Quando smetteremo di sciupare le risorse della terra e ci occuperemo delle popolazioni del secondo e terzo mondo, avremo avviato un vero processo di pace.
Il problema delle disuguaglianze è antico. Chi in modo semplicistico pensa che i rifugiati politici, i clandestini, vengono volentieri nel nostro Paese, sono in errore. è capitato ai nostri padri e nonni, negli anni in cui l’Italia era una nazione povera, lasciare tutto, casa parenti e amici, con il cuore colmo di angoscia ed emigrare per cercare fortuna; per fuggire dalla miseria. Gli italiani che agli inizi del ’900 varcavano gli oceani con destinazione Stati Uniti, Brasile e Argentina, rispetto ai disperati che ai nostri giorni attraversano il Mediterraneo, seppur fra mille disagi, viaggiavano su delle navi vere e proprie. Purtroppo, i tragici annegamenti che avvengono al largo di Lampedusa, nel tratto di mare che separa l’Italia dalla Libia, mette in evidenza la precarietà dei mezzi di navigazione a cui migranti si affidano; i barconi. Di fronte ai popoli in fuga dall’Africa e dall’Asia, non è onesto opporre generiche argomentazioni, quali è meglio aiutarli a casa loro. In teoria si, quando l’Occidente riuscirà a varare degli aiuti per migliorare le condizioni di vita nei loro Paesi d’origine. Non è possibile pensare neppure per un secondo, che le persone che rischiano la vita per venire in Europa, e che affidano i bambini ad amici e conoscenti, per salvarli dalla morte sicura per fame, non siano vittime di una profonda tragedia, che lascia loro solo una via di scampo. In Italia, sono in molti ad agitarsi per l’arrivo delle popolazioni in fuga; è giustissimo preoccuparsene e fare del nostro meglio per accoglierli nel modo migliore possibile. Nessuno può dare torto a chi esprime dei timori per l’arrivo degli emigranti, ma occorre ricordare ai più che l’hanno dimenticato, che noi italiani -seppur a torto- siamo ancor oggi etichettati come mafiosi nel resto del mondo, perché a New York, 90/100 anni fa, eravamo a capo della criminalità. Dunque, cerchiamo di essere comprensivi e tolleranti, perché non siamo esenti da colpe. Che fare, per fermare il flusso migratorio? Perché gli italiani, dopo gli anni ’60 non sono più andati a cercare all’estero il lavoro? La corsa verso l’Europa si ferma creando ricchezza nelle nazioni dalle quali si fugge, proprio com’è avvenuto in Italia, con lo sviluppo che c’è stato negli anni ’60. Solo riducendo la disuguaglianza nell’utilizzo della ricchezza, sul pianeta terra dove vivono 7 miliardi di persone, si potrà stare in pace. Solo una piccola parte (il 25%) degli abitanti terrestri consuma l’86% delle risorse, mentre il resto, il 75% vive in estrema povertà, ed il 35% è denutrito e muore di fame. Da sempre, le guerre sono state scatenate e combattute più per motivi economici che ideologici. Quando smetteremo di sciupare le risorse della terra e ci occuperemo delle popolazioni del secondo e terzo mondo, avremo avviato un vero processo di pace, che aumenta la nostra sicurezza e garantisce ai più di vivere a casa propria.

Lascia un commento