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Renzi: o Palazzo Chigi o Palazzo Vecchio

di Chiara Boriosi | 17 Giugno 2012

O vinco le primarie e mi presento alle elezioni politiche come candidato Premier, oppure resto a fare il sindaco e non vado a Roma. 

Le idee sono chiare, le carte messe in tavola, gli obbiettivi dichiarati: ancora una volta, Matteo Renzi non si è tirato indietro nè si è nascosto dietro vaghe affermazioni, un genere, quest’ultimo, che non ha mai frequentato essendo la chiarezza esplicita la prima ragione dell’efficacia della sua capacità di comunicare.

In attesa di ufficializzare la sua candidatura alle primarie del Pd, il Sindaco di Firenze, nel corso di un incontro pubblico con i cittadini che la sottoscritta ha moderato, ha definito con estrema lucidità le coordinate politiche del suo progetto e la valenza precisa del suo impegno che, in sintesi, si può riassumere così: o vinco le primarie e mi presento alle elezioni politiche come candidato Premier, oppure resto a fare il sindaco e non vado a Roma, perchè non mi interessa fare lo “schiacciabottoni” in Parlamento, ma neanche accetterei un eventuale incarico come ministro.

Detta così, sembra una affermazione arrogante; in realtà, per chi ha seguito il suo percorso degli ultimi anni, e soprattutto le due convention alla Leopolda, è invece una dichiarazione del tutto coerente con il progetto renziano, inizialmente definito “rottamazione”, che punta a giocare la partita per vincere, perchè solo vincendo è possibile mettere in atto il cambiamento generazionale, dirigenziale e di mentalità che, solo, può garantire un autentico rinnovamento della politica italiana.

Molto significativa, in questo senso, è la lettera che Matteo Renzi ha inviato agli oltre mille amministratori locali che il prossimo sabato 23 Giugno si incontreranno con lui a Firenze, perchè contiene una sorta di sintetico ma efficace manifesto di quanto tutti insieme si propongano di fare. Scrive tra l’altro Renzi:

“Si tratta di un’occasione per chi ha voglia di confrontarsi sulle idee e uscire dalla logica di correnti, controcorrenti e spifferi vari che anima (si fa per dire) la politica romana. Non occorre essere fini analisti globali per capire che le primarie autunnali si svolgeranno nel momento più difficile della crisi economica e finanziaria.

Gli amministratori locali, in questi giorni, sono i veri protagonisti della tenuta del Paese.

Noi conosciamo le difficoltà di far quadrare i conti, di salvare il sistema di welfare, di fare a pugni con la burocrazia, di investire in innovazione perchè sono le sfide che ci troviamo davanti tutti i giorni. Possiamo far bene o possiamo sbagliare: ma noi ci siamo. Con tutti i nostri difetti siamo ogni giorno lì, in mezzo alla mischia, a lavorare. Vale per i consiglieri, per gli assessori, per i sindaci soprattutto: mai come oggi il sindaco non è il primo cittadino ma l’ultimo cittadino, quello che cerca di tenere insieme la propria comunità. Può sembrare una provocazione, lo so, ma i veri tecnici siamo noi. Perché la tecnica non è il contrario della politica: la tecnica è – dovrebbe essere, almeno – strumento a servizio della politica.

…Con molta umiltà, sia chiaro: non è il tempo delle verità prestabilite e non abbiamo bisogno di soloni che ci indichino la via. Ma anche con la determinazione di chi sa che questa sfida la vincerà il coraggio, non la paura. L’innovazione profonda, non il sistema dell’usato sicuro. L’assemblea di Firenze non sceglierà un candidato alle primarie, ma candiderà gli amministratori per cambiare l’Italia”.

Dunque, una risposta di quella che Renzi ha sempre definito “la buona politica” sia all’avanzata populista dell’antipolitica sia alla tossica deriva della mala politica che ci ha trascinati con sè nella palude di una crisi nerissima, non solo economica ma prima ancora sociale e di sistema. Una risposta che arriva da coloro che non hanno perso il contatto con i cittadini che amministrano, che fanno i conti ogni giorno con l’arretratezza, la lentezza, la disorganizzazione della macchina dello stato, che battono la testa contro la sordità e la cecità di partiti e di governi che paiono completamente avulsi dalla realtà di questo paese, ma anche la risposta di coloro che rappresentano la parte sana dell’Italia, una nuova generazione che ha superato i rigidi e sterili steccati ideologici, e che ha ben chiaro il concetto che ciò che davvero la politica deve fare è coagulare le migliori risorse umane e professionali intorno alla soluzione di problemi che non sono di destra o di sinistra ma che riguardano tutti noi.

