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Risposte dal mondo libero a “Diario di un uomo ombra semilibero”

di Carmelo Musumeci | 15 Gennaio 2017

Fin dall’inizio della mia carcerazione, (un quarto di secolo fa) ho cominciato a scrivere e non ho mai smesso. Per qualsiasi prigioniero la scrittura è un ponte fondamentale per collegarsi al mondo esterno, io quasi ogni giorno mandavo lettere e articoli a mezzo mondo per fare sentire la mia voce e sto continuando a farlo anche in regime di semilibertà.

Molti dalla società libera, che hanno letto il mio ultimo documento, mi hanno risposto e per una volta voglio lasciare la parola a loro, rendendo pubblici alcuni commenti che ho ricevuto dopo aver scritto “Diario di un uomo ombra semilibero”.

 

Ciao Carmelo, mi ha emozionato leggere le tue emozioni. È bello poter pensare che qualcuno, alla fine, riesca a sconfiggere quello che tu, giustamente, chiami l’Assassino dei Sogni. Con la speranza che altri fine pena mai possano avere la tua stessa sorte ti abbraccio da una Cagliari insolitamente fredda. (Gianni)

 

Beh Carmelo, devo proprio dire che è bello vivere grazie a te e con te queste tue prime giornate di libertà. Penso che molto spesso chi ti legge (comunque la pensi) concluderà che “farti uscire” in fondo è stata una scelta giusta, e forse si rammaricherà di non sapere gioire della vita come te. No Carmelo, non è “espiazione” per te il fatto di dover accudire chi è ancora più svantaggiato di chi esce dal carcere: è una nuova e meravigliosa opportunità la tua! Un’opportunità che, come dici tu, potrebbe essere offerta anche a molti altri… ma il “mondo di fuori” purtroppo questo non l’ha ancora capito Sì, il mondo è veramente cambiato: non sono molti coloro che conservano ancora un sufficiente rispetto, fiducia e considerazione per il prossimo, figuriamoci per chi esce dal carcere. In ogni caso tu mi sembri molto più positivo ed ottimista di me verso il presente ed il futuro, a me sembra che anche molti bambini di oggi non siano più tanto semplici ed innocenti come un tempo… sicuramente perché sto invecchiando. Buon nuovo anno, e nuova vita a voi e a tutti coloro che, anche grazie a te, riescono ancora a vivere in un modo assai diverso e migliore. (Alberto)

 

È molto bello Carmelo, grazie!!! Ti faccio tanti auguri per la tua “rinascita”. Bentornato nel mondo dei “buoni” (che buoni lo sono solo in casi davvero molto rari). Non pensare alla notte come a una prigione, ma come una sicurezza, perché ti aiuterà a ricominciare a vivere nella normalità senza scossoni e ti aiuterà a superare le piccole paure quotidiane.  Ora ti attende sì la normalità, ma anche un impegno civile per l’abolizione del “fine pena mai” e per l’attuazione del dettato Costituzionale sulla rieducazione. Dimentica le cose brutte che hai vissuto ma senza metterci un macigno sopra, fanne tesoro perché altri non abbiano a soffrire come hai dovuto soffrire tu.  Questo mondo deve essere migliorato, altrimenti che ci stiamo a fare? Un abbraccio fortissimo e non dimenticare di dirmi se passi da Spoleto. Ciao. (Isabella)

Che bello leggere le tue emozioni, Carmelo! Ciao, come stai? L’esperienza di riscoperta del mondo è senza dubbio una meraviglia. I disabili danno tanto, i ciechi ti fanno vedere ciò che non abbiamo mai visto e ti portano in una realtà profonda. Quando abitavo a Torino, seguivo un bimbo disabile a scuola e a casa. Lavorai per un’Associazione per retinopatici e non vedenti; com un gruppetto di ragazzi totalmente ciechi seguivo un corso di scrittura creativa: il primo anno fu bellissimo! L’ironia la faceva da padrona sia perché il docente aveva impostato il corso sul giocare con le parole divertendoci, sia perché scoprivo la simpatia e l’autoironia di questi compagni speciali che avvertivano la presenza di uno scalino davanti a loro prima che glielo dicessi io! Allora sì, siamo ciechi più di loro quando ci ostiniamo a vedere solo con gli occhi ciò che è meglio cogliere con il cuore. Per questo l’essenziale ce l’hanno dentro, perché l’uso spiccato dell’olfatto, del tatto, dei suoni, del gusto, li rende armoniosi nel vedere una vita scontata per chi è normodotato. L’intensità delle loro percezioni ci fanno sentire poca cosa nel descrivere un mondo che ci pare di conoscere, ma che viviamo al 50%. Hai la possibilità, Carmelo, di scoprire un altro 50%! Mica male, eh! Ti abbraccio e ti auguro Buon Anno. (Jenny)

 

