• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Rinchiusi nel “palazzo” allontanano i cittadini

Con la scusa del covid, i burocrati hanno cancellato i diritti delle famiglie. Negli uffici pubblici in generale, sono tutti chiusi a “riccio” . Anche se si chiede un appuntamento, e si trincerano dietro l’online” la risposta tipica: vada sul sito. E chi non ha un computer, cosa deve fare? È tutto antidemocratico; hanno perso il senso della ragione e della realtà. Compreso il fatto che gran parte degli italiani sono analfabeti da un punto di vista informatico. E poi non si tiene conto della popolazione anziana, da sempre l’anello più debole della catena che si vede bistrattato dai burocrati.

di Roberto Fronzuti | 3 Luglio 2023

Dopo tre anni dall’inizio della pandemia, per la prima volta dal diffondersi del covid, si ha la sensazione di essere ritornati a una vita normale. Va bene, godiamoci questi momenti, ma senza dimenticare i 180 mila morti a causa del virus, e di coloro che tuttora soffrono a causa della vaccinazione di gravi patologie. Dobbiamo demonizzare i vaccini? Assolutamente nò. È grazie al 93% della popolazione italiana che si è vaccinata, che possiamo vivere nuovamente come un tempo.

Purtroppo, in alcune persone i vaccini hanno scatenato diverse malattie: fra queste la miocardite, che ha colpito migliaia di adulti e in modo particolare i bambini.

Questo è il bilancio del Covid, che costituisce la parte più tragica della pandemia. Ma purtroppo, il dopo covid lascia una pesante eredità nell’ambito della burocrazia in generale e in particolare negli enti locali. Non si vedono più i vigili urbani per strada; un ruolo insostituibile che dava  una sensazione di sicurezza ai cittadini. I vigili si sono in gran parte  imboscati negli uffici.

Qualche volta gli uomini e le donne della polizia locale li vediamo transitare seduti comodamente in macchina; questa funzione dei controllori della strada serve a nulla, se non a consumare carburante e contribuire a inquinare.

Negli uffici pubblici in generale, sono tutti chiusi a “riccio” . Anche se si chiede un appuntamento, e si trincerano dietro l’online” la risposta tipica: vada sul sito. E chi non ha un computer, cosa deve fare? È tutto antidemocratico; hanno perso il senso della ragione e della realtà. Compreso il fatto che gran parte degli italiani sono analfabeti da un punto di vista informatico. E poi non si tiene conto della popolazione anziana, da sempre l’anello più debole della catena che si vede bistrattato dai burocrati. “Ma come, non sa usare internet?” La verità è che non vogliono che il pubblico vada in giro per gli uffici, così si possono imboscare meglio. Vi rimandano all’online, per chiedere un appuntamento, perchè a loro dà fastidio anche rispondere alle telefonate dei cittadini.

Il problema esiste a tutti i livelli: uffici tecnici, anagrafe, stato civile, polizia locale, eccetera. In buona sostanza, con la scusa del covid, i cittadini si sono visti cancellare i propri diritti. Anche in materia tributaria, è uno schifo. Un tempo a fronte di un accertamento fiscale, si andava a colloquio con il funzionario o l’assessore e si chiariva l’oggetto del contendere a si addiveniva a un accordo. Attualmente, il cittadino, anche colto, deve ricorrere al commercialista e pagare la parcella per capirci qualcosa o fare ricorso. Finisce che Il poveraccio non ha i soldi per difendersi e lascia scadere  i termini per fare opposizione. Di lì a poco si trova a pagare il doppio, poi il triplo; è un vero “pizzo” dei comuni, ma anche della Regione in materia di bollo auto.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, quando ha parlato di “pizzo di Stato” forse ha sbagliato il luogo (Catania) ma ha perfettamente ragione. Anche lo Stato, attraverso gli uffici dell Entrate, con la scusa delle sanzioni, raddoppia e triplica la somma pretesa. Ma se il poveraccio non riesce a pagare mille euro, come potrà pagarne tremila. E allora presidente Meloni, la prima cosa da fare è abolire le sanzioni che rappresentano un “pizzo” a tutti gli effetti; il suo governo ne ha i poteri. Basterebbe far pagare l’interesse legale, che è minima cosa. Questo stato di cose è colpa dei politici; i burocrati hanno solo approfittato della situazione e si sono chiusi nel “palazzo”.

Gli ospedali meritano un capitolo a parte. Nel corso degli anni che abbiamo vissuto con il terrore del covid, al di là dei  meriti di tipo medico, il personale in molte circostanze ha dimostrato scarsa sensibilità, di chi chiamava in ospedale per avere informazioni sul proprio familiare, partito da casa e che non è più tornato, neppure da morto. Solo il tempo, potrà aiutarci a comprendere come tutto ciò sia potuto accadere.

Roberto Fronzuti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, euro, governo, meloni, opposizione, persone, polizia, presidente del consiglio, punto di vista, soldi, vigili urbani

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti