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Scandalo Gran Bretagna: è il popolo che decide!

Questo atteggiamento scandalizzato sull’esito del voto di oltre Manica è, esso si, un vero scandalo.

di Nicola Cariglia | 27 Giugno 2016

Non sono per la cosiddetta “democrazia diretta”, ammesso che possa esistere da qualche parte del mondo (ma non la conosco). Le vere democrazie si basano sulla rappresentatività: siano esse parlamentari o presidenziali e relative vie di mezzo.

Ma è proprio per questo che gli elettori sono sacri. La sovranità è loro. E mai si dovrebbero mortificare i loro diritti, come purtroppo accade in Italia da un quarto di secolo.

Certe reazioni al voto sulla Brexit hanno un che di orripilante. Peggio che razzismo, bieco classismo. Si rileva con scandalo che a prevalere sarebbero stati i vecchi e, udite udite, gli appartenenti ai ceti “più bassi”: operai, massaie, etc., che così avrebbero mandato alle ortiche le speranze che i giovani britannici nutrono nel loro destino europeo.

Enrico Letta, uno dei pochi politici non banali, in attesa (ci auguriamo) di rientrare nel giro, ha smontato con un semplice tweet questa allucinazione: i giovani al referendum hanno votato nella misura del 36%, gli ultra sessantacinquenni dell’83%.  Ma quale passione e quali aspettative? I giovani britannici dell’Europa se ne sbattono talmente da non prendersi il disturbo di andare a votare!

Ma questo atteggiamento scandalizzato sull’esito del voto di oltre Manica è, esso si, un vero scandalo. Da denunciare e contrastare con tutte le forze. Si nutre, infatti, dei peggiori pregiudizi del classismo: fare giudicare cose complesse dal popolo non si può e non si deve.

Sono pregiudizi, purtroppo, che in Italia si applicano diffusamente nella pratica, con l’aggravante di essere accompagnati da ipocrite declamazioni di democrazia. Se ci vogliamo rendere conto di quanto sia tenuto in considerazione il popolo in Italia, mettiamo in fila una serie di misteri da fare accapponare la pelle: la fine della prima repubblica che attende ancora di essere conosciuta nelle sue dinamiche nazionali ed internazionali; la fine del governo Berlusconi e gli intrighi politici e finanziari, ancora una volta nazionali e internazionali; tre crisi di governo che hanno trovato soluzione, in ristretti circuiti, senza sciogliere Camere prive di maggioranza ed appellarsi al popolo; un Parlamento delegittimato, perché eletto con legge dichiarata incostituzionale, che addirittura riscrive la Costituzione.

Con queste credenziali, andare a sfottere le massaie e gli operai britannici mi sembra francamente un esercizio improponibile. Oltretutto si tratta dei figli e dei nipoti di quelle stesse massaie e di quegli operai che tanti anni fa, con stessa determinazione e identico orgoglio furono decisivi schierandosi compattamente contro il nazismo ed il fascismo, mentre nella nostra bella penisola i nostri nonni e padri si dividevano, in successione, tra fascisti, antifascisti, neoantifascisti, postantifascisti.

Ma se, invece di pretendere di impartire lezioni di democrazia a chi ne è maestro, pensassimo a fare qualche lavoro di restauro alla nostra?

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anni, berlusconi, costituzione, crisi, crisi di governo, democrazia, enrico letta, fascismo, giovani, governo, governo berlusconi, gran bretagna, italia, lavoro, mondo, parlamento, prima repubblica, razzismo, referendum, repubblica, soluzione

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luciano Priori Friggi

    2 Luglio 2016 alle 15:18

    Il Regno Unito ha votato in modo molto ponderato. Me ne sono reso conto dando un’occhiata a come il voto si e’ dispiegato. Si e’ distribuito tra i territori, le classe sociali, le classi di eta’ con una logica corrispondente a blocchi di argomentazioni ben strutturate, e funzionali ai soggetti coinvolti. E’ stato un voto epocale, non un referendum qualsiasi e tutti ne erano consapevoli.
    Le dichiarazioni post-referendum vanno depurate dal malcostume giornalistico, cui ormai nemmeno reagiamo piu’, ed e’ un peccato, di raccontare i fatti come meglio garba. Non e’ un mistero che il giornalismo e’ quasi tutto schierato in Europa, come in G.B., pro-Europa e quindi si amplificano e distorcono dichiarazioni come quella di Farage sulla sanita’, il quale ha semplicemente detto: “No I can’t [guarantee it], and I would never have made that claim. That was one of the mistakes that I think the Leave campaign made”. Non si capisce infatti come avrebbe lui potuto garantirlo. Del resto i fondi europei in questione -se qualcuno ne sa di piu’ intervenga a spiegare esattamente il meccanismo- sono fondi di ritorno, e una qualche direzione dovranno pur prenderla una volta che resteranno in patria, infatti ha aggiunto: “We have a £10 billion, £34 million a day featherbed, that is going to be free money that we can spend on the NHS, on schools, on whatever it is”.
    Ma non spettera’ certo a un capo-partito deciderlo.

