Esiste un popolo vessato da anni nella Crimea occupata dalla Russia. È quello tataro, che dal 2014 combatte e si oppone agli invasori. Sono già sette anni che ucraini tatari di Crimea subiscono, arresti, torture, condanne. Kyiv Post, riporta la situazione di questi giorni, quando il tre settembre scorso alcuni tatari sono stati prelevati dalle loro case. Asan Akhtemov ha denunciato di essere stato sottoposto dalla polizia a scosse elettriche e picchiato, per costringerlo a confessare un crimine che non ha commesso.
“Abbiamo una storia in comune, vittorie comuni e molte grandi persone” , ha detto il presidente ucraino Zelensky,” ma succede che le politiche russe sono diverse. Hanno lo scopo non di dare ma di togliere.”. Questo è parte del discorso che il capo dello Stato ucraino ha pronunciato all’università di Stanford, alcuni giorni prima negli Stati Uniti, durante l’incontro con il presidente Biden, sottolineando la secolare diversità tra Ucraina e Russia. A differenza di Merkel e Macron, Biden sosterrà l’Ucraina con gli armamenti e il pattugliamento del Mar Nero. Già dai tempi dell’ex presidente Poroshenko, l’Ucraina stava trattando l’entrata nella Nato, come già ne fanno parte la Polonia e i paesi baltici un tempo uniti nel del Patto di Varsavia, o blocco sovietico. È così che alla luce degli ultimi avvenimenti accaduti nella vicina Bielorussia, l’incontro americano ha dato un sapore di alleanza che pone maggiore ottimismo. L’unità è il punto di chiave per la pace e lo sviluppo, oggi messo in crisi da molti fattori. Tra questi, l’occupazione della Crimea e l’invasione de facto del Donbas. Ma è di questi giorni la notizia che, le autorità russe in Crimea, hanno arrestato cinque uomini tra cui Nariman Dzheljalov, vice capo della Mejelis, assemblea rappresentativa dei tatari di Crimea con l’accusa di aver fatto saltare in aria depositi di Gas e petrolio. Il 4 settembre scorso, Dzhelyalov è stato arrestato e portato in un luogo sconosciuto
secondo quanto riferito da Crimean Solidarity. Nei medesimi giorni, sono stati perquisite le case di Eldar Odamanov e Aziz Akhtemov come quelle di altri tatari come Shevket Useinov. La vera ragione degli arresti e delle difficoltà delle famiglie tatare è la ritorsione del Cremlino, per la riuscita mobilitazione in Ucraina della comunità internazionale. In particolare, il vertice di fondazione della Piattaforma di Crimea, come sottolineano i giornali ucraini.
Il Kiyv Post, in particolare, pubblicato in inglese, riporta come il capo del Medjlis tataro, Refat Chubarov sia stato presente al vertice dell’assemblea di Kyiv dove ben 46 paesi il 23 agosto, un giorno prima della ricorrenza dell’indipendenza Ucraina, hanno firmato una dichiarazione congiunta e si sono impegnati a mantenere la pressione sulla Russia per porre fine all’occupazione della Crimea. Non solo Afghanistan, o Bielorussia, ma anche Crimea dove da anni si trova oppressa dall’invasore e che ha visto l’emigrazione di un milione e mezzo di ucraini dal sud del paese verso il nord, nelle città di Kharkiv, Kyiv, Lviv(leopoli) ed altre ancora.
Enrico Martelloni

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