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Romania: 105 anni di unità nazionale

Alla fine della Prima Guerra Mondiale il mondo e l’Europa sperimentarono cambiamenti fondamentali. La maggior parte dei paesi dell’Europa centrale e orientale volevano liberare i propri territori dall’occupazione degli imperi multinazionali: austro- ungarico, zarista e ottomano.

di Antoniu Martin | 29 Novembre 2023

Alla fine della Prima Guerra Mondiale il mondo e l’Europa sperimentarono cambiamenti fondamentali. La maggior parte dei paesi dell’Europa centrale e orientale volevano liberare i propri territori dall’occupazione degli imperi multinazionali: austro- ungarico, zarista e ottomano. In questa situazione si trovava anche il Regno di Romania che, nel 1916, entrò in guerra a fianco dell'Intesa, per liberare i romeni dalla Transilvania. L'esercito romeno giocò un ruolo molto importante nello sforzo bellico dell'Intesa, sul fronte orientale, con numerosi sacrifici umani. Da questo punto di vista si può affermare che, come altre nazioni, come quella italiana, la nazione romena ha raggiunto la sua unità nazionale attraverso notevoli sacrifici. Il contributo della Romania alla vittoria dell'Intesa rappresentò l'argomento principale nel riconoscimento da parte delle grandi potenze – gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Francia e l’Italia – dell'unificazione dei territori rumeni compiuta nel 1918. Il fondamento della riorganizzazione del mondo dopo la guerra furono i principi wilsoniani che si basavano sul concetto di autodeterminazione dei popoli. Per i romeni, così come per altre nazioni dell’Europa centrale e orientale, questo concetto è stato la premessa del loro approccio storico. Secondo il diritto all'autodeterminazione, i leader politici e intellettuali dei romeni della Transilvania, della Bucovina e della Bessarabia avviarono un processo fondamentale al termine del quale si ottenne l'unificazione di queste province rumene con il Regno di Romania. Va sottolineato il carattere rappresentativo e plebiscitario delle decisioni e risoluzioni di unificazione, che derivano dalla volontà liberamente espressa della maggioranza della popolazione. Queste decisioni furono riconosciute a livello internazionale al Congresso di pace di Parigi del 1919-1920, quando lo Stato nazionale unitario romeno fu convalidato attraverso un sistema di trattati internazionali. Come risultato di questo processo storico, nel periodo tra le due guerre venne creata la Romania, uno degli stati più importanti dell’Europa centrale e orientale, che all’esterno, come membro della Società delle Nazioni, fu un costante sostenitore della pace e della comprensione tra le nazioni, basata sul rispetto per il diritto internazionale. Internamente, la Romania ha portato avanti importanti riforme democratiche, avendo una delle costituzioni più avanzate d’Europa, in cui i diritti e le libertà dei cittadini erano fermamente garantiti. Oggi, che – il 1 dicembre 2023 – sono trascorsi 105 anni dalla costituzione dello Stato nazionale unitario romeno, la Romania è un paese con una democrazia consolidata, con una società civile sempre più articolata, una valida economia di mercato, collegata agli imperativi del tempo attuale, e a livello internazionale, come membro della NATO e dell’UE, rappresenta un punto di riferimento dell’europeità e della sicurezza. Con un ruolo geopolitico sempre più importante, fattore di stabilità nella regione del Mar Nero, partner credibile e fidato delle democrazie occidentali, la Romania continua il suo cammino di sviluppo con fiducia e speranza. Buon compleanno Romania, buon compleanno a tutti i romeni!

Antoniu Martin

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, cambiamenti, costituzione, democrazia, francia, guerra mondiale, la nazione, mercato, mondo, nato, nazione, parigi, prima guerra, processo, punto di vista, riforme, sacrifici umani, speranza, stati uniti, sviluppo, unità nazionale

Info Antoniu Martin

Antoniu Martin, storico rumeno e analista politico. Le sue aree di interesse sono il totalitarismo e la democrazia nel XX secolo, la costruzione europea, il multiculturalismo, la geopolitica e le relazioni internazionali. Ha pubblicato opere sulla storia del comunismo rumeno e internazionale e sulla storia del fenomeno iniziatico nello spazio dell’Europa centro-orientale. È editorialista per diverse pubblicazioni in Romania e in Italia, dove scrive articoli nel campo delle relazioni internazionali.

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