Pagare la polizza RC auto è una spesa sempre più onerosa per gli italiani che, nel pagarla, non sono sempre consapevoli che il 26,5% dei loro soldi finisce nelle tasche dello Stato italiano e viene spartito tra il Servizio Sanitario Nazionale e le Province, nonostante esse non abbiano più l’importanza che rivestivano prima. Ciononostante, continuano a percepire tali fondi, che però gravano sempre di più sulle spalle dei contribuenti, che non solo pagano già le tasse, ma devono versare questi ulteriori contributi allo Stato.
Così, il guidatore riuscirà almeno in parte a far fronte al salasso delle tasse, che solo nel 2014 sono arrivate a 2,3 miliardi di euro pagati dai contribuenti, nonostante il periodo di crisi che non aiuta.
Di rimando, c’è da dire che non tutte le province “costano” allo stesso modo. Le più care sono Roma, Milano, Napoli e Torino, dove un’automobilista può arrivare a spendere anche 1800 euro per l’assicurazione della propria vettura, versa quasi 500 euro di tasse alla propria provincia. Questo perché non c’è una normativa che regola un tasso massimo di questo tipo di contributi che, venendo calcolati in percentuale sull’ammontare dell’assicurazione, aumentano in maniera esponenziale se anche il prezzo della propria RC auto aumenta.
E non aiuta di sicuro il fatto che le polizze italiane siano così onerose, al punto da essere le più costose in Europa, ma c’è anche da dire che le compagnie stanno cercando di adattarsi per venire incontro ai loro clienti. Ad oggi, comunque, un confronto e la richiesta di un preventivo prima di scegliere la propria assicurazione sono fondamentali, anche e soprattutto in virtù della nuova normativa che ha da poco riformato la legislazione delle compagnie assicurative.
Si tratta di una riforma molto importante, che mira a tutelare il guidatore, ma anche le compagnie stesse, sempre più vittime di truffe e aggiramenti. Il punto più importante di tutta la legislazione è quello di poter vietare, laddove lo si voglia al momento della stipula del contratto, la cessione del diritto di risarcimento con conseguente abbassamento del premio. Questo significa che sul contratto dovrà essere espresso in maniera chiara ed esplicita quale cambiamento affrontano i premi in caso di bonus e malus. Ad ogni modo, per maggiori informazioni, è bene rivolgersi al Ministero dei Trasporti o alla propria compagnia assicurativa.

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