Caro Carmelo, che bella notizia! Vale proprio il caso di brindare con te e per te. Un traguardo così merita l’inserimento nella società con tanto di pergamena. Ma al di là di tante  sbruffonate,  c’è semplicemente da rallegrarsi con  te. Ce l’hai fatta, ed  è quello che  conta. In te io vedo tanti altri compagni che sperano la tua stessa  sorte, alle stesse  condizioni da oggi in  poi. Ma…. chissà; anche  qui forse conta il destino?  Da volontario nel carcere di Voghera da un po’ di anni so cosa prova un ergastolano come te nell’uscire dall’incubo delle tenebre ostative, anche se – per adesso –  solo con piccoli permessi premio. Mi rallegro con  te e ti faccio i più sinceri auguri di buon anno da gustare  giorno per giorno.  Un abbraccio.  Dino

 

Ciao Carmelo, sono sempre io Eleonora…che dirti carissimo, che sono felice? Sarebbe riduttivo. Sono strafelice, perché anch’io pensavo a quel “fine pena mai”, invece le cose cambiano, e qualche volta in meglio. Ti scrivo che sono affranta da un grande dolore, ma la vita alle volte ripaga anche con qualche gioia. La gioia di stasera è scoprire che sei tornato sotto la luce del sole, a vedere sbocciare i fiori e il verde delle campagne, a prendere anche un semplice caffè al bar, a dire buongiorno col sorriso al primo che incontri e, se ti senti solo, guardati allo specchio e sorriditi da solo, ti assicuro che aiuta. Io da due anni vado sul cammino di Santiago, a ritrovare me stessa, a imparare a parlare con me stessa, a sopportarmi e a volermi più bene. Sul cammino mi sorrido da sola e mi voglio bene. Quando hai stima di te stesso e ti vuoi bene…vorrai bene al mondo intero compresi i nemici. Un abbraccio affettuoso Carmelo e buona vita, a presto.  ( Eleonora)

 

Ciao Carmelo, come sembrano lontani i giorni dei nostri primi contatti quando tu eri a Nuoro. Ora la vita, dopo un limbo lunghissimo, ti riprende per mano. Vai, cammina, respira l’aria della semilibertà, giorno dopo giorno il vento lieve delle barriere abbattute ti accarezzi il viso. Riprendi per mano la gioia di vivere e che la vita e l’amore dei tuoi nipotini ti accompagnino nelle tue passeggiate senza barriere.  Un abbraccio. (Mariano)

 

Ciao Carmelo, non poche volte ti ho letto dentro le sbarre, perseguitato dall’Assassino dei sogni. Oggi mi fa piacere leggerti da uomo in semi-libertà. Continua a scrivere perché è un dono per noi poterti leggere. Anch’io faccio parte della comunità apg23 del nostro caro don Oreste, in provincia di Varese. Anch’io ho un amico non vedente e mi ha insegnato tante cose. C’è più gioia nel dare che nel ricevere.  Veramente vivere per gli altri facendo del bene, per me, è il massimo della gioia. Ringraziamo il Signore che ci dà questa possibilità. È Lui che ci fa dono dei poveri, per guidarci verso il Bene Sommo, verso la gioia piena che non avrà mai fine. Un Abbraccio. (Don Ivano)

 

Carmelo,  scordati tutto e fingi di essere nato ora. Hai di fronte un mondo bellissimo e bruttissimo. Cerca di capirlo e di come starci dentro, servendo a te ed agli altri. Buona Fortuna! (Moreno)

Caro Dr. Carmelo Musumeci,  sono felice di avervi “paesano” da uomo ormai  libero nella mia terra. Oggi il Vostro cuore non è più prigioniero dell’assassino dei sogni. Firmai negli anni passati la petizione per l’abolizione dell’ergastolo ostativo e venni così a conoscere Carmelo. Ho sempre dedicato le ore serali per la lettura degli scritti di un uomo ombra, mio fratello. Non vi nascondo che le lacrime di frequente sono state compagne nella lettura. Venni a sapere in ritardo della vostra Lectio tenuta alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia. Sarebbe stata un bella occasione per stringere la mano ad un amico e collega. Sono comunque fiducioso che un giorno potrò incontrarvi per esprimervi tutta la mia stima e l’affetto che meritate. Tanti cari auguri a voi, alla vostra Famiglia, in particolare ai nipotini e ai ragazzi della comunità Papa Giovanni XXIII. Sinceramente vostro, mm (Maurizio Monaci, Professore Ordinario )

 

Caro Carmelo, di questa tua semi libertà  siamo in tanti a gioire, io per prima. Ti spetta, te la meriti come tanti altri che hanno e stanno scontando tanti anni per “saldare” il loro debito con la società.  Leggerti mi commuove sempre e quando posso colgo l’occasione per girare i tuoi scritti a chi mi circonda, sperando così  di far capire alla gente che la riabilitazione di un detenuto è  di fondamentale importanza per lui e per la società. Ti faccio, anche se in ritardo, i miei migliori auguri per un 2017 pieno di sorprese e una lunga vita serena vicino ai tuoi cari. Con affetto e sorrisi da fuori le sbarre.(Loredana)

