Un classico di nemesi storica. Così definirei il caso in questione di “Salerno, città aperta”. Ieri, in conferenza stampa presso il Comune di Salerno, l’attuale governatore della Campania ha sottolineato che il destino della città è, in pratica, vivere di turismo. Non solo durante il periodo natalizio, ma per l’intero anno. Il governatore ha anche accennato a una sorta di joint-venture per l’aeroporto “Costa d’Amalfi” con la società che da ben oltre un decennio gestisce l’aeroporto di Capodichino.
Inoltre, accade anche che – dopo la nomina del presidente dell’Autorità portuale di Napoli (a quanto pare, mancherebbe solo la firma del ministro Delrio), che accorpera’ quella di Salerno – la ZES europea, ovvero lo snodo di area commerciale europea con al centro il capoluogo campano prende in fine la forma che doveva.
In proposito, è altrettanto doveroso evidenziare che trattasi, sia pure a grandi linee, del progetto #socialista – rivisto secondo le attuali strategie dell’#UE -, avviato in città già nel corso degli anni Ottanta.
Circa trent’anni dopo – a parte ripeto il dovuto riconoscimento alla vision socialista di allora e aggiungerei la considerazione relativa agli “attriti” più che ai “flussi” che per oltre vent’anni hanno caratterizzato il governo di questa città -, non resta che concludere, beneauguratamente: meglio tardi che mai!
Angelo Giubileo

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