla dappertutto, malgrado l’ arrivo di Conte. Perde i due sindaci a Roma e Torino e a Milano non riesce ad eleggere neppure un consigliere comunale. Una vera debacle. Si attendono le scelte di Grillo. Ma è proprio il forte arretramento dei grillini a mettere in agitazione il PD. Il centrosinistra è andato bene, ma non benissimo. Si afferma nei grossi centri, ma poi si ferma lì. Letta neoeletto a Siena è per un nuovo Ulivo allargato. In particolare allargato al M5s, ma non tutti i dem sono concordi su questa strategia. Quindi il ” che fare ? ” di leninista memoria sarà il tema forte dei prossimi mesi. E le elezioni per nominare il nuovo inquilino del Colle si avvicinano.
Roberto Caputo

Lascia un commento