Non ho detto che non bisogna sentire il popolo e non sono contrario ai referendum, ma auspico, al contrario, che questo istituto non sia limitato solo a quello abrogativo. Consultare il popolo non è mai una cosa dannosa e inutile a patto di non imbrogliarlo o, peggio ancora, di far finta di interrogarlo su una questione facendogli credere che si decide su un’altra. Mai come in questa occasione è stata fatta una non corretta informazione, tanto che ad oggi la stragrande maggioranza dei cittadini pensa ancora di doversi pronunciare sul divieto di nuove trivellazioni. Le cose sono peggiorate con le dimissioni del ministro Guidi. Ora è scomparso anche il tema delle nuove trivellazioni e il referendum si è trasformato in una consultazione pro o contro il governo Renzi da parte delle opposizioni e della stessa minoranza del PD. Vedrai caro Damiani che comunque vadano le cose questo nostro popolo dimostrerà, ancora una volta, di essere più saggio e responsabile di queste sgangherate e presunte classi dirigenti. Ti ringrazio comunque per essere intervenuto perché così mi dai l’occasione per ribadire che il 17 aprile si vota sulle piattaforme già esistenti e in esercizio per decidere se le concessioni dovranno essere rinnovate alla loro scadenza oppure no. Se vincono i “si” lo sfruttamento, fino al loro naturale esaurimento, sarà bloccato. La stragrande maggioranza delle concessioni scade nel 2018.”
Sempre a proposito del Referendum del 17 aprile
Consultare il popolo non è mai una cosa dannosa e inutile a patto di non imbrogliarlo.

Chiarimento utile , che utilmente ribadisce quale è la domanda alla quale andremo a rispondere. Andrò anche domenica prossima al seggio elettorale per riaffermare , ancora una volta, il diritto-dovere – secondo me , più dovere che diritto – del voto. Quanto alla spesa, non inutile quando si tratta di esercizio di democrazia, sarebbe stato utile risparmiare facendo votare gli italiani nello stesso giorno delle prossime amministrative ( in un solo giorno per le elezioni, che il governo attuale e il Parlamento, così come i precedenti, NON hanno voluto stabilire ).Risponderò SI alla domanda ben chiarita da Sessa, con l’obbiettivo, la speranza ( mi auguro non l’illusione ) di far vincere un piccolo contributo alla difesa dell’Ambiente.