Un Bianco e Nero denso, pastoso, avvolgente che trasforma ogni sequenza in scene di assoluta bellezza. Già dai titoli di testa mentre in un cortile piastrellato scorre l’acqua che porta via le deiezioni del cane, forma pozze, grigio del cielo e grigio del cortile si contrappongano, mentre in un riflesso dell’acqua scorgi un aereo, capisci, folgorazione quasi improvvisa, che quello che stai per vedere sarà un capolavoro. Un brivido lungo la schiena mentre la mia testa è circondata da un morbido cerchio ed ecco che il film è dentro di me ,il bianco e nero caldo e vibrante di vita racchiude e annulla tutti i colori. Il capolavoro inizia e sai da subito che dovrà essere Leone d’oro.
E’ un ringraziamento alle tante donne native del luogo che i discendenti dei conquistadores spagnoli hanno loro sottratto che, come Cleo vivono, crescono, amano i figli dei loro datori di lavoro, li proteggono, li salvano dal pericolo di affogare in mare, e giocano con loro a “fare il morto” in una delle scene del film. E’ la storia quasi normale di una famiglia che potrebbe essere felice :Un padre una madre ,una nonna, quattro figli. La madre è il perno, tutto gravita attorno a lei, il padre troppo spesso assente ha un’altra storia e presto lascia alla moglie il compito di tutelare i figli, coadiuvata in questo dall’anziana madre e da Cleo. Storie di vita personali dei padroni e della servitù ( ci sono anche un’altra cameriera e un autista tuttofare). Ma non solo questo. La vena narrativa di Cuaron introduce questa storia nel contesto storico di un paese che è scosso da moti indipendentisti, un paese che cerca di cambiare, mentre i latifondisti dominanti lottano perché tutto rimanga uguale, lottano per mantenere i loro privilegi. Al dono continuo di loro stesse delle donne di casa, delle “tate” si contrappone l’indifferenza e la mancanza di protezione delle loro compagne. Gli uomini si allenano nelle arti marziali, si preparano ad una rivoluzione che dovrà venire, molti dei “nullatenenti” paria della società saranno addestrati dalla CIA per proteggere il presidente Echevarria e parteciperanno alla strage del Corpus Christi, quando morirono 120 studenti, rincorsi e braccati nei negozi, nelle case, nelle strade.
Nei 138 minuti di durata del film , di cui peraltro non ti accorgi, quindi c’è nostalgia, ringraziamento, storia di tutti i giorni, impegno politico. Questo è il film che Cuaron ha girato in 108 giorni è il suo film, ha firmato la sceneggiatura, il montaggio, la direzione della fotografia, si è concesso piani sequenza e carrellate proprie di un maestro, lo ha in parte prodotto. Eccezionale, infine il sound stereofonico che ci fa avvertire i rumori di fondo.
Assolutamente da vedere. Il film sarà in alcune sale a Dicembre e nella piattaforma Netfix che a questo punto si propone come una delle migliori possibilità per un cinema che cambia .
Maria Rita Monaco

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