Nell’ottimismo della fine del “secolo breve”, che ci ha dato due guerre mondiali e l’uso della bomba atomica su due città, si era pensato di chiamare “veloce” il secolo successivo, perchè tante cose, ma soprattutto il progresso scientifico, tecnologico e delle comunicazioni, stavano succedendo sempre più velocemente. Invece il secolo è cominciato con l’attentato alle Torri gemelle di New York ed è proseguito con la scoperta che le banche USA stavano truffando i risparmiatori di tutto il mondo, e che il governo americano attaccava briga ovunque per sostenere il suo complesso militar-industriale, che ha un peso esagerato sull’economia USA. La timida e servile reazione del resto dell’occidente a queste follie ha scatenato la rabbia di chi si sente tradito dalle proprie istituzioni, mentre i giovani mussulmani si sono esaltati dalla possibilità di affermarsi con attentati ovunque (e nessuno rileva che il finanziamento arriva dalle monarchie arabe, che basano il loro potere e la politica interna sulla lettura medioevale del Corano)
L’impotenza genera la rabbia, e così ovunque prevalgono politici che sono continuamente rabbiosi, contro le loro istituzioni e quelle internazionali, contro i “politicamente corretti” e soprattutto contro i diversi, verso i quali viene indirizzata la rabbia popolare, e chi urla più forte vince. Siamo arrivati a un presidente USA delirante in modo irresponsabile, che però interpreta benissimo la rabbia del ceto medio USA, che va sempre a votare ma ora si sente vicino alla scomparsa causa la globalizzazione dell’economia. C’è il presidente delle Filippine che raccoglie l’80% dei voti uccidendo spacciatori e drogati ( 7000 in due mesi) e gridando vaffa agli USA, ci sono le masse arabe che si esaltano per i successi degli attentatori e quelle europee che vogliono chiudere la porta agli immigrati, mentre gli israeliani continuano a spargere benzina sul fuoco insediando sempre nuove colonie di ortodossi su terre rubate ai palestinesi.
Gli inglesi vogliono distruggere l’unione europea, e anche i pacifici olandesi la pensano nello stesso modo: forse entrambi pensano che prima o poi scatterà la rabbia contro una UE che pretende di sterminare i pensionati greci e prossimamente quelli italiani, ma non dice nulla sui paradisi fiscali creati in 8 stati su 27. Intanto ungheresi , slovacchi e polacchi si mettono nelle mani di parafascisti, e francesi e italiani votano in massa per dei populisti di destra che non hanno altro programma che di urlare sempre più forte la loro rabbia e il loro no a qualunque cosa, ma se gli capita di governare un comune non sanno da che parte cominciare.
Ci resta solo da sperare che a questo secolo resti ancora la velocità, per passare dalla rabbia a qualcosa d’altro, possibilmente non in peggio, ma ne dubito….
Claudio Bellavita

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