Lettera di Pietro D’Ambrosio: fermeremo la slavina se riusciremo a calare questi principi nei cuori e nelle menti delle persone.

sia pure di riflesso ho avuto la fortuna di poter esprimere, Te presente in quel di Brescia, pochi concetti di carattere socio-politico. Concetti che ritengo essere a fondamento della nostra capacità di traenza alla compartecipazione attiva di un sempre maggior numero di soggetti liberi di poter scegliere ciò che essi ritengono essere il meglio e non, come rassegnatamente sento dire spesso, il meno peggio. Anzitutto vale ribadire e fissare il principio ispiratore del nostro operare: premettendo come “conditio sine qua non” la nostra assoluta laicità, esso ha fondamento nella CRISTIANO SOCIALDEMOCRAZIA DI STAMPO LIBERALE. Già la prima ed irreversibile e non opinabile scelta della CRISTIANITA’ pone oggi un serio problema etico di non facile conciliazione. Tu sai, perché ebbi a puntualizzarlo nel mio intervento, che sono un Francescano regolarmente professo, al secolo Frate Leone, e che in quanto tale mi sento obbligato ad operare, tendendo alla perfezione ultima, cercando di mettere in atto la solidale fratellanza nella povertà. Condizione che è la ricorrente realtà di vita della stragrande maggioranza del genere umano. Per questo esalto la Chiesa Universale; quella formata dalla intera moltitudine dei militanti sotto le insegne della Croce e del Cristo. Ma contrariamente a quanto scelse e decise ed operò il Serafico Padre Francesco, che puntellòla Chiesa Gerarchicain gravissime difficoltà, per altro sempre autoprodotte, provo immenso fastidio nel dover subire la collateralità sfarzosa, impudente ed a volte perfino urticante della Chiesa Gerarchica. La gerarchia ecclesiale, pur istituita dal Cristo stesso, fu per molti secoli – e lo è tuttora- artatamente travisata ed esattamente, per renderne visione criticamente valutativa, alla “Cicero pro domo sua”. La gerarchia ecclesiale, dai dispotici poteri assolutisti, non volle tener conto del dover essere IL SACERDOZIO la vera ed unica fonte della santificazione personale e quindi, di riflesso, della intera Chiesa Universale; pretese e pretende invece una scelta non scelta, da parte dei seminaristi obbligandoli al celibato. In netta contrapposizione, oserei dire perfino in spregio, alla precisa ed oculata scelta del Cristo il quale scelse uno s p o s a t o quale roccia sulla quale “edificarela Chiesa”. Mi sembra incontestabile che ove la Chiesa Gerarchica, dopo Papa Lino, avesse adempiuto scrupolosamente il dettato del Cristo, ogni e ciascun Sacerdote non avrebbe avuto bisogno, come uomo, che di quelle piccole correzioni eventualmente necessarie ma solo verso il lato umano del binomio uomo-sacerdote, libero di poter essere -a sua inopinabile scelta- e diventare anche un buon padre di famiglia come nella predicazione apostolica si raccomandava per la scelta dei Vescovi. Una imposizione che, dovendo essere resa efficace per dare autorità alla Gerarchia si rivelò fin dal principio invasiva, creatrice di disordini e morali e spirituali e perfino sessuali che sono pietre di scandalo tra i credenti ed i militanti della Chiesa Universale. Conscia dei suoi errori e nella speranza di diluirli con il buonismo verso l’esterno,la Gerarchiafinisce col tollerare perfino le manifestazioni pubbliche e sfrontatamente provocatorie dell’orgoglio gay, e di tante altre forme manifeste di devianze sociali ed etiche gravemente fuorvianti. Una colpevole tolleranza che non le consente di emettere anatema e scomunica neanche verso un conclamato caso di omicidio di stato (caso Englaro) ed uccisioni di innocenti fanciulle (caso Orlando) in quanto adescate in orge consumate in compartecipazione di esponenti clericali timorosi, evidentemente timorosi e coscienti di una possibile e postuma denuncia dei fatti. Ultimo appunto: in base a quale senso di amore fraterno, fatti salvi tutti i luoghi di culto, si mantengono inalienati (e inalienabili?) gli immensi tesori materiali gelosamente custoditi e gestiti dalla Chiesa Gerarchica, vendendo i quali e distribuendone il ricavato ai veri aventine diritto secondo i Vangeli – i poveri e gli affamati e gli assetati- si salverebbero moltitudini forse incalcolabili di vite e specialmente giovani vite? Deduco che è la sola Chiesa Gerarchica che non merita di vivere né di sopravvivere. Quasi non bastasse devo anche ricordare che essendo la sua massima espressione vivente ed operante nel bel mezzo della Capitale d’Italia, sia pure in uno Stato terzo, essa è di pessimo esempio e di facile contagio imitativo da parte dei tanti personaggi della vita pubblica, troppo facilmente dichiarantisi e Cristiani e praticanti, pur essendo nella quasi totalità incapaci di essere né statisti né politici; ma squallidamente e miserevolmente dei politicanti mentitori, arraffoni ed arruffoni che fanno della loro funzione di rappresentanti del popolo, almeno per quelli eletti, il personale grimaldello per forzare e violare ogni legittimo diritto della pur paziente e cristianamente ancora tollerante popolazione, sempre più disgustata dallo schifo che ormai la circonda a 360 gradi e quotidianamente. La seconda ed ampiamente discutibile formulazione politica espressa come SOCIALDEMOCRAZIA risponde, a mio parere, alla doverosa osservazione espressa da quei tanti cervelloni che hanno, più o meno concordemente, osservato essere la socialdemocrazia la prevalente forma di convivenza dei popoli realmente civili e democraticamente governati; al di là poi delle specifiche connotazioni più o meno spinte verso la socialità o verso la democrazia. La terza ed ultima connotazione orientativa, anche questa aperta ad ogni piccolo o grande intervento di carattere estetico-costruttivo; lo “Stampo Liberale”. E’ mio personale parere essere il moderato liberalismo (ecco perche si parla di “stampo” quasi fosse una specie di conio monetario) la migliore condizione, se liberata da almeno il 90% della inutile e dannosa burocrazia, del vivere civile; nel sicuro ed ordinato progredire nella totale legittimità dei comportamenti sia personali che collettivi. IL CONIO DI STAMPO LIBERALE E’ L’UNICA MONETA UNIVERSALMENTE SPENDIBILE. Ebbene, caro Direttore; se noi avremo la volontà e la forza ed il coraggio di far calare nei cuori e nelle menti di quei giovani attenti al loro presente e fattivamente e consapevolmente artefici del loro futuro; e nel cuore di tutti i “boni pater familias” liberi delle loro scelte e non facenti parte della non piccola pletora degli ESAU’ (in quanto soggiogati dalle ricorrenti distribuzioni di fumanti piatti di lenticchie), noi avremo la concreta possibilità di fermare la slavina, man mano tramutantesi in orribile ed inarrestabile frana, che consapevolmente e proditoriamente e vigliaccamente è stata posta in essere dalla peggior coppia di lestofanti della storia della Repubblica e della stessa Storia d’Italia.
Cordialità,

Lo scrivere di getto porta sempre a qualche refuso ortografico. Ne chiedo scusa agli amici che avranno la bontà e la pazienza di leggermi. Grazie, PdA.