Osservando lo scempio di cose e la carneficina di persone che il terremoto ha lasciato a l’Italia e agli italiani, un cittadino che volesse capire, non può che porsi questa domanda elementare: visto che siamo la patria del diritto e della scienza, e spariamo scienziati in tutto il mondo per aiutare la civilizzazione e il progresso altrui, siamo certi che sia questa la massima protezione antisismica che può venirci da cultura e politica? E se questo è il massimo, le nazioni meno progredite di noi come diavolo se la passano?
Durante le operazioni di soccorso ci hanno fatto sapere che la nostra protezione civile non ha eguali al mondo, e io personalmente non ho ragione di dubitare dell’eroismo di chi è preposto e persino di chi corre spontaneamente a salvare vite umane, visto che l’altruismo italico non è mai passato di moda o scaduto di qualità.
Ma non mi fido manco in punto di morte dell’altruismo di burocrati, tecnici e speculatori, che lucrano profitti astronomici sulla pelle di centinaia di vittime e migliaia di case ridotte in macerie, fingendo consolidamenti o ricostruzioni “a norma sismica“. Visto che scuole, ospedali e caserme edificate con criteri antisismici, sono crollate al pari di quelle costruite due o tre secoli fa.
Se da noi la civiltà, la giustizia sociale e il progresso scientifico e tecnologico viaggiano ancora a dorso di asino, dobbiamo ringraziare solo le imprese e la politica o anche la cultura? Se la macchina della protezione civile è da primato mondiale, ma a spese della “prevenzione intelligente” che nessuno ha mai visto: dobbiamo dedurre che prigionieri o complici degli affaristi, strozzini e corrotti della ricostruzione, sono soltanto i politici o anche i tecnici: presunti scienziati delle costruzioni?
Insomma, le dittature politico-economiche sono ancora devastanti al naturale, o ci pensa anche il mondo della cultura ad offrire il suo generoso contributo in devastazione e profitti da ricostruzione, per voluta mancata prevenzione?
I popoli lupi hanno sempre lucrato profitti dalle guerre; ma da qualche tempo temo che abbiano trovato la formula per fare soldi con la pace, la giustizia sociale, e gli aiuti disinteressati alle vittime. E mi sa che aveva ragione quel tale a dire che la pace è la continuazione della guerra con altri mezzi.
Andreotti, da politico di lungo corso, amava ricordarci che a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia mai. Io invece sarei pronto a darmi una martellata in testa se qualcuno avesse la bontà di dimostrarmi che sono in errore.
Se la politica e la scienza non sono ancora in grado di tenere in vita il vecchio Belpaese che ha proprio in quel “vecchio” il suo massimo valore, allora dagli asili ai posti tomba, l’intero sistema Italia è una truffa.
E serve a ben poco o letteralmente niente che gli italiani siano ancora tutti onesti, intelligenti e altruisti, se il sistema è criminale per colpa o dolo. Tant’è che il sisma non vede alcuna differenza fra immobili costruiti da onesti o farabutti, vecchi o nuovi, privati tenuti da cani o pubblici tirati a lucido, e rade al suolo ogni cosa.
Per i loro crimini efferati, i dittatori non hanno bisogno di cambiare popolo: Hitler non importò un popolo criminale per sterminare sei milioni di ebrei. Lo fece col popolo tedesco “inconsapevole“: e pure in fatto di scienza e coscienza non era secondo a nessuno. E Stalin e Mussolini fecero altrettanto.
Allora domandiamoci, la democratizzazione italiana e europea sta avanzando libera sulle proprie gambe, o continua ad essere ostaggio delle teste d’uovo della cultura, oltre che della politica e del mercato? Tutti concordi nel considerare “immobili tassabili”, le pietre pericolanti a forma di casa, in attesa che il terremoto le tramuti in macerie assassine, fonte di profitti per le mille mafie dei poteri italiani, legittimati a qualunque forma di asservimento e sopraffazione, e quindi democratici di nome ma ancora tirannici di fatto.
franco luceri

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