Riprendiamo il filo del discorso, dopo l’estate, in una situazione internazionale e nazionale che ci preoccupa ma non ci sorprende.
Soprattutto la grave crisi della Finanza e delle Banche. Avevamo scritto su Pensalibero, varie volte, delle preoccupanti conseguenze che ci sarebbero state in Europa e nel mondo a causa di quanto stava verificandosi negli Stati Uniti. E di quanto, purtroppo, la politica italiana fosse distratta verso questo tsunami, tutta presa dai suoi piccoli ed autoreferenziali giochetti. Naturalmente non era farina del nostro sacco: bastava ascoltare quanto dicevano e scrivevano gli economisti e gli osservatori più preparati e indipendenti per capire.
Oggi che le ricette per fronteggiare la crisi mettono in discussione le granitiche certezze sulla capacità del mercato di autoregolamentarsi, ci sentiamo confortati nel nostro attaccamento alle idee liberalsocialiste o socialdemocratiche e vediamo che sollecitare un giusto equilibrio fra libero mercato e tutela dei ceti deboli sta tornando di moda sotto l’incalzare degli eventi.
Intanto, in Italia, la repubblica delle Procure è al tramonto per gli eccessi, spesso grotteschi, di alcuni settori della stessa magistratura: la Cassazione che pretende di scrivere la storia motivando le sentenze con giudizi sommari e liquidatori sulla prima repubblica, e la solita procura di Milano che non si rassegna ad applicare le leggi ma pretende se non di scriverle quanto meno di abrogarle.
Il PDL sta per nascere dalla fusione tra Forza Italia e AN, ma intanto la maggioranza viene battuta in parlamento nonostante il forte scarto numerico a suo vantaggio. Il PD gioisce, ma ha poco da esultare. E’ in forte crisi, diviso più della vecchia DC, e deve constare ogni giorno il fallimento della politica delle (non) alleanze voluta da Veltroni.
L’esigenza di cose e uomini nuovi è sempre più avvertita. Ci limitiamo a preannunciare che prenderemo una nuova iniziativa in coerenza con ciò che abbiamo sempre detto: un confronto serrato fra laici liberali e socialisti per stimolare tutti alla nascita di un soggetto politico nuovo che metta fine all’indegna pratica dell’accattonaggio giustificata con l’abusato adagio del primum vivere.
N.C.

Dove eravamo rimasti?
D’accordo sulla necessità di ritrovare l’unità laico-liberal-socialista se i bipartitisti consentiranno, altrimenti prima di tutto necessiterà un’ampia unità per scalzare i secondi, il PD, in caduta libera, nè carne, nè pesce.
Una riflessione sui fatti congiunturali di questi mesi necessita, sulla deflagrazione della dottrina neoliberista, dopo quasi un trentennio di dominio incontrastato, da Reagan alla Thatcher in poi.
Speriamo che i neoliberisti di casa nostra si ravvedano e non si aggrappino nostalgicamente ad un credo obsoleto.
L’evoluzione sta dalla parte della democrazia sociale depurata dall’assistenzialismo a pioggia verso ipergarantiti, potenti e corte dei miracoli.
Attendiamo intanto il 4 novembre per capire se una nuova epoca sta per cominciare e se nuovi attori possono entrare in scena.
Francesco Attolico Democrazia Sociale Euromediterranea
attolico.dsepuglia@tele2.it
PaghereMO Caro , paghereMo TUTTO.
Insomma alla fine ha vinto il modello Cimoli. Mentre le casalinghe sbigottite restano schiacciate dall’aumento dei prezzi al supermercato ( al mercato vanno solo gli scapoli ricchissimi o la loro servitù) ed il peso dei mariti cassintegrati, accasati, nel senso di a casa, magari con lo sguardo perduto sul divano ( rateato) del loro soggiorno, lo yo-yo delle borse ci indica che l’economia è salva, che il fallimento delle nazioni è stato scongiurato, che insomma va tutto bene.
Ha vinto la banca centrale europea, con le belle misure tempestive ed efficaci, hanno vinto le imprese, che potranno continuare ad indebitarsi a volontà ed hanno momentaneamente vinto i dipendenti Alitalia.
Gli evasori hanno invece stravinto, spiazzando le previsioni di incasso con un attuale ammanco di tre miliardi di euro, rispetto allo scorso anno. Sul carro dei trionfatori salgono anche i condannati, ormai ospiti fissi di casa loro tramite la consueta pratica dei domiciliari, i politici di governo e quelli dell’opposizione, che nel frattempo si sono aumentati gli stipendi e le indennità ed i guerriglieri talibani, che si finanziano con la roba afgana, veramente buona. Hanno vinto gli speculatori finanziari, immobiliari, culturali, come gli ex terroristi e i revisionisti. Hanno vinto i banchieri, i petrolieri, e le industrie farmaceutiche, sempre più potenti, sempre più invadenti. Hanno vinto i falsificatori di bilancio, i responsabili fraudolenti dei fallimenti e tutti i detentori di impunità.
Ha vinto il modello Cimoli e pure Pietro Maso, finalmente in semi libertà. Tutti gli altri abbiamo perso.
Caro Presidente,
eravamo e siamo convinti di essere dalla parte giusta, nel nostro impegno politico quotidiano.