    Rispondi
  2. paolo francia

    1 Luglio 2016 alle 18:58

    Intanto, Nicola, lo strafalcione “avrebbe” del mio post….purtroppo si scrive in fretta e non si rilegge, ovviamente ci andava un “avesse”!
    No, in effetti hai ragione, sono la super stra pagati per fare il loro dovere nell’interesse della gente e poi non son capaci spesso delle cose piu elementari.
    Per me i referendum dovrebbero farsi sempre, come in Svizzera, quello dovrebbe essere l’esempio.
    Ma spesso, detestando il capo di governo, soprattutto quando questi personalizza come lo ha fatto Cameron, ecco che il popolo si incazza!
    Ponendo invece questo doppio quesito,come ti ho fatto l’esempio, si eviterebbe qualsiasi contaminazione. Pensa al Referendum sulla riforma della costituzione…”Volete che la Riforma della Costituzione sia attuata, SI o NO? Volete che Matteo Renzi resti il presidente del Consiglio, SI o NO? Vedresti che si potrebbe entrare nel merito senza sorbirci questo dibattito noioso, inutile e massacrante.

    Rispondi
  3. NICOLA CARIGLIA

    1 Luglio 2016 alle 14:05

    Caro Paolo,
    mettiamola così: non so se il popolo sceglie sempre bene. Penso di no. Ma gli errori delle classi dirigenti e dei governi sono di gran lunga più numerosi, dal momento che sono chiamati a compiere scelte tutti i giorni. E allora, a maggior ragione, la pretesa aristocratica di sollevare il popolo dall’ occuparsi di sbrigare le faccende “complicate” è ingiustificata. In Italia da un quarto di secolo, c’è chi ha fatto in modo che il popolo fosse sollevato da queste incombenze. Ti pare che le cose vadano meglio? E con quale diritto viene esercitata questa pretesa?

    Rispondi
  4. paolo francia

    1 Luglio 2016 alle 09:31

    Condivido lo spirito di questo articolo, ma alucne perplessità su questa vicenda restano. Per esempio le famose promesse elettorali, quelle di Pinocchio, che i promotori del Leave si sono dovuti rimangiare subito, come la bufala di spostare sulla sanità i soldi prima versati all’Europa.
    Ti pongo questa domanda Nicola, se piu saggiamente Cameron avrebbe domandato agli elettori :” Volete restare in Europa o no? Volete che io resti a governare il Paese?”, pensi che il risultato sarebbe stato lo stesso? Non so, puo’ darsi, ma penso che il rifiuto delle classi dirigenti, a ragione, sia un boomerang per quelli che propongono tali scelte.
    Il popolo non sempre sceglie bene, ma la scelta della maggioranza va accettata.

    Rispondi
  5. Enrico Martelloni

    29 Giugno 2016 alle 21:54

    Nicola, ti sei superato. Almeno per me. Vorrei vedere affrontare i gravi problemi italiani con il consenso degli elettori, cioè, il voto: a quel punto, con il consenso popolare vero e non presunto, si potrà sperare in qualcosa. Difficile dare lezione alla Gran Bretagna che ogni tot anni cambiano i suoi vertici politici e non hanno problemi a dimettersi davanti ad un fallimento. Provaci in Italia…

    Rispondi
  6. Alberto Lopez

    28 Giugno 2016 alle 22:14

    Se fosse confermata la percentuale del 36 per cento di affluenza dei giovani, tutta la retorica sui vecchi che hanno condizionato il futuro delle nuove generazioni andrebbe cestinata. La maggioranza dei giovani è, appunto, indifferente oppure è già esclusa (o si sente tale) al punto da ritenere irrilevante la propria partecipazione. Chi ha responsabilità di potere qualche interrogativo dovrebbe porselo.

    Rispondi
  7. Giampaolo

    28 Giugno 2016 alle 16:29

    Non è la prima volta che gli adulti sono stati dichiarati “matusa” o “semifreddi”, caro Nicola.
    Questo succede ogniqualvolta il cittadino si comporte in modo diverso dai “potenti” che lo orientano. Guai ad essere anticonformista, rischi di essere considerato, non stravagante, come un tempo si diceva, ma addirittura PAZZO.
    Sensa considerare che è sempre un po di “pazzia” che cambia il mondo e che di nome fa LIBERTA’.

