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Rimborso viaggi e pandemia. Partita la procedura d’infrazione Ue. Che fare

di ADUC | 6 Luglio 2020

Si sapeva che la procedura d’infrazione sarebbe arrivata a meno che l’Italia entro lo scorso 28 maggio non avesse preso in seria considerazione l’avvertimento della Commissione Ue: la legge italiana che fa scegliere agli operatori turistici se rimborsare un servizio (trasporti e pacchetti viaggio) in voucher o soldi, non è conforme al diritto europeo. E il diritto europeo vale più di quello italiano. Tutti lo sapevano e lo sanno, ma i tutti che ci governano e gli operatori del settore hanno fatto finta di nulla, e intanto hanno trattenuto i soldi delle loro vittime. Viaggiatori vittime due volte: degli scriteriati operatori turistici (non appagati dalle sovvenzioni dello Stato, al pari degli altri), e dello Stato (che aveva trovato un doppio metodo per dare soldi al settore… letteralmente rubandoli per legge).
Migliaia di persone sono incappate in questa squallida e triste situazione, in una sorta di guerra tra poveri dove, complice lo Stato e il Parlamento, si è voluta creare la figura del donatore obbligato.
Ora siamo al dunque e auspichiamo che sia un dunque veloce.
La Corte di Giustizia dovrà esaminare la denuncia della Commissione e sentenziare.
Auspichiamo, ovviamente, per evitare un bagno di soldi con la multa che sicuramente lo Stato italiano riceverà (e i soldi dello Stato italiano sono quelli di tutti noi contribuenti), che i nostri governanti e legislatori vi rimedino prima della sentenza della Corte di Lussemburgo, con sostanziali scuse e rimborsi alle vittime.
Aduc si è mossa fin dall’inizio contro questo scempio giuridico. Consigliando alle centinaia di persone che si sono rivolte a noi di non rassegnarsi, di pretendere soldi e non voucher, come stabilito dalle norme europee e da quelle italiane del codice del consumo (temporaneamente sospese dalla legislazione d’emergenza votata dal Parlamento).
E oggi, più che mai, forti di questa procedura d’infrazione avviata dalla Commissione, è opportuno e necessario non rassegnarsi all’ingordigia degli operatori turistici e dello Stato.
Abbiamo già messo a disposizione modulistica e argomentazioni per queste legittime pretese (https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+rimborso+viaggi+punto+sulla+situazione_31185.php).
Occorre subito diffidare con raccomandata A/R la propria controparte perché adempia: https://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
e in mancanza di risposta procedere:
– al giudice italiano se l’operatore turistico ha sede in Italia (https://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php)
o con la procedura europea se l’operatore è comunitario (https://sosonline.aduc.it/scheda/controversie+stranieri+procedimento+europeo_19220.php)

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, commissione, disposizione, italia, parlamento, persone, sentenza della corte, soldi, stranieri, trasporti

Info ADUC

L’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), senza scopo di lucro, è un centro di iniziativa e aggregazione per la promozione dei diritti dei cittadini consumatori ed utenti.
Il nostro principale obiettivo è dotare l’individuo del più efficace strumento civico di difesa: la consapevolezza dei propri diritti e doveri. Offriamo a chiunque -iscritto o meno all’associazione- servizi di informazione e consulenza, richiedendo contributi volontari proprio per mantenere questa formula.
Per scelta non aderiamo al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) presso il ministero dello Sviluppo Economico, spesso controparte nelle nostre iniziative e che ci farebbe per questo sentire in imbarazzo nel seguirne le direttive.
Non percepiamo e siamo contrari ad ogni forma di finanziamento pubblico (compreso il 5 per mille), linfa di un associazionismo che rappresenta solo se stesso e si autoalimenta proprio grazie al potere pubblico e non alla sua effettiva utilità -cosa non dissimile da quello che accade con il finanziamento pubblico ai partiti politici.

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