E’ quindi logico e persino scontato che questo gruppo che si è creato intorno a Matteo Renzi corra per vincere, e non per andare semplicemente a sedersi in Parlamento agli ordini di qualche vecchia mummia di partito, contribuendo solo a perpetuarne la resistenza in vita ed al potere. Non è più tempo di piccoli cabotaggi di comodo, qui o si cambia o si muore, dunque il tentativo di dare una spallata potente e si spera definitiva ad un sistema politico morente va fatto ora, e non può più essere rimandato.

E certo bisogna riconoscere il coraggio di chi si batte in prima persona, invece di nascondersi all’ombra del proprio lucroso strapuntino nelle stanze del potere, o di limitarsi all’arte accidiosa della piccola invettiva – siamo purtroppo ricchi di mestatori di professione, speriamo di poterci scoprire presto ricchi anche di coraggiosi lottatori.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    25 Giugno 2012 alle 00:13

    Non so perché Chiara, ma é la sensazione che é predominante. Le persone che vengono ad ascoltarlo, dalle Alpi alla Sicilia come dici, sono persone che già lo voterebbero, pero’ per vincere dovrà portare verso di se la gente che non va ai bigge bange, ma la gente che non si interessa troppo di politica, quella che poi fa la differenta nelle urne.
    Se mi sbaglio, stai tranquilla, faro’ mea culpa.

    Rispondi
  2. Chiara

    24 Giugno 2012 alle 12:12

    Caro Paolo, alla convention di ieri c’era gente da tutta Italia, dalla Alpi alla Sicilia. Lo hanno capito tutti, ma proprio tutti, e ti assicuro che anche in conferenza stampa è stata la stessa cosa. Francamente, non riesco a comprendere le ragioni della tua insistenza su un punto che invece è sempre stato chiaro a tutti, persino a chi avversa Tenzi, ovvero che lui ha la capacità di farsi capire da chiunque. Riguardo alle primarie, se saranno libere ed aperte, credo proprio che avrai una sorpresa.

    Rispondi
  3. Paolo Francia

    24 Giugno 2012 alle 02:38

    Ho avuto modo di ascoltare Renzi qualche minuto in tv, ribadisco e confermo, va bene come amministratore di una città, ma non ha la stoffa per dirigere un Paese, questa resta la mia idea. Ricordatevi cosa hanno fatto tanti talentuosi leaders in passato, per poter essere eletti son passati dalle mani di esperti che li hanno resi vincenti e credibili.
    Renzi sarà anche se stesso, ma parla in modo dialettale, qui non si tratta di accenti o inflessioni, dice parole che in italiano nessuno capisce perché non sono parole italiane. Per chi ha la memoria corta, Margareth Thatcher non avrebbe mai avuto il consenso che ha avuto se non avesse seguito il consiglio di tanti esperti per la comunicazione, il linguaggio e l’immagine, che poi hanno creato con lei, col suo carattere e col suo essere “se stessa” la Lady di ferro. Quindi, cosi come é , Renzi va incontro a sconfitta sicura, faccia lui, fate voi.

    Rispondi
  4. Chiara

    23 Giugno 2012 alle 09:45

    Grazie a te.

    Rispondi
  5. marzio siracusa

    22 Giugno 2012 alle 23:32

    Chiara, nessun neoluddismo. Io nego soltanto che il nuovo tecnologico sia il nuovo occorrente all’uomo, per quanto ci incanti e prefiguri esistenze felici. Il nuovo tecnologico è una ripetizione, ma qua si rischia di annoiare i lettori di Pensalibero, perché il discorso diventa interminabile. Comunque riconosco in te una persona che non si accontenta, che non ha paura del dubbio e non scivola in battute. Questo è molto. Grazie.

