Non so. Francamente sono perplesso.
E’ dal 1999 che teorizzo un’alleanza
radical-socialista. Ricordo che in un articolo della fine agosto 1999 in piena campagna referendaria (parlo dei referendum radicali liberali e liberisti) sul Messaggero Veneto di Pordenone mi pubblicarono un intervento in seconda pagina di quattro colonne dal
titolo: “Base per il Partito Democratico” in cui teorizzavo un’alleanza fra le forze radicali, socialiste, liberali, antiproibizioniste ed ambientaliste riprendendo in mano le storiche battaglie sui diritti civili ed antiburocratiche.
Teorizzavo un Partito Democratico antiberlusconiano ed antiulivista. Contro la destra corporativa e la sinistra istituzionale e conservatrice.
Dal ’99 ad oggi ho contunuato a portare aventi quel progetto che secondo la mia prospettiva avrebbe potuto contenere socialisti, liberali, laici d’ogni schieramento ma soprattutto senza tessera né partito.
Nonché personalità liberali e riformiste dei Ds e di Forza Italia.
La definizione liberal-riformista, liberalsocialista o simili nonché i loro contenuti politici e culturali non hanno nulla di moderato come erroneamente taluni credono. Il liberal-socialista è per definizione un estremista. Un pregamtico estremista, s’intende. Nulla a che vedere con i proclami parolai del Bertinotti o del No Global di turno. Nulla a che vedere allo stesso tempo con il moderatismo incuncludente ed opportunista di sedicenti liberali alla Pera o alla Tremonti.
Tornando a bomba, alla lista Rosa nel Pugno o come diamine si chiamerà, posso solo dire ciò che ho visto e sentito.
Domenica pomeriggio ho ascoltato per Radio Radicale la presentazione a Genova di tale progetto. Capezzone, segretario dei radicali, mi è sembrato in affanno. E’
da qualche tempo che radicali mi sembrano insomma in affanno e disposti ad allearsi con chiunque pur di essere ancora presenti. Nel’99 insomma non ci pensavano nemmeno ad un’alleanza radical-socialista e ricordo lo stesso Capezzone e Cappato che mi dissero che un’alleanza di quel tipo sarebbe stata “velleitaria ed inutile”; che dovevano proseguire sulla strada del messianesimo referendario e cazzate simili.
E’ lì che nato un mio vero e proprio disprezzo per il “metodo radicale” (si noti che ho collaborazo attivamente alle iniziative radicali del ’96 al ’99).
Anziché sfruttare l’8,5% della Lista Bonino del ’99 per costruire un’alleanza laica più ampia, prefeririono investire tutto in 20 referendum e nell’intavolare trattative con questo o quel Polo (sic!).
Dal ’99 insomma, pur aderendo a molte loro iniziative, li ho mandati a farsi benedire (laicamente parlando, s’intende!).
A Pordenone poi il tasso di settarismo dei radicali (che sono comunque quattro o cinque gatti) è addirittura ai massimi storici. Assieme al grado d’opportunismo del loro Presidente provinciale, doppia tessera Forza Italia (almeno sino a qualche tempo fa).
Sullo Sdi che dire….è un partito privo di coraggio, legato al carro cattocomunista…a Pordenone ha imbarcato dei vecchi marpioni che cercano di rifarsi una verginità a sinistra…e si rifiutano di dialogare con noi liberalsocialisti (probabilmente perché sanno che siamo troppo intransigenti per accettare di candidare taluni personaggi e poi…noi abbiamo una bozza di programma decisamente poco “ortodossa” per i loro gusti: riduzioni di indennità di carica, sburocraticizzazioni, riduzione dell’ICI sulle prime case ed inasprimento delle seconde, introduzione del concetto di bilancio partecipato, lotta alla cultura confessionale…).
Sul Nuovo Psi…a Pordenone è un semi-bordello. Ha un Segretario che è il leader dei vecchi marpioni della Prima Repubblica che utilizza il partito a suo uso e consumo.
A livello nazionale guardo con interesse a Bobo Craxi ed al gruppo milanese di Critica Sociale da qualche anno…ma non mi pronuncio sino infondo.
Termino questa mia lunga riflessione con il quesito che ho posto nel titolo: “sarà la lista della Rosa nel Pugno radical-socialista la nostra unica alternativa?”.
Risponderò così: certamente non moriremo né democristi, né comunisti, né tantomeno fascisti.
Vivremo al momento, questo è certo.
Magari vivremo alla maniera del Salvemini, da “pazzi malinconici”. O alla Ernesto Rossi, da “lucidi sognatori”.
Certamente saremo sempre degli arguti osservatori e, alla Nicola Terracciano, al momento preferiamo, da azionisti liberalsocialisti, occuparci delle nostre singole realtà locali. Riteniamo la cosa più produttiva e nobile.
Al nazionale ci penseremo nel 2006.
Luca Bagatin
Segretario del Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli Venezia Giulia lucabagatin.ilcannocchiale.it

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