E’ un verdetto inequivocabilmente politico. Non perché tenda a favorire un partito politico ma perché stravolge tutto quanto ci era stato raccontato, qualche decennio fa, a proposito della introduzione del rito accusatorio nel nostro ordinamento.
Di fronte ad una sentenza così esageratamente aberrante come quella pronunciata dal tribunale di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi, è impossibile, per chiunque si professi sostenitore dello Stato di Diritto non esprimere dissenso e riprovazione altrettanto netti. E tanti saluti ai cretini che “se non sei con i magistrati sei con Berlusconi”: noi che non lo abbiamo mai votato, e mai abbiamo mancato di manifestare il nostro dissenso per la sua pessima azione di governo, di questo argomento ce ne sbattiamo tranquillamente e motiviamo il nostro giudizio.
La condanna a sette anni con aggiunta interdizione perpetua (chissà perchè?) dai pubblici uffici è un verdetto inequivocabilmente politico. Non perché tenda a favorire un partito politico nei confronti di un altro (magari potrebbe avvantaggiarsene lo stesso Berlusconi).
Lo è, in primo luogo, perché stravolge tutto quanto ci era stato raccontato, qualche decennio fa, a proposito della introduzione del rito accusatorio nel nostro ordinamento. Ricordate? Processi alla Perry Mason. Le prove si formano nel dibattimento, niente conta se non viene riproposto in aula. Assoluta parità fra accusa e difesa, terzietà della Corte.
A Milano non è andata così. E i sepolcri imbiancati non ci provino con la cantilena delle sentenze che non si commentano. Ci mancherebbe altro: perchè mai, allora, i processi sarebbero pubblici!
L’aula dove si è svolto il processo gronda moralismo beghino e, al tempo stesso, talebano, non di giustizia: ragazze alle quali nessun reato era stato contestato, offese in continuazione e trattate da esecrabili puttane di fronte all’Italia intera per la soddisfazione di parrucconi, salmodianti e autoproclamatesi difensore della dignità femminile; requisitorie accigliate, gonfie di giudizi morali ma povere di prove.
La pena è andata oltre le richieste dell’accusa, e questa la dice lunga sul sentimento che la ha ispirata: che diamine, in questa Italia depravata c’è da dare un esempio. E, inoltre, la Giustizia ce lo chiede, e noi che la esercitiamo dubbi non ne abbiamo.
Massimamente aberrante ed eversiva, infine, è la decisione di “invitare” il pubblico ministero a riscontrare il reato di falsa testimonianza a carico di 32 (si legga trentadue) testimoni che avevano fornito dichiarazioni difformi dalla tesi accusatoria (ma come si erano permessi!).
Ci possiamo fermare. Salvo richiamare doverosamente altre due considerazioni.
La prima: è in corso la raccolta delle firme per i referendum promossi dai radicali sulla giustizia. Pensalibero ha già annunciato il proprio sostegno. Chi vuole bene all’idea di un’Italia civile, liberale e affezionata allo Stato di diritto, faccia altrettanto.
La seconda, dedicata agli accigliati moralisti, severi censori dei comportamenti altrui: è in corso, a Firenze, il processo per gli abusi del Forteto. Si tratta di una cooperativa che, per oltre trenta anni, ha prestato la propria assistenza a ragazze e ragazzi in difficoltà. Una cooperativa saldamente ancorata alla superiore morale cattocomunista , largamente presente in Toscana, i cui esponenti hanno sempre goduto degli appoggi e dei favori del sistema politico e di potere dominante. E’ stato così anche per il Forteto cui i ragazzi e le ragazze, non di rado, venivano avviati dal tribunale dei minori, sempre in ossequio a modelli sociali, comportamentali e morali superiori.
E’ venuto fuori, con molta fatica e molto ritardo, che qui minori, in numero notevole, venivano sottoposti per anni ad abusi di ogni genere, in primo luogo morali. I giornali ne parlano poco. Una delle vittime che aveva osato rilasciare una intervista al programma TV Le Iene, è stata minacciata. Ed amen.
Possiamo permetterci di invitare moralisti e compagnia cantante a starci lontani dai cosidetti?

