Li vedi contenti anche sui social, leggi i loro messaggi di sorpresa e felicità: sono quelli sempre più numerosi che, per scelta o per necessità, dicono io agosto lo faccio in città. E’ come stare in vacanza a casa e nelle strade o nei parchi, nei giardini e nei luoghi in cui nel resto dell’anno c’è il resto del mondo.
In fondo vacanza è staccare e fare vuoto attorno, rispetto alle abitudini consuete. Bene: se staccano gli altri e sono gli altri a farci vuoto attorno, e a lasciarci la città in vacanza con i turisti, beh il risultato è lo stesso. Scoprire la nostra città d’agosto è meraviglioso. Sotto casa Bologna ho ammirato per ore il viale senza auto parcheggiate. Poca gente al solito bar, i bancomat liberi, l’edicola chiusa, niente code ai semafori e alle casse del supermercato: persino i semafori e le casse sembrano più gentili. Sotto i portici tra gli zainetti dei turisti e ti sembra di essere turista sotto casa.
E’ bello fare la celebrazione dei riti laici collettivi anche alla rovescia: quando tutti sono al mare, stare in giardino, quando tutti sono in autostrada andare al cinema, quando tutti sono sulla via del rientro, partire in direzione opposta sperando di non aver avuto la stessa idea in troppi.
Ci sono città che si prestano all’agosto in città come Mantova con il suo centro storico da copertina e Bologna con le sue mille iniziative culturali, sociali di spettacolo, come Firenze la capitale del Rinascimento con i suoi musei, le sue terrazze, i suoi ricordi e le sue ricorrenze.
Ma anche altre città -che non si ritengono immediatamente turistiche- come Rovigo, Vercelli, Pistoia o Frosinone possono diventare fantastiche e impensabili località pensate come rifugio d’agosto in città. E poi a ben guardare non c’è in Italia una città che non si possa dire non turistica, non attrattiva in qualche modo. Lo status di persona felice in città d’agosto lo fa l’occhio più del piede, la mente più della pancia.
Qualche disagio ci sarà pure: ovvio che non sono aperti tutti i negozi che vorresti, ovvio che il bar del’angolo -dove vai di solito- nella settimana centrale sarà chiuso, ovvio che per prendere il giornale dovrai fare un giro più lungo ma respirare l’aria diversa di città libera compensa ogni sforzo, ogni difficoltà. Tuttavia non bisogna abituarsi troppo bene.
Agosto prima o poi finisce e se ti abitui alle strade d’agosto quando arriva il 2 settembre, con il rientro del resto del mondo in città e il ritorno alle code ai semafori e al supermercato, il rischio vero è che ti venga la depressione. Il rimedio è abbastanza semplice.
Quando gli altri tornano in città sarà bello andare noi dove stavano loro, in vacanza, con spiagge più libere e sentieri meno affollati almeno nelle prime due settimane di settembre quando ancora ci sono i colori dell’estate e le giornate ancora luminose sino a tardi.
Una specie di scambio di posti fino a quando non sarà obbligatorio per tutti rientrare e allora non rimarrà altro da fare che affidarsi ai sogni e alle fantasie di un’estate che sta arrivando in un’altra parte del mondo o all’estate prossima, dell’anno che verrà. E ci soccorrerà il pensiero di quella volta in cui qui sotto il portico deserto hai sentito dire : in fondo felicità fa rima con semplicità.
Fabrizio Binacchi

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