• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

SEGUGI E CAZZATE

Quello che maggiormente rammentiamo di Antonio Di Pietro è la sua forte tempra di riformatore. Un riflesso condizionato: lo vediamo in TV e subito capiamo che si sta dando da fare per modificare qualcosa. Magari ci prova e non gli riesce: da qui la sua concitazione nei movimenti e nelle frasi. Tonino non si rassegna che tutto non possa riuscirgli bene come agli inizi della sua carriera pubblica. A proposito della quale non può essergli disconosciuto di aver riformato il diritto e la procedura penale per mandare fuori giri gli ingranaggi delle patrie galere. E nemmeno di aver introdotto le maggiori innovazioni lessicali, grammaticali e sintattiche, in questo e nel precedente secolo. Ora però che si è dedicato alla riforma della storiografia, rivelando agli italiani che “siamo agli albori di una dittatura dolce, come nel periodo immediatamente precedente al Ventennio fascista”, abbiamo capito che in Lui il riformatore resta comunque in secondo piano rispetto al segugio che è sempre stato. Come farebbe, altrimenti, a scoprirli tutti lui i giornalisti che gli lasciano sparare simili cazzate, riportandole senza battere ciglio?

di Redazione Pensalibero.it | 23 Giugno 2008

Quello che maggiormente rammentiamo di Antonio Di Pietro è la sua forte tempra di riformatore. Un riflesso condizionato: lo vediamo in TV e subito capiamo che si sta dando da fare per modificare qualcosa. Magari ci prova e non gli riesce: da qui la sua concitazione nei movimenti e nelle frasi. Tonino non si rassegna che tutto non possa riuscirgli bene come agli inizi della sua carriera pubblica. A proposito della quale non può essergli disconosciuto di aver riformato il diritto e la procedura penale per mandare fuori giri gli ingranaggi delle patrie galere. E nemmeno di aver introdotto le maggiori innovazioni lessicali, grammaticali e sintattiche, in questo e nel precedente secolo. Ora però che si è dedicato alla riforma della storiografia, rivelando agli italiani che “siamo agli albori di una dittatura dolce, come nel periodo immediatamente precedente al Ventennio fascista”, abbiamo capito che in Lui il riformatore resta comunque in secondo piano rispetto al segugio che è sempre stato. Come farebbe, altrimenti, a scoprirli tutti lui i giornalisti che gli lasciano sparare simili cazzate, riportandole senza battere ciglio?

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Domenico Civitano

    13 Luglio 2008 alle 01:10

    Non riesco a capire l’interesse, anche il più infantile, che spinge taluni a prendere in considerazione le amletiche esternazioni del parlamentare Di Pietro. Egli, a mio avviso, non ha la passione per il calcio, o per la lirica, non gli interessa conoscere Gandhi, Tolstoi, Manzoni, Pascoli, Salvemini, perché non potrebbe accusarli d’alcun reato perseguibile penalmente. Di Pietro, beato lui, sogna la marcia su Roma e un pranzo al Campidoglio a base di selvaggina da lui cacciata. Sognare è un suo diritto. Sobillare la folla no!
    Domenico Civitano Biteto (BA)

    Rispondi
  2. Puccio cartoni

    12 Luglio 2008 alle 14:24

    Parlando di richiami storici ,l’unico veramente serio e preoccupante ( ma per tutti ,sia ben chiaro ) è quello che cita il personaggio Roberspierre .E lo spirito del bravo Maximilien sembra proprio quello che anima il nostro Antonio . La ” dittatura dolce ” ed il ventennio fascista sembrano da Di Pietro esorcizzati solo per per poterci ” metter cappello” sopra.
    Il tipo è quello . Il quale del resto ,a proposito di dittatura dolce , non si è scomposto più di quel tanto davanti all’abolizione delle preferenze sulle liste elettorali. Diremo di più: nessun linguista ,o storico, o scienziato politico ,nè men che meno gli attivisti , si è sentito eccepire che il termine “elezione” questo significato aveva….”scelta ” ,o selezione!!
    Sarà questa la ” dittatura dolce” , molto onorevole (sic!) Antonio Di Pietro ( ed estimatori )?

    Rispondi
  3. Francesco Attolico

    2 Luglio 2008 alle 18:02

    Il “magnaccia” apostrofato al premier da Di Pietro fa il paio con il “dito medio” della Santanchè ostentato al fotografo, o l’accusa della stessa al neo-presidente della Camera di avere “le palle di velluto”, con le corna del premier nella foto ricordo con gli altri premier, o la preferenza del premier scandinavo al barbuto ex sindaco di Venezia per sua moglie e la sua “candidatura” ipotetica a convolare a nozze con la procace fanciulla, che ha fatto carriera, “se solo non fosse stato sposato”. Fa il paio con chi parla di “culattoni”, di “impronte dei piedi”, e “dei bambini”, con il “senatur” che faceva il gesto dell’ombrello alla Boniver e con altro.
    Avrà Di Pietro imparato ad “intellegere” con i nuovi umori popolari, stanchi della solita sinistra noiosa, intellettuale, radical-chic, buonista, o vi è una semplice sintonia politico-culturale, certo populista e spiccia, che per ora si esprime su diverse sponde?
    Ai posteri l’ardua sentenza!

