Il problema dello samltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) è destinato ad essere terreno di confronto immediato fra la società civile e le organizzazioni politiche nazionali e locali che, come riferisce Damiano Baroncelli [nella foto], portavoce del coordinamento dei comitati cittadini di Prato, considerano l’incenerimento “l’unico modo per chiudere il cerchio dei RSU”.
“La scelta dell’incenerimento dei rifiuti”, prosegue Damiano Baroncelli, “è profondamente dannosa per gli stessi cittadini e l’ambiente, oltre a richiedere ingenti investimenti in impianti di termovalorizzazione e in servizi per la loro gestione, che solo per la Toscana sono previsti in € 490,63 milioni, da oggi al 2008“.
L’area interessata dagli interventi per l’incenerimento dei rifiuti è, prevalentemente, quella compresa fra le province di Firenze, Prato e Pistoia, dove nel corso di questi ultimi anni sono sorti alcuni comitati di singoli cittadini, che hanno poi dato vita ad un vero e proprio “coordinamento dei comitati popolari della Piana di Firenze, Prato e Pistoia”, che ha promosso per sabato prossimo, 28 gannaio, ore 15:00, presso la Fortezza da Basso di Firenze, una manifestazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su scelte alternative per il trattamento dei rifiuti, diverse dall’incenerimento tradizionale, che siano meno inquinanti, meno costose e più rispettose dell’ambiente e della salute delle persone.
I comitati popolari, in quanto organzizzazioni di base che, come si legge nello stesso documento con cui viene presentata la manifestazione, rivendicano il loro diritto ad essere “portatori di un interesse generale fondato sulla difesa della salute collettiva e delle relazioni ecologiche, sull’avvio di produzioni pulite e a basso utilizzo di materia prima e di energia, sul ricorso a fonti energetiche rinnovabili che naturalmente richiede una svolta radicale nell’attuale modo di pianificazione dello smaltimento dei rifiuti“, chiedono alle Amministrazionmi locali delle scelte politiche che tengano conto delle istanze provenienti dalla società civile e non siano solo espressione di interessi di gruppi imprenditoriali privilegiati e che garntiscano ai cittadini il bene fondamentale della salute e un ambiente più vivibile.
Per questi motivi il Coordinamento dei comitati popolari presenta la propria piattaforma di richieste, aperta all’adesione dei cittadini, che prevede in sintesi:
- abbandono della politica di incenerimento dei RSU, della costruzione di nuovi impianti di termovalorizzazione e dismissione di quelli esistenti di Montale, Baciacavallo e Selvapiana;
- maggiore raccolta differenziata dei RSU (oggi intorno al 60% – 70% del totale), attuata mediante la raccolta “porta a porta” su tutto il territorio della Piana;
incentivazione delle filiere industriali del riciclaggio, del riutilizzo e del compostaggio, che consentirebbero di recuperare risorse e creare nuova occupazione; - applicazione di una nuova tariffa per lo smaltimento dei rifiuti, così come previsto nel Decreto Ronchi, commisurata alla effettiva quantità e qualità dei rifiuti prodotti da ogni singolo cittadino e azienda;
- impiego dei cosidetti “inceneritori e freddo” per il trattamento del residuo derivante dalla raccolta differenziata, così come sono stati introdotti in Australia, che consentono di recuperare l’ulteriore il 70% dei rifiuti residui.
by Picche

E’ sempre la solita storia: gli inceneritori vanno bene ma a casa degli altri!
La raccolta differenziata e tutte le altre proposte di questi comitati sono palliativi che non risolvono i problemi. In Europa, quella evoluta, il problema dello smaltimento è risolto da tempo: con gli inceneritori, o come cavolo li volete chiamare!