    Rispondi
  8. Luigi da Treviso

    28 Giugno 2016 alle 11:31

    Caro Nicola,
    Credo che il tuo essere per la democrazia rappresentativa vada esposta con maggiore profondità matematica e attualizzato.
    Perchè rappresentativa va bene solo seguendo la matematica e logica moderna post Newton in cui diventa la somma dei particolarismi e questo se in matematica richiede l’uso di integrali, poi nella realtà umana sono uomini non castrati che vogliono formarsi una famiglia, dei figli e far crescere lo spazio civile ed economico dell’umanità.
    Purtroppo invece gli attuali cretini che ci comandano, usano ancora un’aritmetica greco antica in cui Roma comanda dal centro, dopo fattte le belle statistichine ISTAT del fesso amico di merenda di Renzi, che va bene a castrare gli Italiani a un popolino che sa solo chiedere di poter fare ancora più debiti per un pò, cosi Renzi viene rieletto.
    Cosí ora che l’Europa avrebbe bisogno di un grande statista Italiano, si trova invece con un ex sindachetto alla Boris Johnson, bravo solo a pavoneggiarsi per il proprio personalismo.
    Cosa ci vuole a capire che una cosa sono i sindaci e tutta un’altra gli Statisti e solo così non si passa da un ladro all’altro nel breve spazio di una vita?

    Rispondi
    • Luigi da Treviso

      28 Giugno 2016 alle 12:26

      Scusa se aggiungo un esempio.
      Se tu volessi gestire una casa per anziani col metodo dei potenti, supposto che ognuno necessiti di un chilo di pesce al mese per 100 ospiti ordini un quintale al mese.
      L’uso degli integrali alla Newton invece prevede di misurare che percentuale ognuno mangia effettivamente, quindi se c’è chi mangia il doppio etc. arrivi al risultato che per dare a ognuno un chilo, ordini 130 chili al mese o 120 e aumenti i controlli.

      Rispondi
  9. Marzio Siracusa

    28 Giugno 2016 alle 09:26

    Cosa sperare di un paese dove un Severgnini diventa opinionista? Nulla! Comunque grazie Nicola per la tua onestà intellettuale.

    Rispondi
  10. Federico Baldini

    28 Giugno 2016 alle 09:05

    Carissimo Nicola,
    condivido in pieno il tuo articolo: sentire l’altra sera Severgnini ad Otto e Mezzo è stato semplicemente disgustoso. Secondo me 200 anni dopo Waterloo gli inglesi con il loro caratteristico “folle” pragmatismo, lo stesso che ha “impedito” loro di mettersi d’accordo con Hitler, hanno salvato ancora una volta l’Europa, perché l’Europa non può essere questa “cosa” ignobile praticata dai vari Prodi, Juncker, Merkel, Monti o simili.

    Rispondi
  11. Raffaello Biagiotti

    27 Giugno 2016 alle 18:04

    Carissimi buonasera,
    condivido in toto i Vostri pensieri, perchè corrispondono alle mie educazioni laiche ed etiche, l’ipocrisia e la demagogia dei nostri. . . . è tanta e tale che appunto non comprendo se lo sanno o se lo fanno. Non ho mai votato D.C. ma ultimamente prendendo in esami i personaggi mi sembra che Letta E. sia il migliore.
    Grazie e speriamo che qualche forza, forse extraterreste ci aiuti, perchè tra quelli a gli altri neglu ultimi 30 anni questo meraviglioso stivale ha fatto la fine di quelli dispersi in RUSSIA.
    Salute, Saluti e Simpatia.
    Raffaello da Montepulciano

    Rispondi
  12. andrea

    27 Giugno 2016 alle 16:43

    “Il popolo è sovrano”. Una frase che i nostri politici ripetono con assiduità sapendo perfettamente quanto ciò sia un falso in quanto il “popolo” viene sfruttato per i singoli interessi partitici e, direi, di pochi . Il popolo è quello che si riempie la bocca di frasi fatte non solo dai politici ma anche dai giornalisti tanto è che basta chiedere ad una persona a caso il perchè delle sue affermazioni che questi non sa rispondere. Camerun volle fare lo spavaldo ed il presuntuoso quando indisse il referendum e mal gliene è incolto perchè il “popolo” in questo caso gli è sfuggito di mano. Eppure tutti sappiamo, anche il non “banale” (ma potente) Enrico Letta, che Camerun comanda un paese (maestro di democrazia) con il 36% di voti mentre noi gridiamo allo scandalo se desideriamo la stessa cosa!!! (perchè non dice anche questo nel suo “semplice” tweet?)
    Ma il popolo viene correttamente informato oppure ciascuno dice solo ciò che porta acqua al suo mulino?
    Allora chi parla compitamente di democrazia sa anche di essere una persona corretta?

    Rispondi
  13. Valerio Giannellini

    27 Giugno 2016 alle 15:44

    Caro Nicola, apprezzo il sacrosanto laico e ragionato sfogo. Aggiungo che nelle migliori democrazie rappresentative, talvolta o di frequente, si va anche ai referenda (Svizzera, Stati Uniti, Regno Unito..), chiamali come vuoi. Da noi azzeccagarbugli, talvolta si impediscono, talaltra si azzoppano, più spesso si ignorano.

    Rispondi

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