Cara vecchia, detto anche con affetto, autostrada, quanto fai tribolare in questi giorni, e in queste settimane! Se siamo in coda ci sarà un perché. Ci sono pezzi d’Italia in questi giorni in cui sarebbe più facile vincere al lotto che fare pochi chilometri nei tempi previsti. 3 ore per trenta chilometri in Liguria. Un’ora per 6 chilometri in Abruzzo. All’ordine del giorno in questi giorni.
Eppure cara vecchia autostrada ti vogliamo bene, solo che in molte zone del nostro bel Paese sei rimasta, forse non sempre solo per colpa tua, quella che era stata prevista e progettata cinquanta, sessanta, settanta anni fa e quindi magari carina con oleandri e guard rail rifatto ma inesorabilmente non adatta ai traffici di oggi. Perché oggi non ci sono più i traffici di 50 o 40 anni fa, e nemmeno quelli di venti anni fa.
Cara vecchia autostrada in alcuni tratti speciali ti hanno resa più moderna, più comoda, aumentando le corsie, più corrispondente alla nostre esigenze di uomini e donne che si muovono nel 2020 sia in auto sia in camper, sia per chi lavora con camion e automezzi vari, ma ci sono pezzi e zone in cui sembra davvero di essere appena usciti dai mitici anni Sessanta o poco più. Non è bello, non va bene, non è economicamente sostenibile avere una autostrada ancora a due corsie quando il traffico che pesa su di essa raggiunge l’intensità e la frequenza che presupporrebbe almeno tre corsie se non quattro.
L’Autostrada del Brennero, A22, ha cambiato tantissimo facendola progredire l’economia delle province della tratta, da Bolzano a Modena via Trento, Verona, Mantova e Reggio. Da anni è tutto un asse viario super trafficato basti pensare che le code per accedere all’Autostrada del Sole registrano da Carpi all’innesto Modena Nord variano tra i 3 o 4 chilometri. Se poi andiamo più a nord ci capita di registrare code e rallentamenti più che frequenti tra Verona Nord e Affi (area Garda) e nei momenti turistici caldi in quasi tutti i pezzi tra Ala Avio e Bolzano via Rovereto e Trento.
Il tratto dell’Autostrada del Sole tra Modena e Bologna, uno dei pezzi di autostrada più trafficati d’Europa, è stato allargato a 4 corsie nei primi anni Duemila dopo che per quasi trent’anni erano state sufficienti le tre corsie già avveniristiche per quella fascia storica. Ovvio che una autostrada deve corrispondere e adeguarsi al flusso che ospita. I flussi di traffico raggiungevano vent’anni fa in quei 32 specialissimi chilometri tra Modena Nord e Bologna picchi giornalieri di 150 mila veicoli di cui 43 mila camion e pullman. Negli anni successivi ulteriormente aumentati. Un tratto che sta soffrendo in questi anni è quello della A14 tra Imola e Bologna San Lazzaro. Nei giorni caldi dell’esodo estivo o del rientro si concentrano qui le code e i rallentamenti più insidiosi e fastidiosi della rete da e per il mare.
I lavori per la terza corsia tra Ancona e Pescara stanno affliggendo autisti, turisti e trasportatori del medio adriatico. Per fare quattro o cinque chilometri tra Roseto degli Abruzzi e Pescara ci vuole quasi un’ora in certi momenti. Per non parlare della Liguria dove tra cantieri e deviazioni, chiusure caselli e lavori in corso si fanno decine di chilometri di code che stanno sfiancando anche qui autisti, trasportatori e viaggiatori vari.
Cara vecchia autostrada in qualche area hai fatto passi da gigante anche se in anni lontani e dopo decenni di code, rallentamenti e incidenti, ma insomma qualcosa s’è mosso. Nel 1988 è nata la Bretella di Roma che ha finalmente consentito a quelli che dovevano andare da Firenze a Napoli (e viceversa) di non passare dal Grande Raccordo Anulare che a dispetto del nome già dai primi anni si rivelava più che Grande un Ristretto Raccordo Circolare.
Dopo 30 anni e passa di code e ingorghi sulla tangenziale di Mestre Venezia nel febbraio del 2009 veniva aperto il Passante di Mestre che già dal nome ti faceva prendere un sospiro di sollievo, riuscivi ad andare da Verona a Jesolo senza l’ansia o il terrore di rimanere imbottigliato sulla tangenziale di Mestre tra la Miranese e lo svincolo per Castelfranco, avevi tempo di studiare tutta la topografia per Marghera.
Più o meno dello stesso periodo l’allargamento a tre corsie del tratto tra Firenze Nord e Firenze Sud che pur restando Autostrada del Sole in quel pezzo d’Italia diventava anche la circonvallazione di Firenze. Spesso spessissimo immobili tra Certosa e Signa quando ancora si chiamavano così, nostalgia canaglia. E più recentemente l’apertura della Variante di Valico che dopo oltre trent’anni ha collegato Bologna a Firenze senza passare dal passo dell’Appenino e sconvolgendo usi, abitudini ed economia ma dando un colpo di modernità al flusso soprattutto del traffico pesante.
Cara vecchia autostrada apprezziamo noi storici frequentatori e utilizzatori gli sforzi anche minimi che metti in campo, anzi in strada, come il rifacimento delle corsie d’emergenza, l’allargamento di qualche corsia, i nuovi centri servizi nelle aree di servizio, nuovi svincoli e nuovi ponti ma ti assicuriamo che in alcuni pezzi d’Italia c’è bisogno di ripensarti, adeguarti, adattarti alle nuove esigenze e ai nuovi flussi. Ne va del tuo ruolo ma anche della nostra vita e della nostra sicurezza, e anche della nostra modernità. Un Paese moderno ed evoluto si misura anche dalle sue strade e dalle sue autostrade. La fierezza per i passati successi deve corrispondere ad una necessaria programmazione per un futuro corrispondente ai bisogni.
Fabrizio Binacchi

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