 

Caro Carmelo, avendo seguito le tue vicende, essendomi messa in discussione imparando a conoscere il tuo mondo, non ho parole da aggiungere alle tue, se non lacrime di commozione. Sono veramente felice per quello che vivi, per la trasformazione interiore che vivi di continuo e per quello che hai fatto. Non si finisce mai di imparare. Sono certa che ancora non è fiorito tutto di quanto hai seminato, siamo solo agli inizi. Ti auguro cose belle e sono certa avrai ancora da insegnarci. Un abbraccio. (Anatolia)

 

Bellissimo racconto. Continua a scrivere il tuo diario, Carmelo. Incredibile, nonostante tu possa sembrare un uomo fortissimo, inossidabile, che non si scompone davanti a nulla e a nessuno, come alla fine tu sia un uomo come tutti, dunque fragile. Persino di fronte alle piccole cose di tutti i giorni. Più che fragile direi umile. Lo dimostra l’atteggiamento con cui ti sei posto nei confronti di Paolo.  Sono questi piccoli gesti, questo non aver paura di mettersi in discussione che ti fanno davvero un uomo fortissimo.  Buona vita Carmelo. E buon anno. Anche al tuo angelo. Bacio grande a Nadia. A presto. (Nico)

 

Sono molto felice per te, le tue emozioni positive fanno apprezzare anche a noi “liberi” la bellezza di ciò che possiamo fare e vedere intorno a noi. Un grande abbraccio e buona libertà. (Maura)

 

Carmelo sono molto, molto contento per la tua nuova condizione di uomo semi-libero. Sono certo che svolgerai al meglio il tuo lavoro mettendo la stessa passione che impieghi quando scrivi. Tanti auguri per il nuovo anno. Con la stima e l’affetto di sempre.  (Fabrizio)

 

Grazie Carmelo, sono felice di leggerti e sono ancor più felice di saperti felice. Hai avuto tanta pazienza, stai dimostrando tanta umanità, complimenti. La società civile deve dare la possibilità di recupero a tutti coloro che hanno sbagliato, altrimenti è il concetto di società civile che è errato. Ciao Carmelo, Buon 2017,  penso proprio sia il caso di augurartelo. Un abbraccio.  (Pierluigi)

 

Buongiorno Carmelo, due parole per dirti che le ultime pagine del tuo diario mi hanno commosso, oltre a farmi ripensare a quel cumolo di emozioni che mi assale quando il martedì mattina esco presto di casa per correre al posto in cui da ben 27 anni svolgo il mio lavoro di volontaria in una mensa per persone in difficoltà. Davvero ogni giorno, che faccia ancora buio o che già splenda il sole, che gli alberi siano spogli o già rifugio per gli uccellini in mezzo al loro fogliame, mi coglie come un primo giorno, un’alba piena di fiducia, di speranza e di allegria. Che sia quel famoso “bambino” che ciascuno di noi si porta dentro, nonostante l’età, le disillusioni, le fatiche? Allora, assieme agli auguri per questo ancor nuovo 2017, ti auguro anche di continuare a vivere questa inedita stagione della tua vita, con i sentimenti che così bene descrivi nelle tue pagine e di ricordare che la paura di non essere all’altezza della situazione, di essere un po’ ciechi, è patrimonio comune di chiunque vive, ne sia consapevole o no. E non dimenticare di dare il mio saluto anche a Paolo.    (Paola)

 

Chi volesse leggere il testo del mio “Diario di un uomo ombra semilibero dopo un quarto di secolo” lo trova su www.carmelomusumeci.com

 

Carmelo Musumeci

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: abolizione, anni, comunità papa giovanni, comunità papa giovanni xxiii, futuro, giurisprudenza, importanza, incubo, lavoro, mondo, mondo intero, nato, notizia, papa giovanni xxiii, persone, provincia di varese, regime, rinascita, scuola, speranza, tesoro

Info Carmelo Musumeci

Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania. Condannato all’ergastolo, si trova ora nel carcere di Padova. Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo”.. Nel Maggio 2011 si è laureato all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica in Diritto Penitenziario, con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità”, con relatore il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale, e Stefano Anastasia, ricercatore di Filosofia e Sociologia del Diritto e Presidente onorario dell’Associazione Antigone per la difesa dei diritti dei detenuti. Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da allora anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Promuove da anni una campagna contro il fine pena mai, per l’abolizione dell’ergastolo. I suoi scritti si possono trovare su www.carmelomusumeci.com e su www.urladalsilenzio.wordpress.com. Chi volesse scrivergli può farlo attraverso amici volontari, che tengono per lui questo indirizzo email: zannablumusumeci@libero.it

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