Settimana fiacca di notizie. Tutto improntato al tormentone di mafia capitale mondo.
Nel regno dei ciechi il guercio è re.
“Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale”. Parola di Carminati
“Stamattina con Ignazio Marino abbiamo fatto visita alla “29 Giugno”, una sorta di istituzione a Roma. Una cooperativa che è nata con l’obiettivo dell’inserimento lavorativo di detenuti, ex detenuti, disabili fisici e psichici, tossicodipendenti ed ex, senza fissa dimora, vittime della tratta, immigrati. Una bellissima realtà che ha permesso a tantissime persone che non ce l’avrebbero mai fatta da sole, di riscattarsi”.
Settimana fiacca di notizie. Tutto improntato al tormentone di mafia capitale mondo/terra di mezzo e filmatini /intercettazioni da paura. Perchè è questa che suscitano i protagonisti della vicenda horror. E si comincia a intuire anche perchè tutti se li volessero fare amici. Una paura serpeggiante.
Chi arrivava a Roma, secondo Travaglio, che stavolta ha detto un sacco di cose sensate e purtroppo veritiere, veniva portato, a sua insaputa, dai boss bossini e bossoni della criminalità organizzata. Dai fuoriusciti da varie carceri sudamericane e dintorni a quelli usciti dalle patrie galere cum laurea, con grazia scalfariana per buona condotta. Come se una laurea fosse sufficiente a riscattare un uomo che ha inferto 34 coltellate a un altro.. E si comincia a capire le distanze , la falsa ingenuità di alcuni personaggi politici amministratori e amministrativi. Non sapevano? Certo che sapevano, ma lasciavano che tutto scorresse, panta rei la parola d’ordine.
Salvatore Lupo, storico della mafia sostiene che sì, esercitavano la violenza, ma si chiede se una qualsiasi banda di usurai che ricorre alla violenza può definirsi mafia. Non ci pare sia importante definirli. Dato che agivano a mo’ di mafiosi. La modalità con cui trattavano fra loro e con altri fa rabbrividire. E il legame con la cosca Mancuso di Limbadi, consorteria di matrice ’ndranghetista dove lo mettiamo? E che dire di settori delle forze dell’ordine e della magistratura intrecciati a tal punto che diventa difficile distinguere i tentacoli di una stessa piovra. E della furia della banlieue di torsapienza, pare sobillata dai suddetti?
Se non è zuppa è pan bagnato.
Cantone si dice preoccupato per la voglia di forca e monetine che ricordano il 93 e per la considerazione generalizzata della corruzione in politica. E se così fosse? Sappiamo bene che ogni ventanni il mondo cambia verso. Sostiene inoltre che compito dell’Anac non è quello di arrestare, e molto più ambizioso l’obiettivo. Provare a prevenire la corruzione. Oh ma ci hanno provato in tanti. Si ricorda che la corruzione ha avuto uno stallo reale solo in un noto e bistrattatissimo ventennio.
D’altra parte Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla, per dirla con i buon Abert e insieme a Russell condividiamo l’assunto “nella parte di questo universo che noi conosciamo c’è grande ingiustizia e spesso il buono soffre e spesso il cattivo prospera e si fa fatica a dire quale delle due realtà sia più irritante”.
Richetti sostiene di avere presentato, a tempo debito, un emendamento alla legge contro il finanziamento pubblico secondo il quale nessuno potrebbe prendere un euro da chi ha rapporti con la pubblica amministrazione, vedi cooperative e quant’altro. L’emendamento, ma guarda te, non è passato. Vogliamo andare a vedere chi ha votato contro… o no?
Alcuni si stracciano le vesti gridando fuori la politica dall’impresa ….le coop nacquero con scopi nobili e socialmente utili, poi deviate perché colluse con un area politica mentre fanno concorrenza sleale per un regime fiscale e civilistico di favore. Più semplicemente non pagano le tasse. E questo lo sapevamo tutti, ma proprio tutti.
“Stamattina con Ignazio Marino abbiamo fatto visita alla “29 Giugno”, una sorta di istituzione a Roma. Una cooperativa che è nata con l’obiettivo dell’inserimento lavorativo di detenuti, ex detenuti, disabili fisici e psichici, tossicodipendenti ed ex, senza fissa dimora, vittime della tratta, immigrati. Una bellissima realtà che ha permesso a tantissime persone che non ce l’avrebbero mai fatta da sole, di riscattarsi”. Contina la tiritera.
Un decennio fa, durante la consigliatura , in cui ho ho avuto incarico di gestire la Commissione Trasparenza, unica presidenza spettante da regolamento all’opposizione, al quartiere uno di Firenze, ho toccato con mano. Certo si trattava di spiccioli. I contributi, poche migliaia di euro, venivano elargiti annualmente sempre alle stesse associazioni. E noi della minoranza, hai voglia a battere i piedini. L’arroganza della maggioranza non aveva confini. E… come si sa, così in basso così in alto.
“Mi viene spontanea una domanda al presidente: ma lei mentre la Repubblica affondava nel fango, lei dov’era? Su Marte?”. Così Beppe Grillo che dal blog chiede a Napolitano: “Non si sente responsabile di quel che è successo? Chi è l’antipolitica, lei o io che mi dichiaro eversore?”.
Punti a suo favore purtroppo. Tanti italiani pensano così.
Intanto anche Travaglio che non gode delle nostre simpatie essendo generalmente troppo settario, ancorchè preparato e vispo, stavolta ci fa partecipi di una verità incontrovertibile “Il cestino è marcio, tutte le mele sane si infettano immediatamente”.“Buzzi fornisce soldi e fornisce voti. I rom vanno a votare alle primarie. Quella di Buzzi è una tangente preventiva, finanziava tutti a destra e sinistra. Come hanno fatto i politici a non accorgersi di nulla?”
E ora spunta anche l’Annamaria, la sorella del Buzzi, che dal 2012 è direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. Con l’aiutino di Melandri e Veltroni, pare. E, per non farsi mancare nulla, la nipote Irene che vince un maxiconcorso per ispettore amministrativo in cambio di un orologio di lusso, Bulgari pare, dedicato al dirigente in oggetto nonchè membro di commissione.
O quanto intelligenti e competenti le parenti, o quanto. Tutte eccellenze.
La cosa triste è che i vecchi dirigenti se ne stanno in silenzio e lasciano i nuovi arrivati quarantenni a rispondere di cose che invece riguardano loro. Intanto nel paese ex bengodi i ricchi diventano sempre più ricchi i poveri sempre più poveri e la classe media, una volta asse portante, all’arrembaggio e attaccata alle funi del cielo. E a mangiare alla caritas, si dice.

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