Sono sempre più convinto che in Italia non si sia ben calibrato cosa è accaduto negli anni settanta e ottanta, lo sfascio antropologico di una nazione che in altri secoli sarebbe stata rapidamente spartita. E di fronte a uno sfascio antropologico i correttivi politici sono pannicelli.
poi Berlusconi farà appello della decisione del tribunale di Milano, quindi non è l’ultima sentenza definitiva.
Certo Marzio, infatti io e te non siamo presidenti di consiglio, non c’é abuso di potere che non abbiamo, ma dimentichi i processi per i quali è stato condannato in passato e che sono prescritti, insomma, la vita politica italiana legata alle vicende giudiziarie di una persona, mentre la gente non arriva a fine mese e il Paese va allo sfacelo. Continuiamo a dire che la magistratura è brutta e cattiva, penso che le mele marce ci siano ovunque, anche tra di loro, ma non puoi fare di tutt’erba un fascio. La maggior parte dei magistrati lavora e compie il proprio dovere, altro che bigottismo, lui ha agito male e paga! Immagina la stessa cosa in Gerrmania, in Francia, e vedrai che l’opinione pubblica italiana e la sua magistratura sono anche troppo clementi.
Caro Paolo, non sono d’accordo con te. Se tu od io fossimo andati a processo con le stesse accuse ce la saremmo cavata con due o tre anni e altrettanti di interdizione dai pubblici uffici. Nella sentenza contro Berluscono sta uno sfacciato spessore politico intollerabile, e tanto più intollerabile perché infiocchettato di vetero bigotteria sessuofoba cattofemminista che mi meraviglia molto tu non avverta. La sentenza è ridicola nel merito e nella forma, e torno a dire, vorrei leggere le tesi di laurea delle magistrate giudicanti, ma anche d’una Boccassini o d’un Brutti Liberati. Avremmo sgradevoli sorprese, sorprese indicibili perché incorreggibili.
Viene sempre fatto il paragone della sentenza con altre che hanno reati più gravi, hai ragione , ma non è che la pena sia più grave di quanto previsto dalla legge, sono le altre sentenze che andrebbero contestate quando per un omicidio si danno 10 anni e sicuramente ne vengono espiati meno. Occorre che le pene siano comminate senza sconti ( Come diceva sempre Antonio Cariglia ) allora sarebbe giustizia:::::::::::::::::::::
perdonami Nicola, ma non hai letto bene quanto da me scritto. Per farla breve, nel processo è possibile che i testimoni a difesa di Berlusconi siano stati pagati dallo stesso per dire quello che dovevano dire, i fatti raccontati non sono chiacchiere, ma fatti avverati.
Per quali ragioni semmai la giustizia dovrebbe essere clemente con lui? Perché fa politica?!? Cioé, un normale cittadino sarebbe incriminato per fatti simili, e lui non dovrebbe esserlo, in nome di cosa?!?
Scusa Paolo, ma devo insistere. Io sto parlando del processo, con cui tutto ciò che ricordi non c’entra niente. Attenzione: con certi discorsi si finiva per bruciare la gente. E non toccava a quelli come Berlusconi ma ai poveri cristi e alle povere criste.
Caro Nicola, l’anomalia italiana sta tutta in un nome, Berlusconi, e questo probabilmente dall’inizio della storia. Se non si rimuove quella anomalia, inutile parlare di programmi di governo, di manovre, di quant’altro.
Se a muoversi nei meandri della giustizia siamo io e te è un conto, ma se a sguazzare negli stessi ci si trova uno degli uomini piu’ ricchi al mondo, dovrai convenire con me che i testimoni a sua difesa possono trarne vantaggi personali considerabili, e si sa , in tempo di crisi pochissimi rifiuterebbero un lauto compenso per dire “tutta la verità”.
Qui si parla di abuso di potere e degrado, con loschi figuri che vanno da Mora (ora pentito e a mio avviso sinceramente cambiato dall’esperienza carceraria) a Fede, i compagni di merende che cercavano le prede, insomma non sono chiacchiere da concierge, sono fatti mi pare avverati.
