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Se questi sono uomini…

di Roberto Riviello | 11 Gennaio 2015

I fondamentalisti, ormai lo sappiamo, odiano la cultura, le scuole laiche, l’ istruzione delle donne perché sanno che chi legge e studia impara a pensare con la sua testa, e pretende anche di dire ciò che pensa.

Oriana Fallaci l’ aveva detto, scritto e gridato che prima o poi il Mostro ci avrebbe attaccato in casa nostra, ma tutti o quasi gli intellettuali e teorici del multiculturalismo  le avevano dato della fanatica e della pazza. Quando, dopo la strage dell’ 11 settembre, scrisse quasi di getto il suo libro più appassionato contro il terrorismo islamista, “La rabbia e l’ orgoglio”, si alzò contro di lei un coro di voci bianche, tutte politically correct, in nome del principio dell’ accoglienza e della solidarietà con i popoli delle ex-colonie.

Non è bastata ad aprirci gli occhi neppure l’uccisione del regista olandese Theo van Gogh, colpevole di aver girato un film sulla condizione delle donne nell’ Islam, come anche tutta la scia insanguinata di attentati che ha accompagnato negli anni la vita di Salman Rushdie e del suo libro, “Versetti satanici”, dopo che l’ ayatollah Khomeini in persona aveva lanciato contro di lui una fatwa di morte senza confini.

Per non parlare poi del tentativo di uccidere la giovanissima pakistana Malala Yousafzai, condannata a morte solo perché studentessa brava e coraggiosa. Un tentativo, invece, pienamente riuscito con l’ orribile strage di oltre un centinaio di bambini sempre in una scuola del Pakistan, a Peshawar, il 16 dicembre del 2014.

I fondamentalisti, ormai lo sappiamo, odiano la cultura, le scuole laiche, l’ istruzione delle donne perché sanno che chi legge e studia impara a pensare con la sua testa, e pretende anche di dire ciò che pensa. Per questo il terrorismo islamista, che ormai ha trovato nell’ Isis uno stato vero e proprio che lo ospita e lo sostiene molto più direttamente di quanto facesse l’ Afghanistan con Al Qaeda, altro non è che una espressione del totalitarismo, anche se di natura religiosa.

Ma in fondo anche il nazismo un credo ce l’ aveva, ed era quella mistica oscena delle SS basata sull’ arianesimo e l’ antisemitismo; come pure il comunismo stalinista che era pervaso dal culto fanatico della personalità del dittatore.

Una Francia totalitaria e islamista è  l’ argomento dell’ultimo libro di Michel Houellebecq, “Sottomissione”, che esce proprio in contemporanea con la strage dei dieci giornalisti satirici di Charlie Hebdo e dei due poliziotti della loro troppo debole scorta. Se crolla la Francia, la patria di Voltaire e dell’ Encyclopèdie, dell’ Assemblea costituente e della lotta partigiana contro l’invasore nazista, dove la libertà di espressione  è sempre stata alla base di tutta la sua impalcatura civile, immaginatevi il resto d’ Europa.

Come Oriana Fallaci, anche Houellebecq  prova a pensare il futuro sulla scorta del presente, per cui l’ Europa è ancora una volta diventata  terra di conquista per il Califfato che usa le armi dei terroristi, come pure quelle delle sue immense ricchezze petrolifere.

Non c’è dubbio che, come l’ attentato  delle Torri Gemelle ha inaugurato una nuova stagione  geopolitica,  caratterizzata soprattutto  dalla leadership internazionale degli Stati Uniti del presidente Bush jr., anche la strage di Parigi dovrà necessariamente aprire un altro percorso nelle relazioni internazionali degli stati europei ma anche al loro interno, probabilmente ripensando i trattati sulla libera circolazione dei cittadini. Insomma, l’ Europa dovrà finalmente iniziare a parlare in politica estera con una voce sola e in modo molto più autorevole di quanto abbia fatto fino ad ora. Sempre che non voglia arrendersi al terrorismo islamista e accettare la “sottomissione”.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Riviello

Insegnante, si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze nel 1978, risiede nel Valdarno fiorentino. Commenta la politica italiana su Pensalibero.it e scrive racconti per radio poi diventati sceneggiati e testi teatrali messi in scena come regista. Ha al suo attivo anche un film sulla vita di un grande poeta toscano poi finito in manicomio. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

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