    Rispondi
  6. Chiara

    22 Giugno 2012 alle 18:52

    Caro Marzio, il nuovo tecnologico è parte importante del nostro presente. Poiché la politica dovrebbe avere come prima abilità quella di saper leggere ed interpretare il presente, voteresti oggi una proposta che di questa parte così importante – e dal peso sempre crescente – non solo non tiene conto, ma non la capisce, la demonizza e la avversa con una sorta di neo- luddismo del terzo millennio?! Io no.

    Rispondi
  7. Marzio Siracusa

    22 Giugno 2012 alle 10:57

    Chiara, il tuo auspicio sarebbe anche il mio, ma si può proporre qualcosa in una fase di continuità. Attualmente quella continuità non esiste e bisogna anzi accelerare la rottura, che non è rottura di schemi per nuove alleanze e nuove aggregazioni, ma rottura di tutta una concezione che per me non parte dal novecento ma da molto prima. Di fronte a questa rottura parole come libertà, diritti e doveri per assumere un significato devono andare a confrontarsi col quinto e sesto mondo dove non esistono, ma a noi interessa il futuro del nostro mondo che non può appiattirsi sul futuro di mondi meno fortunati che però noi abbiamo già vissuto. A questo punto per noi non si può proporre niente che prima non passi per una rottura radicale. Non si tratta di accucciarsi comodamente nel nichilismo apocalittico, si tratta di operare una grande operazione di vero smaltimento – non trovo altro termine – durante il quale ciò che è pubblico deve essere affidato alla buona amministrazione del padre di famiglia, ossia a un “minus” politico, oppure venire letteralmente interdetto. Nella fase attuale qualsiasi proposta è proposta del vecchio riverniciato, è proposta che si appella al nuovo tecnologico, ossia alla religione sanitaria, di cui rivendico la denominazione, con tutti i suoi altari, non ultima la longevità. Oseresti una proposta politica che mettesse in dubbio l’inseguimento della longevità? Se sì, credo si sia in due, un po’ pochi per fare politica.

    Rispondi
  8. Chiara

    22 Giugno 2012 alle 09:31

    Marzio, a me pare – e lo dico in via generale, visto che lo scrivo da anni – che sia necessario un ripensamento profondo della poltiica e dei partiti. Il modello novecentesco è finito, anche se in Italia nessuno pare essersene accorto, e che ci piaccia o mo va sostituito con un modello in grado di leggere ed affrontare la contemporaneità. Detto questo, sarei entusiasta se vedessi svilupparsi un proficuo dibattito su questo tema, con relativa ricchezza di proposte. Ma così non è. Apprezzo dunque chi almeno ci prova, senza per questo appiattirmi o rinunciare alla critica. Però vorrei vedere altre proposte: peccato che nin ce ne siano.

    Rispondi
  9. Marzio Siracusa

    21 Giugno 2012 alle 17:50

    E allora mi sono letto il big bang e ho trovato un clima che immagino da briefing per piazzisti. Confrontarsi, spendersi, mettersi in gioco. Ma per i cento punti? E poi la casta padrona e gli umili dell’anticasta che cambiano il pannolone agli anziani. Mah! Renzi si crede in prima linea ma temo non si sia accorto che nella fronta, come si diceva un tempo, la battaglia si è spostata. Nell’occidente votato all’esattezza la pratica politica quale eredità dell’ottocento, sta semplicemente morendo e a chi obietta che ci sarà sempre da scegliere rispondo che quando la scelta ritornerà a essere tra due mali e senza beneficio per terzi, la retorica cattolica della partecipazione si rivelerà nient’altro che filantropia, ossia “do ut des” spicciolo. Ora è anche vero che l’Italia è ridotta malino in un mondo altrettanto miserevole, quindi i fanatici di Renzi possono sempre sperare.

    Rispondi
  10. Chiara

    20 Giugno 2012 alle 12:40

    Gian Franco: come già accaduti altre volte, ti rispondo che all’ultima Leopolda Renzi ha esposto chiaramente il suo progetto politico, e trovi tutti i dettagli sul sito http://www.bigbangitalia.it
    Silvio: guarda, posto che io non mi sento fuori o sopra alla media, quindi mi posso anche riconoscere nell’italiana media, forse sarebbe opportuno chiedersi perchè l’ipotesi di Renzi Premier piaccia all’elettorato. In soldoni, perchè riconosce in lui un cambiamento ed un rinnovamento diversi da quelli promessi, o forse per meglio dire “minacciati” da Grillo.

