L’Italia non può continuare a tenere la benda e rinunciare a confrontarsi con questa realtà, perché si tratta di una posizione irragionevole.

La sfida è non lasciare questo Paese avulso e chiuso all’innovazione scientifica e biotecnologica, senza con ciò sacrificare alcuna opzione – persino quella di coloro che sposano la causa del ritorno ad un’agricoltura primigenia e “naturale” – anche se essa non pare mai esistita. No dunque alle prevaricazioni dell’un campo opposto all’altro e si, forse e sperabilmente, alla de-ideologizzazione dell’argomento, ovvero all’unico modo per consentire ai cittadini di andare oltre il velo delle propagande (quelle “contro”, che sono da noi le più diffuse ed urlate, ma anche quelle “pro”) e cercare di comprendere gli elementi oggettivi della questione.
L’Italia non può continuare a tenere la benda e rinunciare a confrontarsi con questa realtà, perché si tratta di una posizione irragionevole.
Ci voleva un Ministro di un Governo cosiddetto “tecnico” – che pare tecnico solo perché non sembra mosso da preoccupazioni di consenso elettorale e per il resto è invece intensamente “politico” – per gettare un sasso importante in queste acque stagnanti?

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