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Rosa nel Pugno: o sciogliersi o un atto di coraggio!

Pannella e Boselli abbiano il coraggio di compiere un gesto capace di spiazzare gli avversari ed entusiasmare compagni ed amici. Restino pure nella maggioranza, essendosi in tal senso impegnati con gli elettori. Ma escano dal governo per dedicarsi anima e corpo, assieme a chi ci sta, alla edificazione della casa di tutti i liberalsocialisti.

di Redazione Pensalibero.it | 25 Settembre 2006

La due giorni di dibattito alla direzione nazionale della Rosa nel Pugno non ha conseguito lo scopo di superare i contrasti e creare le condizioni per rilanciare il partito. Al contrario, per esplicita ammissione di entrambe le componenti, la radicale e la socialista, i contrasti sono venuti maggiormente allo scoperto e si sono accentuati.
Diverse e non da poco le cose sulle quali SDI e Radicali sono divisi, tanto che ormai quasi non riescono più a parlarsi e su tutto cala la cappa della reciproca insofferenza e della sfiducia.
Emblematica la questione del simbolo, la rosa nel pugno, appunto. Esso appartiene a Pannella che, lo scorso anno lo mise a disposizione della nuova formazione. Un “prestito” fino al 2011, poi, in caso di divorzio, il legittimo proprietario avrebbe potuto riutilizzarlo. In politica nessuno regala niente. Perciò i socialisti avvertono come una spada di Damocle sospesa sulla loro testa; i radicali temono, se cedessero, di essere fatti prigionieri. Rispetto a loro, infatti, lo SDI è più strutturato su tutto il territorio.
Ed è per questo stesso motivo che i socialisti intendono presentare liste alle elezioni amministrative ed i radicali si oppongono. Oltre al timore dei secondi di essere fagocitati, c’è il reale conflitto tra due diverse tradizioni: la socialista portata a valorizzare l’iniziativa nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni; la radicale, movimentista, imperniata tutta sulle iniziative prese dal centro e sulle parole d’ordine trasmesse attraverso la radio del partito.
Ancora: l’esperienza di governo ha capovolto i ruoli. I radicali se ne sono fatti completamente risucchiare. Vivono con neofita entusiasmo l’illusione che la visibilità del ministro Bonino e quella derivante dalle iniziative del segretario Capezzone pongano il partito all’attenzione della gente. I socialisti- non al vertice, ma alla base- da questo punto di vista hanno imparato a loro spese che non è così. E vivono con con crescente disagio il ruolo insignificante che è loro consentito di svolgere. Sono in imbarazzo per le posizioni di politica estera e frustrati per la maggiore attenzione che anche in materia di scelte economiche Prodi dimostra per la sinistra estrema rispetto a loro.
In queste condizioni la Rosa Nel Pugno deve scegliere: o sciogliersi, affinché radicali e SDI possano recuperare, ciascuno per proprio conto un minimo di iniziativa politica; oppure creare le condizioni per un rilancio. Sarebbe preferibile la seconda strada. Ma è la più difficile e richiede grande coraggio. Il coraggio di riconoscere due verità che radicali e socialisti non vollero far venire allo scoperto quando dettero vita alla RNP e subito dopo il modesto risultato elettorale. La prima è che nella coalizione di centro-sinistra, così come essa è ora, non è possibile per Socialisti e Radicali assumere dirette responsabilità di governo senza entrare in contraddizione con le stesse ragioni del loro essere (vedi il disastroso viaggio in Cina di Emma Bonino); la seconda verità riguarda i rapporti con tutto il mondo laico, liberale e socialista. La riaggregazione in un nuovo soggetto deve riguardare tutti, altrimenti fallisce.
Pannella e Boselli abbiano il coraggio di compiere un gesto capace di spiazzare gli avversari ed entusiasmare compagni ed amici. Restino pure nella maggioranza, essendosi in tal senso impegnati con gli elettori. Ma escano dal governo per dedicarsi anima e corpo, assieme a chi ci sta, alla edificazione della casa di tutti i liberalsocialisti. Guadagnerebbero a loro stessi ed al progetto politico una capacità di attrazione tale da consentire una reale svolta nella politica italiana

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Guglielmo Durante

    26 Settembre 2006 alle 11:16

    Non sarei questa volta così pessimista come Baldini. Spesso la volontà degli uomini è condizionata positivamente dalle circostanze. Che possono aiutare anche a superare meschinità e calcoli di bottega.
    Non solo la Rosa Nel Pugno ma anche tutti i laici, liberali e socialisti di entrambe le sponde sono in un cul de sac.
    Possibile che i dirigenti dei vari partitini siano così sciocchi da non capire che anche la loro personale salvezza è legata ad un vasto processo di aggregazione che comprenda tutti (proprio tutti, senza gelosie, timori e vecchi conti in sospeso da saldare)?

    Rispondi
  2. Federico Baldini

    26 Settembre 2006 alle 10:00

    Secondo me è giunto il momento che Boselli e Pannella inizino a giocare a carte scoperte.L’iniziativa la dovrebbero prendere i Radicali dando le dimissioni della Bonino dal Governo, dicendo che sono per un appoggio esterno al Governo e tentando di costituire un gruppo parlamentare laico-riformista sia alla Camera che al Senato con tutti coloro che ne siano interessati(occasione d’oro per i pochi repubblicani, liberali e riformisti presenti ancora in Parlamento..). A questo punto starebbe a Boselli e allo SDI decidere cosa fare da grandi ovvero se andare a fare i sudditi dei DS e della Margherita oppure se provare a costruire una piccola nuova nave e prendere il largo. Ma tutto questo come al solito temo che non accadrà perchè ciò che sarebbe politicamente logico in casa laica per principio e per piccoli interessi di bottega da anni non si fa mai.

    Rispondi
  3. Michele

    25 Settembre 2006 alle 16:06

    Ai “compagni” dello SDI non va bene che Marco Pannella e Daniele Capezzone mettano tutti i giorni la Rosa Nel Pugno al centro del dibattito politico con le loro proposte. Facciano altrettanto se ne sono capaci. I radicali non saranno mai disponibili alla politica del tirare a campare e all’occupazione di posti quali presidenze di municipalizzate, assessorati etc.

    Rispondi
  4. Gino Brambilla

    25 Settembre 2006 alle 13:38

    Da vecchio socialista condivido, questa volta, le posizioni di Boselli, Intini e Villetti.
    Pannella si sente sempre come Coppi: “un uomo solo al comando”. I socialisti a questo non ci possono stare.

    Rispondi
  5. stefano f.

    25 Settembre 2006 alle 13:35

    L’analisi è giusta. Temo, purtroppo che i cocci siano già rotti. I radicali torneranno “sul mercato” e lo SDI si metterà alla ricerca di nuovi stratagemmi per continuare ad assicurare il posto di lavoro alla “cooperativa” che lo tiene in mano fin dalla sua fondazione.

    Rispondi

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