Che poi le pasdaran di turno come la Santanché & company siano sempre là a pronunciare il nome di Berlusconi come quello di Tutan Kamon (oddio, il livello di mummificazione c’é…) o che lo sgradevole (esteticamente parlando) Giuliano Ferrara faccia comizi col rossetto, inveendo che “siamo tutti puttane”, beh, la misura della decenza si è ampiamente passata! Guarda che qui, dico in Europa, si dimettono ministri per aver copiato una tesi di laurea, oppure per aver nascosto qualche centiniaia di migliaia di euro su un conto svizzero, un modo di fare del genere non è ammissibile se si vuole fare il Presidente del Consiglio, o se lo si fa si deve cercare di non farsi assolutamente scoprire, tanto peggio per chi si fa beccare. Nessuno si puo’ prevalere della sua propria turpitudine! Berlusconi, come cittadino e coi soldi che ha, faccia quello che vuole, ma quando si ricopre una carica istituzionale qualche sacrificio lo si deve pur fare, o no?!?
Caro Paolo,
credo tu sia il primo a renderti conto che, ammesso che sia una vergogna che il popolo italiano voti Berlusconi (per me nessun voto è una vergogna, ma un semplice diritto esercitato), tutto questo non dovrebbe significare alcunchè per nessun processo. Quì si sta parlando di un processo fatto di pregiudizi moralistici. E passi. Ma si parla anche di uno stravolgimento della logica del nuovo processo che dovrebbe tenere conto prevalentemente di quanto emerso in aula. Trentadue testimoni saranno indagati per l’ipotesi di falsa testimonianza e avevano deposto a favore della difesa. Può darsi che ci sia materia per indagare. Quanti testimoni a favore delle tesi accusatorie sono mai stati indagati nella storia processuale italiana degli ultimi 20 anni?
E poi, Paolo, toglimi una curiosità: come è che in Italia ben poco funziona (come tu stesso dici) e l’unica cosa non censurabile sarebbero magistrati e mozzaorecchi?
La vergogna è anche che “ragionamenti e giudizi politici” di questo genere siano l’unico argomento che “obbiettivamente” venga opposto alla tua constatazione in stile Lapalisse . Ed il popolo italiano ,così pesantemente giudicato da un evacuato nel paese ospizio di eroi alla Battisti , chini il capo difronte a cotanto senno…
Non sono daccordo caro Nicola, te lo dice un ex elettore di Berlusconi. I giudici lavorano e applicano le leggi, non sono sottomessi a pressioni mediatiche o “sentimentali” come possiamo averle noi. La vergogna non è una sentenza, la vergogna è che la gente continui a sostenerlo, questa è l’anomalia grave del popolo italiano.
Quanti esodati, cassaintegrati, pensionati al minimo. I.M.U., si potevano sistemare con quello che è costato alla nostra Nazione questo processo? Non sono sicuro che la Giustizia di questo Paese faccia una bella figura nei confronti di quella di altri Paesi. Quello del Giudice è un lavoro difficilissimo, solitudine e legge, ma quello di Cittadino che vuol essere tale, lo stà diventando ancora di più.
Caro Nicola, condivido molto di quello che scrivi, però a mio avviso in questa storia vedo più di tutto quanto Berlusconi e compagnia si sono divertiti a prendere in giro gli italiani. Mi sembra che quello che emerse immediatamente dopo il fatto sia stato stravolto in maniera a dir poco grottesca. La telefonata di Berlusconi alla questura di Milano sembra che sia sparita nel nulla, che tutti i testimoni erano ( e sono ) al libro paga del cavaliere ecc….ed inoltre la vergogna più GROSSA che in parlamento sia stato fatto votare che Ruby era la nipote di Mubarak………Soltanto per questo questi nostri parlamentari andrebbero condannati all’ERGASTOLO………per votare le leggi serie non c’era tempo………vergogna……………come mi piaceva la prima repubblica!!!!!!!!!!!!!!!!!
Gent.mo Dr. Casolo,
purtroppo gli attacchi personali non devo aspettarli. Ci convivo da molto tempo, avendo tenuto posizioni di netta minoranza (in Italia) per tutta la mia vita. Ma ciò nonostante non dispero, come già avvenuto in passato, di vederle condiivise successivamente. Passata la buriana. E poi: mica siamo così pochi a tenere la barra dritta senza lasciarci teravolgere dalle canee del momento. Un caro saluto.
