Cari amici, quello che in questi giorni mi ha più colpito, fatto pensare, non sono stati i soliti fatti politici, diciamo anche noiosi e miserucci, ma il digiuno di Pannella. E’ vero, ne ha fatti molti nella sua carriera e dovremmo esserci assuefatti. Il dramma carcerario, però, per il quale Pannella si batte è d’estrema urgenza. Un paese civile, raccontavo alla donna di cuori che ho accanto, dovrebbe concedere, verso coloro che scontano una pena in carcere, di farlo con decoro. Non infliggere altri supplizi. Il giudice, ha tolto loro solo la libertà. Noi profani, lontani dal mondo carcerario, non comprendiamo che cosa accade dentro quelle mura, ogni giorno. Ne apprendiamo notizie, frammenti di discussioni, dai giornali, dalle interviste in tv, sullo stato di vita di questi uomini e donne. Insomma, il fatto di vivere in troppi, in pochi metri quadrati non è da una nazione che vanta di avere inventato lo stato di diritto. Per spiegare a lei, che non è italiana, ho usato un paragone: quando è molto freddo, tra i meno venti e i meno quaranta non c’è molta differenza per il corpo umano, quanto tra zero e meno venti. Vale così anche per i gulag siberiani e le nostre carceri; ad un certo punto si sta solo male. Sarebbe l’ora che in Italia fossero utilizzati i numerosi nuovi carceri sparsi per il paese, rimasti vuoti nell’ultimo ventennio, di modo che la popolazione delle prigioni fosse distribuita in modo da vivere la loro pena in maniera dignitosa.
Senza pace
Pubblicato in : La vignetta di Enrico Martelloni
Info Enrico Martelloni
Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.


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