
“Con la diminuzione dei fondi statunitensi all’Ucraina, è necessario un maggiore impegno da parte dei Paesi europei. Per garantire un aiuto efficace l’Unione europea non deve porre ostacoli e i limiti imposti agli aiuti devono essere flessibili”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte, intervenendo in audizione alla Commissione sicurezza e difesa al Parlamento europeo di Bruxelles. Rutte ha inoltre ricordato che per il 2026 i bisogni militari dell’Ucraina richiederanno una spesa di più di 60 miliardi di dollari. Il segretario generale della Nato ha inoltre parlato della questione degli investimenti della difesa, i cui obiettivi sono stati fissati durante il summit Nato di giugno all’Aia, dichiarando che “sappiamo che il 5% del Pil è tanto, ma dobbiamo farlo e rapidamente”. Secondo Rutte, “gli Usa non si prendono più onere della nostra sicurezza, ora deve farlo l’Europa”. La Commissione europea ha approvato un secondo gruppo di piani nazionali di difesa nell’ambito dell’iniziativa “Azione per la sicurezza in Europa” (Safe), segnando un altro importante passo avanti verso la sicurezza dell’Unione. La Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di approvazione dell’assistenza finanziaria a favore di Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia. La Commissione sta aprendo le porte alla prima ondata di prestiti a basso costo e a lungo termine da erogare, consentendo a queste nazioni di aumentare urgentemente la loro prontezza militare e acquisire le moderne attrezzature di difesa necessarie.
La Commissione prosegue la valutazione dei piani per gli altri Stati membri. Il regolamento SAFE è stato adottato il 27 maggio 2025, nell’ambito del pacchetto “Pronti per il 2030”, che fornisce leve finanziarie agli Stati membri dell’Ue per stimolare un’impennata degli investimenti nelle capacità di difesa. “Quanto emerso ieri nelle discussioni è stato il forte sostegno del Consiglio e della presidenza al processo di adesione dell’Ucraina”. Lo ha detto Marilena Raouna, vice ministra per gli Affari europei di Cipro, Paese alla presidenza di turno del Consiglio Ue, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali. Secondo alcune fonti statunintensi e ucriane citate dal Kyiv Independent, i negoziatori russi starebbero adottando toni più pragmatici nei colloqui con Usa e Ucriana, a dispetto dell’intransigenza mostrata pubblicamente da Mosca. “Di solito esprimono le loro richieste massimaliste, poi consentono ai loro team di negoziazione privati di lavorare con flessibilità”, secondo un funzionario statunitense. “Dobbiamo essere preparati al fatto che la Russia cercherà di esercitare la propria influenza sulle prossime elezioni parlamentari in Lettonia questo autunno”. Lo ha affermato Egils Zviedris, direttore dell’agenzia di intelligence SAB. La Slovacchia, insieme all’Ungheria, presenterà un ricorso contro la Commissione europea per il divieto di importazione di gas dalla Russia verso l’Unione europea. Lo ha dichiarato il primo ministro slovacco Robert Fico, aggiungendo che il divieto è una “assurdità ideologica”. In precedenza, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto aveva affermato che l’Ungheria avrebbe fatto ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue per annullare il piano RePowerEU, che prevedeva il divieto di importazione di gas russo nell’Ue. “La Repubblica di Moldavia è una chiara dimostrazione di come sia possibile uscire dalla sfera d’influenza della Russia” e “può contare sul sostegno della Polonia”. Lo ha detto il presidente polacco Karol Nawrocki durante una conferenza stampa congiunta con la presidente moldava Maia Sandu durante la visita ufficiale di quest’ultima a Varsavia. “Accogliamo con favore la decisione del Consiglio dell’Ue di introdurre un divieto definitivo graduale sulle importazioni di gas dalla Russia. Il divieto totale sul GNL entrerà in vigore all’inizio del 2027, seguito dal divieto sul gas trasportato tramite gasdotti nell’autunno del 2027. Le sanzioni per le violazioni vanno da 2,5 milioni di euro per le persone fisiche a 40 milioni di euro per le società. Il regolamento entrerà in vigore all’inizio di febbraio. Grazie Ursula von der Leyen, Dan Joergensen, alla presidenza di turno danese e a quella cipriota per questa importante decisione. L’indipendenza dalle risorse energetiche della Russia è, prima di tutto, una questione di sicurezza e forza dell’Europa”. Così sui social media il ministro dell’Energia dell’Ucraina, Denys Shmyhal.
Giuseppe Basilico

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