Gentile Dr Cariglia, ormai Lei e pochi altri costituiscono una delle poche voci indipendenti e autorevoli. Si aspetti prima o poi attacchi personali o processi mediatici. Chi osa toccare la verità rivelata è destinato a soccombere con ignominia. La giustizia è materia delicata. La sentenza di cui parla scandalosa. Forse l’omicidio di Ruby avrebbe trovato molte attenuanti e la sentenza sarebbe stata più leggera. Ma il moralismo (cosa ben diversa dall’etica) è uno dei valori che coagulano ampie frange trasversali del nostro Paese. Il teorema imposto da molta stampa, la sostanziale assenza di responsabilità civile della magistratura, la necessità di annientare l’avversario politico costituiscono un mix esplosivo. Come spesso accade , il seme dell’ingiustizia potrà costituire le basi per un boomerang che magari trascinerà i cosidetti “giusti” nel fango.
Ache io cerco di essere indiopendente nei giudizi. Questa storia e queste sentenze causano la formazione di schieramenti che vengono visti come ideologici ma che sono invece legati alla ricerca della equità ; equità di cui non si vede l’ombra in questa giustizia. Che infanga in primis chi la esercita in questo modo
Quello che onestamente capisco poco è come mai certi “testimoni” siano da considerare oracoli divini, mentre altri sarebbero dei mentitori . E come un simile processo possa basarsi unicamente su delle testimonianze ,per sentenziare oltre ogni possibile dubbio…qualcosa mi torna poco ,a prescindere dalla persona dell’imputato . La foga e la tenacia inquisitoria , la moralità di facciata ,la pena fuori del normale e senza benefici ( pensate a certi casi di omicidio , con scarcerazione ravvicinata ) non inducono a benevolenze verso certi magistrati; e le foto viste sui quotidiani di donne ed anziani assatanati inneggianti alla sentenza, a parte le sbavate su tutti i post della rete , lasciano molte perplessità su certa “giustizia” . A parte il considerare quale senso o logica possa avere il fatto che dei magistrati si iscrivano a movimenti tipo “magistratura democratica ” o simili…Quanto ai referendum ,stiamo ancora a raccontarci la fine ingloriosa di quelli già stravinti ,ma resi vani nei fatti…
Dear Luigi,
I fully agree with you
Dear Nicola,
I totally agreed with your righteous indignation and as I know how Fascist is still Italy, I prefer to use English anytime I need to express your same sentiments about Italian judges, a needed caution!
Anyway as men of this World we also must say how low strategic and tactic level have been Berlusconi ruling, if he had halved justice budged at the start of his Government he had saved himself and probably also Italiy from finance tourmoil.
So that’s al we have: A stupid rich old leader, a justice at low level butchery and now also an unusable language not to have troubles in our critics.
Anyway we keep calm and carry on.
Tutto perfettamente esatto Nicola. Ma ricordo che dal 1992 gli imputati, a Milano (ma anche in altre procure!), si dovevano rivolgere ad avvocati di difesa di gradimento dei PM (o sbaglio?) , allo stesso modo dei giudici fallimentari (!!), come abbiamo visto pochi giorni fa. Nessuno osò interrompere questa regola. In più: socialisti, unico partito inviso a certa magistratura e radicali, nel 1988 stravinsero un referendum sulla giustizia giusta,VANIFICATO, con Legge cosiddetta Vassalli (degnissima persona: Socialista, Ministro della giustizia, avvocato di fama ed eroe della Resistenza), ma stravolta dal Parlamento, che trasferisce allo Stato ( quindi a NOI) gli oneri a carico del giudice “ingiusto”. Con buona pace della regola che le responsabilità sono personali e le sanzioni relative si estinguono SOLO con la morte del colpevole. Regole che valgono ancora per tutti: i medici in primis, legati al giuramento di Ippocrate – quindi probabilmente incapaci, disattenti – ma mai in dolo!
Lo stravinceremo il referendum e supereremo ABBONDANTEMENTE il quorum. Ma servirà?
Vorrei leggere le tesi di laurea delle magistrate che hanno condannato Berluscuni, ed auspico la disponibilità in rete delle tesi di laurea di chiunque operi nell’amministrazione dello Stato, istruzione, giustizia, difesa, diplomazia. Non dimentichiamo mai cosa accadde e alle Università italiane tra gli anni settanta e ottanta, perché lì cova la metastasi plurigenerazionale.