    Rispondi
  11. puccio cartoni

    20 Giugno 2012 alle 00:00

    Vedere tutti con nessuna fiducia nell” attualità politica italiana ,ed al tempo stesso irridenti al tentativo di Renzi di apparire, per essere seguito e magari sostenuto elettoralmente , fa ricordare che siamo un Paese non solo di condottieri ,ecc., ma anche di commissari tecnici per la nazionale di calcio.
    Paolo ex toscano ,o Marzio l’ archimedico , se hanno la soluzione ai problemi italici ,devono farsi avanti…!

    Rispondi
  12. Silvio Basile

    19 Giugno 2012 alle 23:21

    Se non ricordo male, l’enorme debito del comune di Firenze risale ai tempi di Firenze capitale. Non è realistico pensare che Renzi, che dopo tutto non è un Quintino Sella redivivo, possa risolvere il relativo problema se resterà sindaco di Firenze.
    Né, in caso che divenga Presidente del Consiglio, mi sembra poi tanto realistico pensare che Renzi sia capace di elaborare programni per affrontare la crisi economica e salvare dal collasso il welfare, posto che non ci sta riuscendo nessuno.
    Realistico pensare però che Renzi ce la faccia a diventare Presidente del Consiglio: piace all’italiano medio, e più ancora all’italiana media.

    Rispondi
  13. Trevigiano

    19 Giugno 2012 alle 10:50

    Sinceramente trovo la voglia del Sindaco di Firenze a restare attaccato alla poltrona di Sindaco, mentre si presenta alle Primarie PD, tipicamente Italiana, ma oggettivamente infantile.
    Oltretutto Bersani l’ha già messo all’angolo e se Renzi potrebbe superarlo in elezioni aperte a tutti, è invece perdente in primarie limitate agli iscritti PD.
    Gli consiglierei a questo punto di concentrarsi a fare il Sindaco, con affetto

    Rispondi
  14. Chiara

    19 Giugno 2012 alle 10:13

    Marzio, la dice lunga sul fatto che fa discutere, che provoca uno scambio di idee, il che di questi tempi è un lusso. Può piacere o meno, si possono condividere o meno le sue idee, ma certo spinge le persone a confrontarsi con lui.

    Rispondi
  15. Marzio Siracusa

    19 Giugno 2012 alle 08:32

    Che per Renzi si spendano tante parole la dice lunga su tutto.

    Rispondi
  16. Chiara

    18 Giugno 2012 alle 23:49

    Caro Paolo, fidati di me, se c’è uno che riesce – perchè lo vuole, a differenza degli altri politici – a farsi capire da tutti è proprio Renzi, e dopo aver moderato tre dibattiti con lui ne ho le prove. Detto questo, ribadisco che non deve omologarsi perchè la sua forza è proprio essere se stesso. Neanche io credo al Salvatore della patria, infatti in questo pezzo parlo di un gruppo, non solo di Renzi, e di una generazione che ha il diritto ma prima ancora il dovere di farei carico delle sorti di questo paese.
    Riguardo a Parma: se in un mese non sono stati capaci di fare una giunta – mancano tuttora tre assessori all’appello – mi pare che ci sia poco da aspettarsi.

