Santorini è un’ isola delle Cicladi, dove la pietra nera, vulcanica, scende da ripide scogliere fino a lasciarsi lambire dalle onde del mar Egeo.
Vi si può condurre una vita disinvolta, che non ammette di dividere in due il giorno dalla notte e nemmeno un sesso dall’altro. Ma andando l’altra sera a parlare di Dico e di unioni di fatto alla TV di Stato, il ministro della Giustizia Mastella si è imbattuto in altri Santorini: i cloni del più grande e roccioso di tutti, il Santoro che di nome fa Michele. I “santorini”, cioè gli allievi di Michele, si sono prodotti in attacchi alla Chiesa (di cui il ministro si sente il difensore più impegnato), ad Andreotti (di cui il leader dell’Udeur si sente l’erede più titolato), ma anche in raffigurazioni caricaturali dei gay, per niente contenti di ritrovarsi all’Annozero assieme a Santoro e ai suoi derivati. Troppo un casino per Mastella, che ha infilato l’uscio e se ne è andato.
Ora, se proprio non si vuol dire che il ministro se l’è cercata, occorre almeno ammettere che se l’è meritata. Mastella ha appena presentato una controriforma della magistratura che più ossequiente alle toghe non si può. Mentre Michele si trova dove si trova perché un magistrato –solo in Italia accade- ha stabilito cosa deve fare in TV Santoro e a che ora. E ora, proprio il ministro della giustizia lo vorrebbe cacciare di nuovo?
SANTORINI
Santorini è un’ isola delle Cicladi, dove la pietra nera, vulcanica, scende da ripide scogliere fino a lasciarsi lambire dalle onde del mar Egeo.
Vi si può condurre una vita disinvolta, che non ammette di dividere in due il giorno dalla notte e nemmeno un sesso dall’altro. Ma andando l’altra sera a parlare di Dico e di unioni di fatto alla TV di Stato, il ministro della Giustizia Mastella si è imbattuto in altri Santorini: i cloni del più grande e roccioso di tutti, il Santoro che di nome fa Michele. I “santorini”, cioè gli allievi di Michele, si sono prodotti in attacchi alla Chiesa (di cui il ministro si sente il difensore più impegnato), ad Andreotti (di cui il leader dell’Udeur si sente l’erede più titolato), ma anche in raffigurazioni caricaturali dei gay, per niente contenti di ritrovarsi all’Annozero assieme a Santoro e ai suoi derivati. Troppo un casino per Mastella, che ha infilato l’uscio e se ne è andato.
Ora, se proprio non si vuol dire che il ministro se l’è cercata, occorre almeno ammettere che se l’è meritata. Mastella ha appena presentato una controriforma della magistratura che più ossequiente alle toghe non si può. Mentre Michele si trova dove si trova perché un magistrato –solo in Italia accade- ha stabilito cosa deve fare in TV Santoro e a che ora. E ora, proprio il ministro della giustizia lo vorrebbe cacciare di nuovo?

Lascia un commento