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Salvador Allende:un ricordo a cinquant’anni dalla morte

Con il 2023 ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa di Allende il quale, dopo un ultimo discorso alla nazione per sollecitarla alla resistenza, si tolse la vita nel palazzo di governo della Moneda per non consegnarsi alle milizie golpiste

di Mimmo Mastrangelo | 11 Settembre 2023

Nonostante siano passati decenni dalla morte, Salvador Allende rimane il politico che in Cile viene ricordato con più fervore ed emozione. Si pensi che in tante case povere vi sono appesi ancora vecchi calendari con la sua foto, per non dire poi delle persone che si recano di continuo al cimitero della capitale Santiago per riporre sulla tomba biglietti scritti a mano come se “ il compagno presidente” fosse ancora vivo.

Con il 2023 ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa di Allende il quale, dopo un ultimo discorso alla nazione per sollecitarla alla resistenza, si tolse la vita nel palazzo di governo della Moneda per non consegnarsi alle milizie golpiste. Era l’11 settembre del 1973, il generale Augusto Pinochet con un colpo di stato, orchestrato insieme a delle lobby economiche e alla Cia, cancellava nel sangue la straordinaria esperienza triennale del governo di Allende “Unità Popolare” ed inaugurava una dittatura spietatissima che sarebbe durata fino al 1990. Con Salvador Allende (era nato a Valparaiso nel 1908) il Cile ha vissuto, probabilmente la stagione politica più felice degli ultimi cento anni, il suo esecutivo seppe ridare un’immagine di credibilità alle istituzioni e ponderare le basi per una società più giusta. I mille giorni di amministrazione del cartello di “Unidad Popular” (vedeva insieme socialisti, comunisti, radicali e dissidenti democristiani) connotarono “la via cilena al socialismo”, un laboratorio politico di civiltà intorno a cui venne stilato un programma di riforme incentrato, innanzitutto, sul contrasto all’imperialismo, alle disparità sociali e all’arretratezza economica e culturale dei ceti più deboli. Inoltre, per mettere fine allo strapotere del capitale, il presidente Allende avviò un processo che portò alla nazionalizzazione delle principali risorse naturali (rame) e alla distribuzione delle terre dei grandi latifondi.

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DISCORSO: I vecchi giovani e i giovani vecchi: discorso di Salvador Allende nel dicembre del 1972

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Uomo di pensiero aperto al dialogo, ma soprattutto politico pragmatico formatosi nel Partito Socialista, Salvador Allende arrivò a palazzo della Moneda alla quarta volta che si candidava da presidente. Non smise di persuadersi che il principio di libertà fosse inseparabile dal principio di giustizia, confidava che solo un popolo responsabile, unito ed impegnato potesse decide del destino della democrazia che stava costruendo. Durò troppo poco la esperienza di “Unità popolare”, il presidente commise di sicuro qualche errore di strategia, come non si possono negare le divergenze che insorsero tra le forze dell’alleanza, ma il governo Allende cadde perché si “spinse troppo verso quell’ oltre che contrastava con gli interessi della destra politica e dei potentati economici che stavano al servizio degli Usa”. Salvador Allende può essere ricordato come una altissima pagina nella storia del novecento della America Latina, la sua “via cilena al socialismo” rimane un strada tracciabile, si può ancora attraversarla tanto in Cile quanto in Francia o in Italia. Parla a noi, a questo tempo il pensiero e l’etica politica di Salvador Allende, posso aprire ancora orizzonti sue espressioni come “nuovo mondo”, “nuova morale” o quell’ idea che:  “La rivoluzione deve farsi prima nelle persone che nelle cose”.

Mimmo Mastrangelo

(da “Avanti Online”)

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: amministrazione, anni, democrazia, discorso, francia, giovani, governo, italia, nato, nazione, partito socialista, persone, processo, radicali, riforme, socialisti, storia del novecento

Info Mimmo Mastrangelo

Mimmo Mastrangelo è un cinegiornalista, collaboratore di numerose testate nazionali ed editorialista di “Avanti Online”

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