    Rispondi
  17. Paolo Francia

    18 Giugno 2012 alle 23:24

    Non posso dare giudizi che per sentito dire, visto che a Firenze non ci vivo, ma i commenti delle due sole persone amiche che vi abitano non sono lusinghieri e vanno piu’ verso il giudizio di Marzio Siracusa. Sicuramente avrà anche agito bene, altrimenti non avrebbe avuto il consenso che ha avuto. Ma se suggerisco che prenda corsi di dizione e diventi piu’ nazionale, é perché altrimenti non avrebbe e non avrà chances. Ci vogliono le idee ma anche il saperle comunicare, a tutti, non é scritto da nessun parte che perché uno amministra una città debba poi pretendere di dirigere un intero Paese. Le ambizioni non bastano, ci vuole carisma, e mai piu che in questo momento storico , c’é bisogno di un italiano “europeo”!
    Se Renzi saprà arrivare alla testa del PD e in seguito riuscirà a farsi ellegere primo ministro, nell’interesse primario del Paese, tanto meglio!
    Ma non condivido, Chiara, l’idea che si debba scegliere per forza qualcosa se nel menu’ non ci piace nulla! Personalmente, e dopo che avro’ visto come sarà amministrata Parma, potro’ orientarmi a un voto per Grillo o all’astensione.
    La mia sensazione su Renzi resta la stessa, magari sbagliata, ma non credo piu’ ai salvatori della patria. Speriamo che Chiara abbia ragione, ma la vedo difficile.

    Rispondi
  18. Chiara

    18 Giugno 2012 alle 19:05

    Caro Marzio, qui si è sempre difesa la libertà di opinione e di espressione, dunque rispetto quello che pensi e ti ringrazio per riconoscermi la buonafede, ma a patto che tu non la sminuisca con un mio presunto scambio. Io non scambio nulla con nessuno, e niente con qualcos’altro, non condivido il tuo – legittimo – giudizio negativo sulla amministrazione Renzi, nè baso la mia opinione sul suo progetto politico su Ballarò. Ho seguito di perdona entrambi gli appuntamenti della Leopolda, e quello che ho visto e sentito mi ha convinta su molti punti, quelli essenziali, almeno per me. Siccome ne ho già scritto a lungo, evito di rifare l’elenco. Detto questo, ognuno di noi rimane della propria idea. La mia, è che Renzi ed il gruppo di giovani amministratori che lo sostiene sono in questo momento l’unica reale e concreta possibilità di un cambiamento che abbiamo. Non ne vedi altre. Riguardo al metterci la faccia, fin dalla strenua battaglia per partecipae alle primarie fiorentine Renzi si è esposto in prima pedona e contro il suo partito. Ha continuato a farlo senza nascondersii mai dietro nulla o nessuno, si esprime sempre chiaramente e liberamente, e si batte per cambiare le cose. Non è un santo, non è perfetto, ma cazzo – e perdonami il dotto francesismo – se ha coraggio. Questo abbiamo, ed io lo sostengo da persona libera quale sono.

    Rispondi
  19. Marzio Siracusa

    18 Giugno 2012 alle 17:18

    Vorrei chiarire un malinteso. Quando ho detto che Renzi toscaneggia non pensavo affatto alla sua dizione, anche se Paolo ha ragioni da vendere. Pensavo piuttosto a quell’andare per le spicce, che tu Chiara da persona onesta, scambi per metterci la faccia. Ma in cosa ha messo la faccia Renzi? Nel trasformare via Martelli in un ricovero prossimo venturo di pizzerie e gelaterie? Nell’aver permesso che la Buca S.Giovanni estendesse i tavolini a venti metri dal Battistero? Oppure nel presenziare l’insulsa Ballarò per dire insulsaggini tra insulsi, e sempre col muso a “pizzicorino” (tanto per restare fiorentin)? I suoi cento punti tanto decantati sono a dir poco risibili e risaputi in non si sa quanti programmi elettorali di destra e sinistra. E la sua trovata sul rompere il patto di stabilità sapete dove porterebbe se applicato da tutti? Trovate e nient’altro che trovate da due lire per fare il ragazzaccio in servizio permanente effettivo. Renzi ci mette la faccia? Ma via, quando dice la sua a bocca storta e fa venire la pelle d’oca per chi abbia un minimo di esigenze cognitive e conoscitive, si resta basiti per come su un simile personaggio possano nascere speranze e attese. Al massimo concedo a Renzi le virtù teatrali da spalla d’un comico prossimo venturo che si spera non venga mai.

    Rispondi
  20. Carlotta

    18 Giugno 2012 alle 13:24

    @Paolo Francia: Scusa ma tu subito dopo aver detto che non sopporti la parlata toscana mi citi Margherita Haccke? :D !!!