Un sistema bloccato fatto di poltica, banche, stampa ecc. UN TUTT’UNO, che non ci consentiva di poter essere visibili.
E’ arrivato il momento di chi in modo serio, e’ stato capace di aspettare, che le cose tornassero al loro posto, come logica vuole.
I fatti di questi giorni su banche, risparmio, impostazione dell’economia ci stanno dando profondamente ragione. Addirittura i Comunisti sono arrivati ad appoggiare la piccola impresa, che fino ad ora avevano corposamente avversato.
Dovremo vigilare e combattere la malapianta del trasformismo.
Forza e’ il nostro turno, quello della verita’ quello Socialista, il progetto politico istintivamente a favore di una societa’ dove c’e’ spazio per tutti.
A proposito di crisi finanziaria, a rifletterci bene la questione dei subprime appare come un raggiro colossale. Col sistema dei mutui senza garanzie in pratica gli USA hanno chiamato i paesi industrializzati ad immettere nel loro mercato immobiliare, “a fondo perduto”, una massa incredibile di denaro liquido: a che è servito? Dove è andato a finire? Era una liquidità necessaria all’economia americana? Quello che voglio dire è che una massa di liquidità enorme è stata spostata da tutti gli altri paesi industrializzati ed è stata immessa, non in prestito ma in “dono” nel mercato americano. Sicuramente tale spostamento, come ha fatto danni nei paesi “eroganti” nella stessa misura ha portato ristoro nel paese “beneficiario”. E siccome mi diverto ad ipotizzare “complotti” mi viene facile pensare che tutto il “casino” successo non sia successo per caso. Alla fine, se gli stati “eroganti” garantiranno i propri risparmiatori, il risultato sarà che questi stessi stati avranno “regalato” tutti quei soldi agli americani, se non li garantiranno saranno i risparmiatori stessi ad essere “benefattori” loro malgrado. Se così fosse gli USA avrebbero veramente raggirato il mondo ristorando il loro bilancio senza aggravare la situazione del loro debito.
Danilo Di Mambro
Dovremmo avere il coraggio di ricominciare da capo con la redazione di un programma di governo maturato con la discussione e il confronto tra tutti quelli che ci vogliono stare. I leaders dovrebbero emergere in modo naturale dal suddetto confronto e dovrebbero essere i portatori più rappresentativi delle linee guida del programma stesso. Penso si potrebbe utilizzare il web oltre alle occasioni di confronto tradizionali quali convegni e tavole rotonde, l’importante è che non ci sia chi pensi di occupare i “mejo posti” per diritto divino. Quando parlo di programma di governo intendo un documento che proponga all’elettorato risposte concrete alle domande dei cittadini con interventi strutturali come farebbe chiunque si sentisse in grado di poter governare. Un programma che si distingua per il coraggio delle scelte in senso riformista, che proponga una visione dell’economia ben determinata così come una visione dei rapporti sociali e di tutti gli aspetti che riguardano la vita. Insomma un programma che dia una ragione di esistenza al partito che ne è portatore.
La considerazione appare giusta . Manca tuttavia la considerazione che attualmente mancano partiti che consentano la partecipazione del cittadino a “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.C’è un valore tanto importante che,prevede ancora la nostra Costituzione , ” Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”. Manca quindi un “qualcosa” che impedisca ai “manovali del potere” di esercitare senza nessuna opposizione (al coperto dei propri contenitori) la loro professione di portatori d interessi . Di Mambro , da che parte si incomincia per superare tali carenze ? Dall’iconografia di una “sinistra” che ,come la scala mobile ,non si tocca ? Dove sta l’innovazione ?
Penso che se riteniamo che l’azione politica consiste nel risolvere le questioni solo col buon senso e con l’applicazione di un generico buon governo allora davvero non servono i partiti come li intendiamo noi, quindi nemmeno quello socialista, ma bastano due contenitori, PD e PdL, che riuniscono residui ideologici senza voti e manovali del potere che si candidano a rappresentare interessi per tornaconto personale. Teniamo presente in proposito che gli interessi sono al di sopra delle contese e usano di volta in volta chi gli fa più comodo. Cioè sono i manovali di cui sopra che si organizzano nei contenitori per poter rappresentare interessi, ma questi ultimi trovano manovali dappertutto. Se si tratta di governare bene dicevo, allora va bene così perché Berlusconi è bravo a governare e se non lo sarà perderà le prossime elezioni e sarà sostituito da un’altro bravo quanto lui o poco più oppure poco meno: ma che è questo il problema? Ma un Partito Socialista Liberale Progressista deve trovare la soluzione più conveniente per vendere Alitalia? Cioè è questo il piano della proposta politica di un Partito che si propone come forza innovativa e di sinistra? O non è porre il problema di come si produce la ricchezza nel nostro paese e come si distribuisce? E le eventuali proposte sulla vendita di Alitalia non dovrebbero rientrare in questo quadro generale come del resto tutte le altre? Cioè non è indispensabile avere chiaro prima il quadro generale per poi inserirci le caselle in maniera armonica col resto? Siamo un paese in mano alle banche e alla malavita organizzata, vogliamo dirlo e fare qualcosa per invertire la tendenza? Oppure pensiamo che tra i socialisti ci sono grandi geni dell’economia che con i loro meriti e le loro capacità ritaglieranno spazi per il socialismo?