Non facciamone una questione campanilistica e di eterno conflitto che dall’Unità d’Italia attanaglia il Paese ma vediamola oggi solo come a volte il nuovo che avanza poi alla fine sia meglio del peggio tanto demonizzato. Non ci appassiona di certo la nuova amministrazione comunale e la scelta del suo nuovo sindaco, mister “Expo” Beppe Sala, nè tantomeno come si è arrivati alla sua designazione per la candidatura alla poltrona più alta di Palazzo Marino. Ma prendiamo a prestito il post su Facebook di Sergio Scalpelli, giornalista ed intellettuale di grande spessore con un passato giovanile nel partito Comunista, poi nel Pds, già presidente della Casa della Cultura e assessore allo Sport nella prima giunta di Centro destra del sindaco di Milano Gabriele Albertini: “Stamattina ho pensato al grottesco tentativo di accostare il Sindaco Sala alla Sindaca Raggi. Sala sta governando bene. Maneggia con serietà e responsabilità il dossier profughi, e’ stato efficiente nel sostegno alle popolazioni terremotate e, in generale, Milano appare robusta, tranquilla, psicologicamente quasi una Città-Stato.
Proprio per questo, per esercitare una funzione nazionale, sarebbe bene dire a voce alta che Milano ha forza, idee, progetti , cultura , dinamismo e risorse private per far vincere all’ Italia la sfida delle Olimpiadi. Il Paese deve sostenere Roma fino in fondo, ma se il ceto dirigente romano dovesse ritirarsi in modo sguaiato e in disordine come sembrerebbe, sarebbe bello se Giuseppe Sala rilanciasse la sfida. Con due semplici parole : Milano c’è”.
Si Milano c’è come c’è sempre stata quella tradizione politica di innovazione e di “laboratorio” di idee che per tanti anni si è pensato di criminalizzare con le indagini di Tangentopoli, distruggendo una intera classe politica buttando via il bambino insieme all’acqua sporca.
(Ce.M.)

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