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ROSH HASHANÀ 5780

di Redazione Pensalibero.it | 30 Settembre 2019

Domenica 29 settembre al tramonto è iniziato Rosh HaShanà, il Capodanno ebraico, che cade secondo il lunario il 1° giorno del mese di Tishri.

Quello che viene inaugurato è il 5780, anno della Creazione del mondo secondo l’ebraismo. In questa occasione si fa una cena tradizionale in famiglia o tra amici, il seder, durante la quale si mangiano alcune pietanze dal significato simbolico dopo aver pronunciato le benedizioni.

Segue un pasto ricco di portate ognuna frutto di ricettari tramandati da secoli e secoli. Rosh HaShanà è nominato anche Yom Teruà, il Giorno del Suono perché in sinagoga si suona lo shofar, un corno di montone, che chiama a raccolta il popolo ebraico; Yom HaZikaron, il Giorno del Ricordo, perché prevede un momento di rievocazione e riflessione anche sulla Creazione del mondo e Yom HaDin, il Giorno del Giudizio, poiché precede di dieci giorni lo Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione.
Il Capodanno ebraico è una festa solenne e dura due giorni, è obbligatorio astenersi da qualsiasi attività lavorativa per dedicarsi completamente alle celebrazioni. 


Ecco le parole chiave in ebraico che esprimono lo spirito di Rosh HaShanà.


SEDER (ORDINE) Come durante Pesach, la Pasqua ebraica, a Rosh HaShanà si fa un pasto dalla forte valenza simbolica: il seder. Ordinata è infatti la sequenza degli alimenti che devono essere mangiati da ogni commensale preceduti dalla benedizione. Le tipologie di pietanze e la loro preparazione possono variare leggermente a seconda della tradizione della famiglia di origine. Datteri, fichi, zucca, finocchio, porri, bietola, melagrana, testa d’agnello o pesce. Dietro ognuno di loro, si nasconde un augurio o un auspicio per il 5780.


MATOK (DOLCE) “Che sia un anno dolce come il miele”, questo è l’augurio che tutti gli ebrei del mondo fanno in previsione dell’anno nuovo. La similitudine viene presa molto alla lettera: durante il seder si usa intingere uno spicchio di mela e il pane nel miele o nello zucchero.


RIMON (MELAGRANA) Densa di significati è la melagrana. Mangiando il frutto si chiede che i nostri meriti siano numerosi come i suoi chicchi. Tra le più importanti piante bibliche, l’albero di melograno ha il suo posto d’onore al MEIS nello spazio del Giardino delle domande.


SHOFAR (CORNO DI MONTONE) Durante il Capodanno ebraico si suona lo Shofar, simbolo del mancato sacrificio di Isacco da parte di suo padre Abramo. Si producono tre suoni differenti, tek’ia, shevarim e teru’à ,in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe. La sequenza prevista a Rosh Hashanah è di 101 suoni.


TASHLICH (GETTARE) Il giorno dopo la vigilia si compie il rito del Tashlich. Occorre andare presso un corso d’acqua, svuotarsi le tasche e gettare un piccolo sasso e recitare una preghiera. Vengono così gettate simbolicamente le colpe, portate via dall’acqua.

TESHUVÀ (RITORNO) Con il nuovo anno ogni ebreo ha l’occasione di intraprendere un percorso individuale di avvicinamento a Dio, rinnovamento e di cambiamento radicale. 


ASÉRET YEMÉI TESHUVÀ (I DIECI GIORNI DEL RITORNO) I giorni che trascorrono da Rosh HaShanà (1° di Tishri) a Kippur (10 di Tishri) vengono denominati Aséret Yeméi Teshuvà e sono noti anche come Yamim noraim (I giorni terribili).  È questo infatti il periodo centrale per ogni ebreo in cui è necessario fare una sorta di bilancio dell’anno passato ed espiare per gli atti non meritori compiuti. È tradizione in vista dello Yom Kippur chiedere scusa alle persone con le quali c’erano state tensioni e riconciliarsi.


SHANA TOVÀ U METUKA (CHE SIA UN ANNO BUONO E DOLCE) Questa è la tradizionale frase che si è soliti scambiare e che il MEIS augura a tutti voi.  Vi aspettiamo nel 5780!

(Nell’immagine, il manoscritto miniato della “Guida dei Perplessi” di Maimonide esposto al MEIS nella mostra “Il Rinascimento parla ebraico”. Realizzato nel 1349, è appartenuto alla famiglia mantovana dei Norsa per più di 500 anni. Acquistato dallo Stato italiano nel 2017, è stato restaurato dall’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario e sarà destinato all’Archivio di Stato di Mantova. Un libro emblema di continuità, sopravvissuto al tempo e alle intemperie e che oramai ha “presenziato” a quasi 700 Capodanni ebraici).

www.meisweb.it

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, celebrazioni, finocchio, mantova, mondo, persone, usa

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