
Da anni, quando si parla di salari italiani, la risposta sembra essere sempre la stessa: ridurre il cuneo fiscale.
Ma i dati, riportati in questo articolo, raccontano una realtà più complessa. Nel 2024 il cuneo fiscale è stato pari al 46,5% in Italia, contro il 47% della Francia e il 48% della Germania. Differenze troppo limitate per spiegare perché il costo annuo del lavoro italiano sia di 44.779 euro, rispetto ai 54.479 francesi e ai 64.945 tedeschi.
Il problema, dunque, non è soltanto quanto viene trattenuto tra imposte e contributi. È soprattutto quanto poco vale, in partenza, il lavoro italiano.
L’articolo propone un esercizio concreto: mantenendo invariato in valore assoluto il prelievo fiscale e contributivo, un aumento del costo del lavoro inferiore al 4% potrebbe produrre una crescita del salario netto vicina al 9%. Non una soluzione definitiva, ma la dimostrazione che una diversa distribuzione degli oneri è possibile.
Per far crescere davvero le retribuzioni serve allora un nuovo compromesso tra Stato, imprese e lavoratori. Servono investimenti nella produttività e nell’innovazione, rinnovi contrattuali, salario minimo, controlli contro il lavoro povero e una maggiore partecipazione delle imprese allo sforzo necessario.
Enrico Rossi
https://www.rivistarinascita.it/salari-italiani-il-problema-non-e-soltanto-il-cuneo-fiscale

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