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Renzi, i partiti italiani e l’Unione Europea

di Angelo Giubileo | 16 Dicembre 2013

In ordine al nostro sistema politico, la prima riforma della politica a costo zero sarebbe quella di ricondurre i diversi partiti nell’alveo dei due o tre maggiori schieramenti politici presenti nell’attuale Europarlamento.

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Nel corso del dibattito per le primarie del Pd, il neoeletto segretario Matteo Renzi ha sostenuto l’urgenza di risolvere tre questioni fondamentali: riforme, lavoro, Europa. E’ passata appena una settimana dalle primarie e si dirà anche che non possiamo pretendere che in relazione sia già chiaro cosa fare e soprattutto come occorra farlo.

Sul cosa, tutti sembrano insistere ormai da tempo. Ma semplicemente a parole. E talvolta usando addirittura frasi sconnesse, che addirittura contrastano con gli obiettivi fattuali che viceversa occorrerebbe realizzare. Se è vero – come è assolutamente provato dall’indicazione degli obiettivi dichiarati nella lettera di monito all’Italia divulgata ad ottobre di due anni fa – che la questione del governo del paese ha richiesto un intervento diretto e non più procrastinabile (e quindi necessario) dell’UE, allora direi che la questione fondamentale non riguarda più cosafare. Avendo ricevuto già delle indicazioni di obiettivi da raggiungere, peraltro condivisi sia dal governo Monti che dall’attuale governo Letta, occorrerebbe piuttosto interrogarsi sul comedeclinarli affrontando le questioni assolutamente reali in materia di riforme ed occupazione. E quindi, l’Europa non è affatto un problema, infatti essa rappresenta piuttosto già la risposta.

E tuttavia, i detrattori dell’Europa si appellano ora alla tesi della perdita di sovranità ora alle politiche di austerità, che in entrambi i casi costituirebbero in generale un’imposizione degli stati virtuosi del Nord, ed in particolare della Germania, agli stati spendaccioni del Sud dell’Unione. E comunque, in ogni caso, di questo in fondo si tratterebbe, ovvero della necessità di fare riforme e creare occupazione; la qual cosa parrebbe impossibile ai detrattori degli stati del Sud in assenza di risorse economiche e finanziarie disponibili (in argomento, potremmo discutere di una sorta di mito dell’eterno ritorno, se non  un vero e proprio mito del Sud, considerato quanto avvenuto nel nostro paese, e non solo!, con riguardo alle aree del Mezzogiorno durante un secolo e mezzo di storia unitaria. Per fare solo un esempio, un tempo molto più lungo di quello che è servito al governo della Germania per l’ultima sua unificazione).

E quindi, dove reperire le risorse economiche e finanziarie che servono alle riforme e all’occupazione? E’ possibile anche che il nostro paese ce la possa fare da solo? Ripeto, no! Assolutamente no, e su questo sarebbe forse anche bene non discutere più, datane l’assoluta evidenza. E allora, insisto, dove reperire le risorse necessarie? E’ forse possibile che ad alcune riforme ed alla creazione di occupazione si possa provvedere in assenza anche di risorse?

Quanto alla questione dell’occupazione, se così sia, una cosa è certa: non saremmo in grado di produrre nuova occupazione e quindi l’unica soluzione resta quella del turnover, in parte anche bloccato da anni. Mettere i figli al posto dei genitori,  riducendo anche la spesa ed i costi necessari, è quello che, come governo del paese, stiamo facendo da anni e, sembrerebbe, in termini d’iniziativa politica abbiamo ancora intenzione d’implementare.

Quanto alle riforme in generale, ed in particolare se per la politica sia possibile effettuarle a costo praticamente zero, è un argomento che credo abbia ormai stancato pressocchè tutti. Chiusa ora anche la Bicameralina, si riparte di nuovo dalla legge elettorale. Al Senato o alla Camera. La stanchezza, di cui si è appena detto, trasformata in rabbia, comincia a destare anche qualche preoccupazione di ordine pubblico. Mai da sottovalutare.

E tuttavia, se fosse chiaro a tutti, o almeno ai più che devono decidere, che non esiste una chance per l’Italia fuori dall’Unione; oggi senz’altro discuteremmo piuttosto diffusamente della scelta politica, solo politica e non anche economica o finanziaria, di alcuni deputati Pd all’Europarlamento. La scelta cioè, riferiscono i quotidiani nazionali, di sei sostenitori del partito (cinque di Renzi e uno di Fioroni) di approvare una mozione europea dei conservatori, che ne ha annullato una più progressista sui diritti delle donne, contraccezione e aborto. Il voto dei sei parlamentari è risultato decisivo per l’approvazione, in spregio al voto contrario di tutti i parlamentari europei iscritti al gruppo del PSE, che dal 2009 ha anche assunto la denominazione di Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici proprio al fine di includere anche i parlamentari italiani iscritti al Pd.

In ordine al nostro sistema politico, la prima riforma della politica a costo zero sarebbe quella di ricondurre i diversi partiti nell’alveo dei due o tre maggiori schieramenti politici presenti nell’attuale Europarlamento. Una scelta che, in ambito UE, prima della questione della sostenibilità economica e finanziaria, risolverebbe almeno la questione, ancor più prioritaria, di una nostra piena ed effettiva e quindi  riconosciuta agibilità politica. 

Pubblicato in : Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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