
In Venezuela c’è un “regime illegale che coopera con l’Iran e Hezbollah, che coopera con i narcotrafficanti”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio durante la conferenza stampa di fine anno. “Senza il disarmo di Hamas non ci può essere la pace a Gaza”.
“Nessuno vorrà investire nella Striscia se pensa che fra tre anni Hamas può attaccare di nuovo”, ha aggiunto. Il “prossimo passo” per il processo di pace a Gaza è “annunciare il Board of Peace (Consiglio per la Pace) e annunciare gruppo tecnocratico palestinese che contribuirà a fornire la governance quotidiana. Una volta che sarà in carica questo penso che ci permetterà di consolidare la forza di stabilizzazione, comprese le modalità di finanziamento e le regole di ingaggio”, ha detto Rubio. Rubio si dice “fiducioso” che i Paesi invieranno i loro soldati nella forza di pace per Gaza.
L’esercito israeliano ha annunciato ieri che i suoi soldati hanno ucciso un palestinese nel sud di Gaza, dopo che l’uomo aveva attraversato la Linea Gialla che segna il confine tra Gaza e il territorio dell’enclave (terreno che si trova all’interno di una proprietà altrui) controllato da Israele. Secondo l’esercito dello Stato ebraico, l’uomo è stato ucciso in un attacco aereo in quanto “rappresentava una minaccia”. Lo riporta Haaretz. È un quotidiano israeliano di orientamento di sinistra e liberale.
L’incontro di oggi tra Israele e Libano nella città di confine libanese di Naqoura ha esaminato “modi per promuovere iniziative economiche al fine di dimostrare il reciproco interesse nell’eliminare la minaccia di Hezbollah e garantire una sicurezza sostenibile per i residenti su entrambi i lati del confine”. Lo afferma in una dichiarazione l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, citata da Times of Israel. L’incontro è il secondo incontro diretto tra i due Stati sotto l’ egida, sotto la protezione degli Stati Uniti e della Francia nell’ultimo mese e rappresenta “una continuazione del dialogo sulla sicurezza volto a garantire il disarmo di Hezbollah da parte delle forze armate libanesi”, si legge nella dichiarazione. Secondo l’ufficio del premier, Israele era rappresentato da Yosef Draznin, vice capo del Consiglio di sicurezza nazionale per la politica estera. Il ministero degli Esteri siriano ha accolto con favore la revoca definitiva delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro la Siria, una decisione che apre la strada al ritorno degli investimenti in un paese devastato da oltre un decennio di guerra civile. Mercoledì il Congresso americano ha approvato la revoca definitiva delle sanzioni, con l’abrogazione della legge denominata “Caesar”, adottata all’epoca dell’ex presidente Bashar al-Assad, destituito dal potere nel dicembre 2024. Il testo bandiva di fatto il paese dal sistema bancario internazionale e dalle transazioni finanziarie in dollari. L’applicazione della legge “Caesar” (Caesar Syria Civilian Protection Act sanziona chiunque appoggi i settori militare, energetico, edilizio, commerciale e ingegneristico della Siria, a meno che Damasco non faccia una serie di riforme dei diritti umani. La legge sanziona la Banca centrale siriana etichettata dall’amministrazione Trump come una “prima responsabile del riciclaggio”) non dichiarato le sanzioni mirano ad ostacolare gli sforzi di ricostruzione a lungo termine della Siria, colpendo quindi in maniera evidente anche la popolazione civile. Era già stata sospesa due volte per sei mesi dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, a maggio, della revoca delle sanzioni contro la Siria nel quadro della normalizzazione delle relazioni tra questo paese e gli Stati Uniti. Dopo 13 anni di guerra civile, la Siria sta cercando di garantire i fondi per la sua ricostruzione, il cui costo potrebbe superare i 216 miliardi di dollari, secondo la Banca mondiale. Non c’è più carestia a Gaza, ha affermato venerdì un osservatorio globale sulla fame, dopo che l’accesso alle consegne di aiuti umanitari e commerciali è migliorato in seguito alla fragile tregua del 10 ottobre nella guerra tra Israele e i militanti palestinesi di Hamas.
Primo Ministro Benjamin Netanyahu, crede di poter dire che gli americani hanno perso la guerra a Gaza, che sono militarmente sconfitti?
Giuseppe Basilico

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