Lied
Bellissima espressione che indica un genere poetico-musicale che ha caratterizzato, dall’età carolingia fino al novecento, il canto popolare tedesco.
Utilizzato sino al VII secolo in un vasto repertorio liturgico, lo vediamo protagonista di una lenta trasformazione dell’opera sacra: le chiese germaniche accettarono graduali eccezioni al canto latino, fonte unica e dogmatica della musica gregoriana e liturgica, inserendo canti che potevano intervenire, più direttamente, nella vita spirituale e popolare di quella terra, ancora lontana dalle correnti culturali europee.
Nel secolo successivo con l’introduzione dell’accompagnamento pianistico, in sostituzione del basso continuo, i lieder subirono una radicale trasformazione riprendendo l’espressione tipica del canto popolare e furono utilizzati come forma sostitutiva dell”aria” nel genere teatrale.
Franz Shubert
Una nuova forma musicale, dove si perde la consueta traduzione in musica dei sentimenti del verso poetico, od il momento acuto della narrazione.
Nei lieder di Shubert l’insieme musicale “è” la poesia che, sfuggente e priva di elementi sensuali al primo ascolto, preserva la verità poetica nella sua essenza più pura.
Un’infinita carrellata di sentimenti, esistenze, passioni che ha portato il lied da espressione minoritaria a fulgido esempio di composizione musicale.
Vastissima la sua produzione liederistica, indimenticabile il bellissimo Die Rose cantato dal soprano Cheryl Studer ed al piano Irwin Gage (Lieder, edizioni Grammophon).
Richard Strauss
Nel 1948 Strauss, dopo una continua ascesa nel poema sinfonico, ottantenne e ad un anno dalla morte, compose 4 lieder, tre su liriche di Hermann Hesse ed uno su testo di Eichendorff.
Gli “Ultimi 4 Lieder”. Sublime documento di commiato, attinge linfa da un romanticismo crepuscolare pieno di abbandono e dall’amore per la natura.
Il senso del congedo, vissuto senza patetismi si sposa con la gioia per la vita , creando melodie
di grande tenerezza lirica e dal raffinato equilibrio dei toni.
Da ascoltare in un giorno solitario di pioggia “Nella luce purpurea del crepuscolo”, lo struggente testo di Eichendorff, sembra essere il suggestivo testamento musicale del vecchio maestro.
Dolcissima l’esecuzione di Anna Tomowa-Sintow con al piano Von Karajan (Vier Letzte Lieder, edizioni Grammophon).
Umberto Zanobetti
[Fonte l’Opinione]

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