Dal dopoguerra fino agli inizi anni ’90, il nostro Paese ha vissuto un periodo di straordinaria stabilità politica, pur in presenza di una frequente alternanza di governi. Il fatto che la durata degli esecutivi avesse un arco di vita di dieci mesi, è stato a lungo strumentalizzato in negativo. Ci si dimentica di dire che questi esecutivi limitati nel tempo hanno avuto sempre l’elemento di stabilità nel partito di maggioranza relativa per 45 anni (la Democrazia Cristiana) che ha governato con l’alternanza dei partiti laici (Psi, Pri, Psdi e Pli). Ed è proprio sui partiti di origine risorgimentale che vogliamo fare alcune riflessioni, connesse al sistema elettorale, che riguardano anche il Partito Radicale. I nostri ”soloni” hanno demonizzato a lungo il sistema elettorale proporzionale che aveva retto la prima repubblica, per poi partorire il cosiddetto Mattarellum (aveva come firmatario l’attuale presidente della Repubblica) successivamente arrivò il Porcellum firmatario Roberto Calderoli, rimasto in vigore fino alla dichiarazione di incostituzionalità sancita dalla Corte. Sono seguiti anni di incertezze, di battiti dentro e fuori il Parlamento, fino al giorno in cui Matteo Renzi è riuscito a far varare una legge elettorale chiamata Italicum. Tutti questi modelli legislativi, hanno prodotto una classe politica di deputati nominati dai partiti e non eletti dal popolo. Con la legge elettorale che ha retto la prima repubblica, sarebbe bastata la quota di sbarramento al 4%, e dei nove partiti presenti in parlamento ne sarebbero rimasti quattro o cinque al massimo. Purtroppo, attualmente sono costituiti alla Camera trenta formazioni politiche. Ci troviamo di fronte al fallimento del bipartitismo e del bipolarismo. La responsabilità della scomparsa dei partiti di democrazia laica e socialista è riconducibile anche ai loro leader (non tutti, solo alcuni di loro) che hanno voluto imitare il sistema bipartitico di Usa e Inghilterra. Ma l’Italia è un’altra cosa. Fra i grandi fautori del sistema anglosassone abbiamo anche Marco Pannella, l’unico dei partiti laici straordinariamente vivo, grazie a Radio Radicale e alle battaglie per i diritti civili. Il Partito Radicale non è più presente in Parlamento, non ha più deputati, ma con la sua forza culturale occupa la scena politica. In 60 anni di vita non è mai stato coinvolto in episodi di corruzione dei suoi esponenti. I partiti laici dovrebbero imitare il Partito Radicale, trasformandosi in movimento politico, senza più andare ad elemosinare seggi elettorali dal Partito Democratico. Purtroppo, con l’attuale sistema elettorale, non c’è spazio per i partiti di minoranza. Abbiamo buttato via un modello che aveva consentito all’Italia di risorgere dalle ceneri della guerra, per diventare la quarta economia mondiale, ora retrocessa al settimo/ottavo posto. E’ triste pensare che se va bene andremo avanti ancora con i nominati dai capi partito, ma ci sono possibilità che l’Italicum venga dichiarato incostituzionale per la stessa ragione che ha messo fuori legge il Porcellum.
Ridateci la “prima” Repubblica
Con la legge elettorale che ha retto la prima repubblica, sarebbe bastata la quota di sbarramento al 4%, e dei nove partiti presenti in parlamento ne sarebbero rimasti quattro o cinque al massimo.
Info Roberto Fronzuti
Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Lascia un commento