    Seriamente: penso che sarebbe ora che le persone si giudicassero in base al contenuto delle loro affermazioni e non im base al loro accento. Quello che Renzi dice può essere condivisibile o meno, in toto o in parte, ma sicuramente parla italiano. L’italiano è questo, è la lingua parlata, non quella artificiale e pseudocorretta dei conduttori televisivi. Se voglio la dizione corretta vado a teatro.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      18 Giugno 2012 alle 22:47

      in effetti, solo che la Hack é una 90enne astrofisica e ha persino scoperto un asteroide che porta il suo nome, non si candida a essere presidente del consiglio! Puo’ permettersi anche il suo orribile accento strascicato, lo dico da toscano ma non da fiorentino! ;-)

      Rispondi
  21. Riccardo

    18 Giugno 2012 alle 11:56

    La parlata toscana funziona con Benigni (purtroppo), funzionava con Fanfani (purtroppo), può funzionare con Renzi (evviva): per uno che non la sopporta ce ne sono centinaia che la trovano accattivante.
    Ma il problema è la parlata o quello che dice (e che fa)?
    Sono d’accordo con Chiara, e vale la pena di provare, visto il nulla condito da niente che ci circonda, altrimenti.

    Rispondi
  22. Francesco Sforza

    18 Giugno 2012 alle 11:16

    Dante è un’ infiorescenza possibile e secondo me interessante. Matteo Renzi da tempo si è legato a Dante in modo indissolubile, adottandone direttamente le parole come slogan o sottotitoli o sinonimi. Per esempio “a viso aperto”, l’attitudine di Farinata quando difende Firenze. E adesso stanno per entrare in scena un bel mazzo di personaggi, da Inferno XI a Inferno XXII, tutti di grande attualità: tiranni, suicidi, ruffian, baratti e simile lordura, voce recitante Benigni. Dal 20 luglio.

    Rispondi
  23. chiara

    18 Giugno 2012 alle 11:09

    Rispondo ad entrambi con una considerazione: voi proponete, anzi desiderate, l?omologazione ad un modello, qunado invece la forza di Renzi è di essere se stesso. E avendo moderato tre incontri con lui, posso testimoniare un dato di fatto a mio avviso fondamentale: lo capiscono tutti, anche quando parla di argomenti complessi, perchè lui vuole farsi capire, a differenza del resto della classe politica. Per me, questo è un pregio, e non da poco. Detto questo, ribadisco quanto ho sempre scritto di lui: ci mette sempre la faccia e le battaglie le conduce in prima persona. Non vedeo altri che lo facciano.

    Rispondi
  24. Paolo Francia

    18 Giugno 2012 alle 09:45

    Cara Chiara, potrei apprezzare Renzi per la relazione transitiva, io ho fiducia in te, te l’hai in lui, di conseguenza dovrei averla anche io!
    La figura di Renzi é ancora troppo ancorata a Firenze, il suo modo di fare e la sua parlata quando é in televisione fanno cadere le braccia, se puoi consigliarlo di “restare se stesso” ma , se ha vere ambizioni, di fare qualcosa perché quel modo di parlare diventi almeno italiano, non é per l’apparenza o per la superficialità che dico questo, ma davvero, cosi come é sarà un flop.
    Oggi ci sono i mezzi, tra curatori d’immagine, logopedisti, corsi di dizione, insomma, quel che dice deve essere anche comprensibile al di fuori della Toscana, altrimenti cosa corre a fare?!?
    Ho una visione di lui appena eletto con quella parlata che, perdonami, mi é insopportabile mentre mangiava lampredotto in un piatto di plastica, lo vedo male imporsi in tutta l’Italia e soprattutto riuscire ad imporsi all’interno stesso del suo partito, che é tutto da rifondare e cambiare!
    Margherita Hack l’ha recentemente definito uno “zucchino lesso” e ha criticato questa sua aria da primo della classe (che evidentemente é).
    Se arriverà a mogliorare se stesso nel modo di parlare, anche quello che ha da dire sarà piu comprensibile e potrebbe avere molte maggiori possibilità di successo.

    Rispondi
  25. Marzio Siracusa

    18 Giugno 2012 alle 09:20

    Sarebbe bello davvero se per essere concreti bastasse toscaneggiare e che toscaneggiare fosse un percorso. Quanti ” I’ mi sobbarco ” nella storia italiana!

    Rispondi

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