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Si al taglio dei tassi, no a larghe intese

di Paolo Marini | 3 Novembre 2011

Se esistono gravi difficoltà nella ricerca di un accordo tra Pdl e Lega, cosa ci fa pensare che un Governo più ampio potrebbe compiere le scelte che servono al Paese?

La giornata di oggi, giovedì, ci offre – in mezzo alla tempesta finanziaria generale e al crescente  surriscaldamento politico interno – due buone notizie: la Lega, per bocca del suo leader, conferma il “no” a governi di larghe intese; Mario Draghi, nuovo Presidente della BCE, allenta la politica monetaria.

Cominciamo dalla seconda, di cui forse è più immediato dire. C’è anzitutto da notare che la decisione costituisce un primo importante segno di discontinuità rispetto alla gestione Trichet. Il taglio di un quarto di punto era tra le ipotesi sul tavolo, si, ma per il prossimo mese di dicembre. In una contingenza come quella presente penso modestamente che Draghi abbia optato con la dovuta  tempestività per la scelta più saggia che punta a dare ossigeno (o per lo meno a contribuire a dare ossigeno) alla situazione economica e finanziaria di Eurolandia. Il rigore deve semmai concentrarsi, oggi, sulle decisioni di bilancio dei Paesi UE, in particolar modo di quelli ‘critici’: Grecia, Italia e Spagna.

Il termine “rigore” ci riporta alle decisioni del Governo italiano, che al momento paiono di levatura modesta, frutto di veti incrociati tra singoli e tra formazioni alleate, soluzioni alla meno piuttosto che progetti di respiro. Allora, perché plaudire alla posizione di Bossi (e di Alfano) per cui si escludono soluzioni di convergenza tra forze politiche di ‘maggioranza’ e di ‘opposizione’ ? E’ evidente: se esistono gravi difficoltà nella ricerca di un accordo tra Pdl e Lega, cosa ci fa pensare che un Governo più ampio potrebbe compiere le scelte che servono al Paese? Sarebbe una ennesima iattura, comoda, molto comoda per la politica e per i politici, inutile e anzi dannosa per l’Italia.

Non c’è niente da fare: quando e se il Governo Berlusconi staccherà la spina, sarà più onesto e utile tornare alle urne. Così anche le operazioni manovriere e scorrette, insieme alle invocazioni inconcludenti (quelle delle opposizioni, che continuano a chiedere il famoso passo indietro a Berlusconi senza dirci quali saranno i vari passi successivi, perché non lo sanno neppure loro), avranno finito di intristire il già deteriorato quadro politico.

Pubblicato in : Primo pianoTag: grecia italia, mario draghi, situazione economica

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

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