La finta democrazia italiana, afflitta da doppia tirannide: economica dei ricchi padroni, e sindacal-politica dei poveri lavoratori e pensionati.
Osservando come sono messi i popoli che hanno accoppato fresco fresco il loro tiranno di fiducia, e persino noi europei che ci siamo liberati da sette decenni, mi è venuto spontaneo domandarmi: ma i rivoluzionari che strappano il potere ai tiranni, a chi diavolo lo consegnano, posto che l’anarchia, lo sfascio, la bancarotta, la disgregazione sociale e la guerra civile sono l’effetto collaterale di qualunque regime totalitario convertito a casaccio in democrazia?
Spezzettando l’enorme potere di un tiranno ne vengono fuori tre superpoteri democratici, che però devono rimanere rigorosamente “indipendenti e autonomi” (così recita la nostra Costituzione), per evitare che da una vera dittatura ne scaturisca una finta democrazia, con poteri separati di diritto, ma riunificati di fatto nelle mani di pochi potenti che ricacciano nuovamente il popolo ne l’inferno di una dittatura uguale o peggiore.
E se fin qua non ho ancora preso una cantonata, ditemi voi, in Italia come stiamo messi, considerando che le condizioni di una grossa fetta di cittadini sono pietose e lo Stato non può dirsi certo in buona salute? Siamo fuori rischio “involuzione totalitaria”, o dentro ci sguazziamo da decenni?
Perché, se nemmeno un genio saprebbe spacciare per democratico un sistema i cui poteri fossero concentrati in mano a pochi imprenditori e banchieri; serve fantasia alla Giulio Verne per considerare democratico il sistema Italia, posto che la libertà dei cittadini di vivere onestamente di lavoro autonomo è sottozero, ma anche il potere dei politici di perequare la ricchezza, (se mai fosse prodotta) è altrettanto inesistente.
Quindi, la carenza o assenza di democrazia è visibile ad occhio nudo dove a farla da tiranno è il potere economico, cioè imprenditori e banchieri. (Tanto che di Berlusconi la sinistra a suo tempo denunciava il conflitto di interessi almeno tre volte al giorno). Invece è un rompicapo stabilire se è o no è democratico il potere dei lavoratori, quando fra dipendenti pubblici e privati e pensionati sindacalizzati raggiungono la plebiscitaria maggioranza del 95% e oltre, e occupando al 100% tutte le istituzioni possono legittimare o sabotare qualunque scelta produttiva a imprese e banche, fino ad istigarle ai peggiori crimini economici, sociali e ambientali, con l’illusione di potersi evitare un terremoto finanziario alla Lehman Brothers o industriale alla Volkswagen.
Un peso politico al 95%, di “poveri lavoratori, poveri pensionati e poveri burocrati sindacalizzati”, si direbbe in grado di garantire la migliore democrazia; invece, per l’inconsistente opposizione politica dei padroni, la sinistra dei lavoratori ha concentrato potere culturale, sindacale, politico e giudiziario, fino a spostare il baricentro della giustizia, dalla minoranza dei “padroni”, che non superano il 5%, alla plebiscitaria maggioranza di “lavoratori privati e pubblici e pensionati”, ormai usati politicamente da tiranni. Emblematico il caso recentissimo di un signore che era andato con gli amici a vendemmiarsi l’uva nel suo terreno, e per poco non finisce incriminato per sfruttamento di lavoro nero e multato.
E così, oltre a danneggiare i piccoli imprenditori onesti riducendoli in falliti o suicidi, rendono aggressivi e persino feroci e ladri, industriali e banchieri, che essendo razze economicamente inaffondabili sotto qualunque regime: se non riescono a truffare, alla Volkswagen maniera, rubano, evadono, eludono, corrompono, sfruttano, avvelenano, delocalizzano, ma sempre a danno dei poveri, e a spese dei risparmiatori, consumatori, finanziatori, contribuenti ecc. Guardate il povero perseguitato Berlusconi in che “pietose” condizione lo hanno ridotto i “comunisti mangia padroni!!“, non riesce più a comprare nemmeno una villa miliardaria al giorno!!
Quindi, dove la democrazia è garantita, perché governa la maggioranza, la guerra fra poveri è inevitabile. Lo strapotere sindacale e politico dei lavoratori e pensionati pubblici e privati, porta tasse rapina e fallimenti a catena di piccoli imprenditori, (per non parlare dei 500 imprenditori italiani suicidi) perché è una forma di dittatura che nessuna ghigliottina può abbattere, non essendoci tiranni in carne ed ossa, ma solo istituzioni tiranniche, come invece lo sono i ricchi al potere, modello Berlusconi, virtualmente ghigliottinato UE in quattro e quattrotto, se non mi sbaglio nel 2011.
Per mancanza di responsabili in carne ed ossa, non si possono mica ghigliottinare le persone giuridiche, le istituzioni, le burocrazie, i sindacati, che tutelano interessi particolari e non di rado mafiosi a danno della tanto sbandierata giustizia sociale, (si, ma per poterla stuprare meglio).
Queste sono le condizioni attuali della UE e dell’Italia in primis. Il potere politico dei padroni è considerato giustamente antidemocratico, perché assommato al loro potere economico fa già dittatura; mentre lo strapotere sindacale e politico di lavoratori e pensionati, genera delocalizzazioni di banche e imprese, crollo del PIL, impoverimento dei lavoratori, tasse rapina ai piccoli imprenditori, (inesigibili per improduttività), indebitamento dello Stato e alla lunga default, e nessuno si sogna di considerare quel potere come tirannico, perché trattasi di classe sociale (lavoratori e pensionati) considerata debole o disagiata.
Quindi allo strapotere dei regnanti, dei tiranni e dei ricchi ladri, una soluzione sia pure criminale è già stata inventata da un pezzo: la ghigliottina. Ma per lo strapotere della maggioranza sindacale e politica dei lavoratori e pensionati al 95% ed oltre, giustamente definita: “pacifica violenza dei numeri”, non c’è ghigliottina che tenga.
Quindi, al punto morto inferiore in cui è precipitata la finta democrazia italiana, afflitta da doppia tirannide: economica dei ricchi padroni, e sindacal-politica dei poveri lavoratori e pensionati, solo il buon senso può indurre gli arruffapopoli, che hanno saldamente in pugno cultura, sindacato, politica, burocrazia e giustizia, a non abusare della totale assenza di opposizione liberale, promettendo a l’infinito come un disco rotto, guerra alla vera dittatura fascista dei ricchi italiani e strozzini UE, ma restituendo vera dittatura comunista con massacro di poveri, vero indebitamento pubblico, con vero rischio default.
Insomma, liberare un popolo dalla dittatura degli “assi piglia tutto” modello Berlusconi, o banchieri BCE, è cosa buona e giusta; ma se per scardinare questa evidente dittatura economica, si usa la “pacifica violenza dei numeri”, cioè la dittatura sindacal-politica dei lavoratori privati e pubblici, che assommata ai pensionati raggiunge e passa il 95% dei soggetti che percepisce un reddito, ne viene fuori “una guerra fra due tiranni”: “quello economico contro quello politico” che non fanno prigionieri: mettono in fuga i ricchi che non si convertono alla religione comunista per conservarsi impunità, potere e ricchezza, e in cassa da morto popolo e Stato.

Lascia un commento