    Rispondi
  4. Marzio Siracusa

    1 Luglio 2008 alle 20:57

    Come tutti quelli votati a fomentare la “destraccia” Di Pietro vive anche di marxismi d’accatto annaffiati d’intransigenza un po’ giacobina un po’ da bar sport. Doriot partì dal comunismo e finì nel fascismo, Di Pietro è partito dal giustizialismo e veleggia verso una palingenesi senza approdo, poichè per tristissima fortuna siamo talmente imbevuti dal mercato che ai Grandi Correttori non resta che grattarsi. M.S.

    Rispondi
  5. nicola cariglia

    30 Giugno 2008 alle 23:58

    In realtà Tuttocchiali ha “sfruculiato” l’illustre ex PM sulla asserita esistenza, in Italia, di una dittatura, ancorchè “dolce”, già prima del Ventennio. Qualcuno è in grado di confortare il troppo indaffarato leader dell’IDV riguardo il nuovo corso storiografico di cui si è fatto iniziatore?

    Rispondi
  6. Francesco Attolico

    27 Giugno 2008 alle 01:35

    Obiettivamente non si può far finta di ignorare il trambusto elettorale, per chi credeva nel bipartitismo (PD) e per gli infinocchiati che sono stati risucchiati nel “voto utile pro domo PD-PDL”. Non penseremo di traghettare i 22 milioni fuori da PD-PDL sul treno del vincitore, che ha ricevuto 13 milioni e mezzo di voti su 47 milioni e mezzo di elettori.
    Chapeau al premier che da solo ne vale 12 milioni, ma non essendo accertata l’immortalità dello stesso, la nostra giovane democrazia ha bisogno di forgiarsi non mettendo il bavaglio alle voci fuori dal coro. Vassalli, valvassori, scendiletto e portaborse di 3°, 4° e 5° livello hanno diritto di muoversi come credono verificando individualmente motivi di crescita o di estinzione politica.
    Noi stiamo a guardare e speriamo che il governo governi, a prescindere dall’inutile sintonia dei 12 milioni che fanno riferimento al PD.
    Il filo dell'”intellegere” non conduce agli umori di Palazzo Chigi?
    FA

    Rispondi
  7. Marzio Siracusa

    26 Giugno 2008 alle 18:06

    A furia di passare la vita a leggere libri di storia che sono fiction e fiction che sono libri di storia, si dimentica che un’epoca è morta per sempre con i suoi tic e i suoi riconoscimenti. Certo che la democrazia può sempre crollare, ma non sarà per “l’aula sorda e grigia”, non sarà per il “bivacco di manipoli” o una nuova legge Acerbo. La storia riserva sorprese scenografiche, per questo è molto, molto difficile essere dalla parte giusta e i vecchi copioni tracannati il 1 marzo a Firenze non servono a nulla. La sinistra sta affogando proprio nell’incapacità di riconoscere nuovi scenari e nuovi soggetti, nuovi vettori emotivi e conoscitivi, accontentandosi invece di far indossare meccanicamente costumi vecchi a situazione nuove. Ecco il diploma, la laurea e il concorso in magistratura penosi di Di Pietro e di milioni di italiani. L’italica furfanteria non la combatterà Di Pietro ma una scuola, un’università e una magistratura che ritrovino il filo dell'”intellegere”. M.S.

    Rispondi
  8. Francesco Attolico

    26 Giugno 2008 alle 12:24

    Di diplomi, lauree, e cavalierati più o meno discutibili ce n’è a bizzeffe in Italia.
    Ci piacerebbe uscire dalla sindrome del ’92 con eleganza e tralasciando sulle questioni stilistiche, che in certi momenti lasciano il tempo che trovano, materia per cabarettisti e caratteristi (lo stile Prodi, lo stile Bondi, lo stile Tremonti, lo stile Di Pietro son difficili da dimenticare).
    Stando ai fatti, dall’ottica dei 22 milioni fuori la diarchia PD-PDL, Di Pietro sta dalla parte giusta. Chi è più realista del re vorrebbe forse tagliare l’unica voce rimasta nell’opposizione?
    Di vigilia del fascismo, legge Acerbo, opposizione extraparlamentare, aula sorda e grigia ed altro ne han parlato tanti tra liberali, laici e socialisti, il 1°marzo a Firenze, prima e dopo. Tutte cazzate?

    Rispondi
  9. Marzio Siracusa

    25 Giugno 2008 alle 07:44

    Di Pietro è semplicementee uno che strappando diploma e laurea penosi, e poi un penoso concorso per la magistratura credette di diventare il grande giustiziere. La sua preparazione è da romanzo popolare, il suo livore pure, quando ci si annoia se lo si incontra in qualche canale diventa un passatempo. Non sarebbe nemmeno antipatico se non avesso la mania d’apparire implacabile. M.S.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti