No, non posso credere che Pier Camillo Davigo rappresenti tutti i magistrati italiani, e nemmeno la maggioranza. Eppure lo hanno eletto. Lo hanno mandato a dirigere la Associazione Nazionale dei Magistrati, l’organismo rappresentativo delle toghe, il loro sindacato. Si ha un bel dire che l’ANM è un sindacato. In realtà ha un’influenza determinante sul Consiglio Superiore della Magistratura, CSM, visto che di questo organismo di autogoverno, il potere della magistratura, i due terzi che ne fanno parte sono togati e un terzo laici. Ed il CSM è quello che nomina e rimuove i giudici ed i PM. E, vista l’organizzazione in correnti della categoria, lo fa tenendo conto certo delle capacità, ma senza escludere, a dir poco, le inclinazioni professionali e politiche.
Ecco, con questo po’ po’ di poteri, alla presidenza dell’ANM hanno mandato un esaltato, un uomo che non conosce il dubbio. E non conoscere il dubbio, per uno che fa il magistrato, è come voler scrivere senza conoscere l’alfabeto. Non facciamoci fuorviare nel gioco delle cose dette e smentite da questo incontinente, nelle sue mille interviste. Basta e avanza quello che ha dichiarato a proposito delle “eroiche” imprese del pool di Mani pulite: avere provocato l’estinzione di 5 partiti politici. Proprio così: non avere fatto condannare autori di reato, avere neutralizzato 5 partiti ( sorvolando sul perché non siano stati fatti fuori anche gli altri, visto che, come si sapeva e come si è dimostrato, non c’era differenza alcuna sul reperimento dei mezzi di sostentamento)!
Dunque, secondo il presidente dell’Associazione sindacale dei magistrati italiani, detentore di un potere enorme nei confronti della categoria, niente è più meritorio che combattere i partiti politici, sentina di ogni male. E vada pure a farsi benedire la divisione dei poteri.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di fronte a queste aberranti posizioni ha detto le cose giuste. Le tradurrei così: “cari giudici che la pensate come Davigo, datevi una regolata e non pensate ad invasioni di campo. La politica non è quella cosa brutta che volete fare credere: è la nobile arte di risolvere i problemi della gente. E, comunque, cambiarla non tocca a voi”. Solo che, questa volta, non bastano le belle frasi ad effetto e la propaganda. Quello della Giustizia, civile e penale, è un problema serio che la gente soffre sulla propria pelle. E “il partito dei giudici”, cioè di quella minoranza agguerrita che è però capace di cambiare il corso della politica e della vita italiana, è assai deciso e pericoloso. Liberare l’Italia da questa grave malattia è compito irrinunciabile di chiunque pretenda di governare l’Italia.
Renzi, se non vuole passare alla storia per quello cui piaceva “vincere facile”, contro i già “sputtanati” autisti dell’ATAF e orchestrali del Maggio quando era Sindaco di Firenze, la evanescente minoranza interna, da segretario PD, l’agonizzante CGIL da Presidente del Consiglio, non può limitarsi alle belle parole. La guerra per una Giustizia normale è assai più importante delle sue inutili riforme della Costituzione e del sistema elettorale. La combatta e la vinca. Anche a costo di allearsi nuovamente ed esplicitamente con Berlusconi che muore dalla voglia di trovare una conclusione decorosa della sua storia politica e non di finire a fare il valletto di Salvini in coppia con la Meloni.

Marzio, accetto volentieri, perche’ no, il “geniale” ma sul lapsus no, De Gasperi intruso non ce lo vedo, forse Sturzo, ma non De Gasperi o Fanfani o Moro, e discendenti.
Il problema dell’Italia e’ pero’ quello di sempre, la “questione cattolica”, che qualcuno ha provato a mettere in sordina con altre questioni, come quella “meridionale” e qualche altra, a carattere sociale.
Renzi sara’ quel che sara’, ma una gatta morta, come di recente si era visto, non e’. E se non si fanno figli, che e’ l’altro vero problema sul tappeto, lui di colpe ne ha poche. Ma per fare figli bisogna che le tasse siano basse, anzi bassissime, che le scuole non servano a scoraggiare il lavoro, e che si pensi alla nostra di “comunita’” e non a quelle che si vorrebbe creare per averle ai propri piedi.
Ottimista Marzio? Non lo sono quasi mai, come potrei esserlo in questo caso? La politica che Renzi sta plasmando a sua immagine e somiglianza non si sbarazzerà di lui, ma l’hai visto a una conferenza stampa con Padoan, appoggiato come si sta al bar sotto casa?!? E subito mettersi davanti al I pad, non appena la conferenza finita? Davvero inguardabile e insscoltabile!
Questa pochezza e velocità fasulla sono lo specchio dell’Italia, quello che conta è avere un lavoretto precario, per pagarsi l’ultimo aggeggio super stupido perché il lavaggio del cervello sia totale, e tutti a votare il partito cloaca.
Paolo, temo che tu sia troppo ottimista sulla possibilità a breve di scalzare l’inquilino di Palazzo Chigi. Molte condizioni favorevoli convergono a sostenere questo individuo, non ultima la senilità di una popolazione intimidita e incantata dal martellamento oppressivo del nuovo che avanza. Così in tutto l’occidente allargato e tremebondo nel rinvio della morte. Se il nuovo avanza forse la morte retrocede!
Caro Priori Friggi, mi sfugge perché un democristiano non possa essere un intruso. La sua affermazione è un lapsus geniale che spiega oltre mezzo secolo di storia italiana Quanto al Parlamento che farebbe le leggi senza delega del governo, anche la Camera dei Fasci e delle Corporazioni legiferava ” liberamente “.su indicazione del Gran Consiglio. Mi sembra le sfuggano nozioni essenziali su come si organizza il consenso e il potere.
Vorrei aggiungere ancora che le passioni politiche non dovrebbero mai sopravanzare l’esatta conoscenza delle cose, dei meccanismi. Perche’ se si attacca sui meccanismi, a testa bassa, personalizzando, e questi invece sono stati interpretati correttamente, come nel caso della presidenza Renzi, o di chiunque altro non eletto, mi sembra che si ignori che la nostra e’ una repubblica parlamentare.
E allora basta che uno, che passa per caso, come me, e lo rileva, te la fa rompere, la testa, senza averne nessuna soddisfazione, ne’ volonta’.
Quanto poi all’intruso… se e’ intruso un demopcristiano, beh!, allora, comincio a credere anche io ai complotti, anche qui senza alcuna soddisfazione, ne’ volonta’.
Le leggi le approva il parlamento, il governo non ha alcuna potesta’ legislativa, a meno che non ci siano deleghe del parlamento, molto specifiche e circoscritte.
Quindi, il problema e’ politico, come anche una lettura non troppo “partecipata” di tangentopoli dovrebbe evidenziare.
Ma qui le cose si complicano, perche’ bisognerebbe mettere mano ad analisi talmente devastanti che prendersela solo con Renzi puo’ sembrare una semplice, e a buon mercato, scappatoia.
Marzio, tutti questi ghirigori per dire che è uno sbruffone? Che approfitta di una Costituzione che non dovrebbe permettergli questo? Finiamola con l’analizzare l’ascesa al potere di Gianbabbeo e avremo già fatto un passo in avanti. Troppa considerazione.
Il problema non è se l’inquilino di Palazzo Chigi faccia o non faccia parte del Parlamento, il problema consiste nel fatto che il nostro è culturalmente intruso nella storia politica italiana, e non un intruso che rivoluziona e rinnova quella storia, ma un intruso che la appiccica ad assi cartesiani che ci sono estranei.
Pero’ a me non sembra che la definizione di “abusivo”, “non eletto”, abbia un qualche valore oggettivo. Costituzionalmente Renzi e’ ineccepibile, e, da un punto di vista sostanziale, anche auspicabile. Che un presidente del Consiglio non faccia parte del Parlamento e’ un fatto di civilta’ giuridica.
Mattarella è stato il Presidente di un parlamento non legittimato dalle elezioni, quindi come l’abusivo di Palazzo Chigi, è anch’esso abusivamente entrato al Quirinale. Quanto al “nuovo Sole”, pare piu’ la pubblicità del detersivo rinnovato. Credo che questa gente dovrebbe essere imbarcata su una navetta di sola andata verso Marte, tanto per restare in astronomia.
Paolo, dove sei non ti sarà giunta la chicca di oggi. Mattarella a proposito del povero Regeni ha espresso la necessità di instaurare gli ” stati generali della ricerca “. Suggestionati dall’onnipotenza di internet così avanza in noi una specie di metafisica fai da te, ma efficace a dare risonanza all’epoca unica che stiamo vivendo in nome del cambiamento e del nuovo, che ovviamente hanno come presupposto la ricerca. E pensa, io non sono stato ammesso nemmeno come precario agli ” stati generali della cultura “, l’altra profonda e originale invenzione di cui si sentiva un bisogno estremo per tentare di dare un po’ d’intelligenza alla democrazia. Però da quello che ho origliato stando in sala d’attesa so che esiste una segreta e sotterranea galleria tra gli ” stati generali della cultura ” e gli ” stati generali della ricerca ” e alla fine della galleria a ogni ricercatore viene affibbiata una lanternina, in modo che il consesso dei ben due miliardi e mezzo di ricercatori che stanno nel mondo, ci illumini più del sole. Era ora, se c’è la ricerca a che serve il sole? Non è una meraviglia? Dammi retta Paolo, entra negli ” stati generali della cultura “, trova la galleria e passa agli ” stati generali della ricerca “. Aggiornati, non c’è più qualcosa di nuovo oggi nel sole, c’è proprio un sole nuovo.
Paolo, inseguire le diatribe tra l’inquilino di Palazzo Chigi e il presidente dell’ANM è come tamponare la ferita senza curarla, che sarebbe fare i conti sull’inadeguatezza di entrambi al proprio ufficio. Scoprire le ragioni di questa inadeguatezza diffusa in tutte le cariche e ruoli non è perdersi tra astratti e massimi sistemi, ma andare al cuore concreto del problema.
Marzio, puoi anche aver ragione, ma ci troviamo di fronte a un PD del quale Renzi è il segretario (?) che ha piu inquisiti e corrotti di quanto non si immagini, i fatti sono la a dimostrarcelo ogni giorno. Sarà anche una figuretta esile, ma non ha finito di fare danni. Molto piu’ di quanti danni faccia la dichiarazione di un magistrato.
Ma come si può accusare il maldestro Davigo per essersi gloriato d’aver abbattuto cinque partiti, e affidare poi la rigenerazione della giustizia a uno che vorrebbe il Partito della Nazione, ossia il partito unico “catholically correct”? Qua siamo davvero nel delirio, stiamo parlando della stessa gente, della stessa supponenza, e della stessa presunzione. Invariabilmente l’inquilino di Palazzo Chigi potrebbe essere presidente dell’ANM e viceversa. Sono figurette esili di cui non parleremo più.
Caro Cerceo,
l’articolo non non si preoccupa di indagare se sia stato prima Renzi a fare una linguaccia a Davigo o quest’ultimo a infilare un dito nell’occhio al Presidente del Consiglio, entrambi bambini bizzosi e litigiosi. Molto più banalmente se, come a molti pare, ci sia uno straripamento dai propri compiti in un magistrato, capo del potente sindacato della categoria, che si propone e propone l’obbiettivo di perseguire i partiti, non i reati e le responsabilità individuali. E se tutto ciò non sia una anomalia e causa non ultima delle condizioni pietose della Giustizia di una delle principali potenze industrializzate nel mondo.
Condivido il commento di Paolo Cerceo, e aggiungo che la libertà di stampa, da quando Renzi è al potere, ha perso posizioni su scala mondiale e retrocede. Dove sono quelli che si lagnavano della libertà di stampa ai tempi di Berlusconi Presidente?!? Credo che Renzi sia un pericolo maggiore per la democrazia di quanto non lo siano Davigo e i magistrati, ma ovviamente è solo una mia idea.
C’è poco da commentare su un articolo che si sviluppa partendo da un assioma falso, e cioè che sia stato Davigo ad aggredire Renzi, o che sia stata la magistratura a fare un’invasione nel campo della politica, mentre è successo esattamente il contrario. E’ stato Renzi, alla notizia che Davigo era stato eletto presidente dell’ANM a commentare “Brrr!…che paura”….fu Renzi a sostenere in occasione del casino che portò alle dimissioni della Guidi, che “i magistrati della Basilicata non fanno sentenze,,,,,ed è stato ancora Renzi, quando i magistrati hanno interrogato la Guidi e la Boschi a dire “Due testimoni interrogati prima degli arrestati, una cosa assurda. Non è accettabile che i magistrati convochino un ministro esercitando una sorta di sindacato sull’azione legislativa”….una vera e propria entrata a gamba tesa nel campo di un altro potere indipendente. Davigo ha solo risposto alle provocazioni di Renzi, forse in modo un po’ impulsive di Davigo. A questo punto Renzi ha nascosto la mano che ha tirato il sasso facendo credere, con l’aiuto dei suoi sodali e di una stampa compiacente, di essere vittima di un attacco della magistratura…..poi l’idea finale di allearsi con Berlusconi per far funzionare la giustizia mi sembra geniale…..
Caro Nicola, se ancora “il fine giustifica i mezzi” si puo’ applicare, mi dico, perché no? Credo pero’ che anche quell’epoca sia finita. Dispiace che non siano gli italiani abituati a tutto e narcotizzati a non reagire, a non indignarsi. Credo poi che ci sia connivenza tra la magistratura e la politica odierna, per cui una stagione come quella di Mani Pulite non sia piu proponibile. Le due, politica e magistratura, screditate per i cittadini e elettori.
In Francia, nonostante la situazione peggiori a vista d’occhio adesso e progressivamente dal 2001 quando arrivai, per la giustizia resta migliore di quella italiana, personalmente ho dovuto rivolegermi alla Cassazione e in due anni il processo è stato organizzato, credo che in Italia ne avrei aspettati molti di piu’, inoltre l’ho vinta, cosa che in questo caso fa gioire della rapidità rispetto alla lentezza italica, che evidentemente premia chi delinque tra ritardi che dovrebbero essere puniti e prescrizioni che non rendono mai giustizia a nessuno.
Caro Paolo,
è evidente una cosa: tu speri che siano i magistrati a determinare un nuovo cambiamento politico in Italia e ne provi imbarazzo. Il tuo imbarazzo ti fa onore. La speranza, boh!
Mi sfugge come l’inquilino di Palazzo Chigi e il presidente della ANM possono essere contrapposti. A distanza di venti anni vengono entrambi dai disastrati e perduranti studi di giurisprudenza delle tristi facoltà italiane. A questo disastro formativo entrambi tentano di supplire con l’intransigenza da Robespierre “de noartri”, intransigente nel salvifico cambiamento l’inquilino di Palazzo Chigi, intransigente moralizzatore della politica il presidente dell’ANM, quindi due caricature perché in politica o l’intransigenza è sostenuta da un disegno di alto respiro oppure è bigotteria. Nessuno dei due eroi mostra di possedere un disegno di alto respiro, quindi sono due bigotti delle proprie rispettive funzioni, e come tutti i bigotti ligi sono manichini intransigenti. Ma dietro non hanno niente, due identiche e presuntuose gocce d’acqua su cui non vale imbastire nessuna battaglia.
Si sente nelle tue parole molto risentimento contro mani pulite, ed è comprensibile, quella politica fatta dai 5 partiti non esiste piu per l’azione di quei magistrati. Ed è l’epoca politica che hai vissuto con convinzione. Ma se, all’epoca, i responsabili di quei cinque partiti si fossero comportati piu correttamente, forse si sarebbero potuti salvare? Non lo so, certo è che in confronto a persone “senza vergogna” come quelle attuali, c’é da rimpiangere persino quella vituperata classe politica. Ripeto, la frase in se di Davigo è condivisibile, nessuno, non io, ha mai pensato che la giustizia non vada riformata (ma non certo da Renzi che ha già dato prova di distruggere con la pretesa di riformare…..). Se la giustizia si deve riformare con la stessa superficialità, incompetenza e pressapochismo, per di piu’ non disinteressato, adottato da Renzi negli altri temi, allora meglio lasciarla stare com’é e aspettare, se mai ci saranno, persone piu degne e elette dai cittadini.
Paolo, come si dice nel nostro meraviglioso sud: fatti uscire l’anima. Sei troppo colto e intelligente per rifugiarti dietro le banalità del “tutti rubano” e “governo ladro”. Dunque: i PM alla Davigo che si vantano di avere distrutto cinque partiti e che, quindi, intendono questo come loro compito e non il perseguire reati e responsabilità personali, ti stanno bene? E guarda, non si tratta delle megalomanie di un singolo ma di azioni pianificate e teorizzate da correnti della magistratura organizzata.
Qui si stanno confondendo due cose che , a mio avviso, niente hanno a che vedere l’una con l’altra. Condivido le parole di Davigo, rubavano ieri e anche oggi, ma hanno perso la vergogna nel farlo. Cosa c’é di inaccettabile e eversivo in quelle parole non si evince. Altro è il discorso sulla lunghezza dei processi e sulla necessità di riformare, per i cittadini e non solo per i politici, la giustizia.
Ma questo deve essere compiuto da un governo legittimato dalla volontà popolare, se c’é qualcosa di inaccettabile e eversivo, caro Nicola, è proprio Renzi e il suo governo.
Caro Paolo,
sono troppo rispettoso del pensiero di tutti per avere la pretesa di essere “convincente”. Non mi interessa proprio convincere qualcuno, perchè non appartengo ad alcuna conventicola da servire. Detto questo, mi pare che tu stia girando attorno al punto della discussione. Il mio articolo ha preso di mira quanto detto, in molte interviste, dal nuovo presidente dell’ANM, Davigo. Sono , secondo me, cose inaccettabili ed eversive. Visto il ruolo che ricopre Davigo, ho chiesto a Renzi una decisa reazione, che porti a risolvere, una volta per tutte, l’annoso problema della Giustizia. L’ho chiesto a Renzi visto il ruolo che ricopre Renzi (Presidente del Consiglio, e dico poco). Tu dici, che Renzi non farà mai ciò che gli chiedo, appunto perchè è Renzi. A me pare che ti nasconda dietro il classico dito. Lasciamo perdere se Renzi risponderà o meno a quanto sarebbe suo dovere fare. Dimmi, piuttosto, con chiarezza una cosa: le esternazioni, per me aberranti di Davigo, tu le deplori o le condividi?. Condividerle è tuo diritto. Ma, evidentemente, ne senti tutto l’imbarazzo, se tiri in ballo Renzi che, nemmeno io so se farà ciò che gli chiedo e che sarebbe giusto facesse.
Caro Nicola, la tua risposta non è convincente e ti spiego perché. Nessuno nega che certi magistrati si comportarono malissimo all’epoca citata. Ma quello che auspichi con un Renzi non è attuabile proprio perché è Renzi al quale ti rivolgi! Ci chiediamo, probabilmente parlo anche per le altre critiche, come tu possa seriamente credere che a Renzi stia a cuore la giustizia, piu di quanto gli stia a cuore la Costituzione o la legge elettorale, o l’ecologia, o qualunque altra cosa. Siamo di fronte a un megalomane patologico (in questo sul fascismo hai perfettamente ragione), quindi la tua domanda politicamente corretta è mal destinata, al punto che pare ironica.
Quanto al sottoscritto, mi sono spostato per una concausa di eventi, prima tra tutte, la mia professione, da quello è scaturito poi tutto il resto. Nemo Profeta in Patria. Non lesino critiche aspre anche ai politici da quattro soldi che ci ritroviamo qui e manifesto regolarmente contro la proposta di legge del nuovo codice del lavoro.
Quanto a megalomania o a fascisti rivestiti da democratici, la nuova dilagante dittatura democratica, Renzi insegue Valls, il quale annaspa per accontentare la nullità che è Hollande, con una piccolissima differenza che non sottolinei mai abbstanza, che questi almeno sono stati eletti, Renzi no. Come si puo’ interloquire con uno che è abusivo e che manipola a tal punto tutto, questo lo sai solo te. Ma le tue armi non sono adeguate, purtroppo, sono armi di una politica e un senso dello Stato che non esiste piu. Oggi in Europa solo la Merkel è degna di definirsi un politico, gli altri sono morsi dalla velocità, da un’azione fine a se stessa, esprimono idee da 2 soldi con Tweet e Facebook e sono megalomani. Non devi assolutamente cambiare stile, ma non puoi fare richieste elevate a personaggi simili.
Devo rispondere,per cortesia ma soprattutto perchè il confronto è la ragione stessa di un giornale, ai miei gentili contradditori. E mi trovo in difficoltà. Non per mancanza di argomenti, ma perchè non riesco a capire quale delle affermazioni del mio articolo viene “impugnata”. Delle tante (troppe) affermazioni dell’incontinente Davigo, ne ho citata una sola: quella in cui rivendica al pool di Mani Pulite il merito di avere fatto fuori 5 partiti storici. E’ una affermazione tratta dalla intervista al Corriere della Sera. So benissimo che ci sono tanti italiani sui quali una aberrazione del genere scivola via come l’olio. E questo mi fa venire in mente quanto diceva e scriveva un grande storico inglese, Denis Mack Smith uno dei maggiori studiosi dell’Italia dal Risorgimento in poi: che per l’Italia (cito a memoria e a senso) il fascismo non è stato un incidente della storia ma un suo elemento costitutivo.
So bene che le intemerate forcaiole di Davigo sono ampiamente condivise (meno di quanto lo fossero venti anni fa, fortunatamente). Ma è per questo che ne scrivo e chiedo a Renzi di fare il suo dovere: cioè di rintuzzarle con decisione e a qualsiasi costo, perchè sono di fuori dal nostro ordinamento basato sulla separazione dei poteri.
Inoltre: a Paolo devo ricordare che proprio per ciò che la maggioranza degli Italiani pensa (come ci ha più volte ricordato) si è ritirato a vivere in Francia; A PippoSanese che se abbiamo una classe politica oggi peggiore di quella che la ha preceduta, il “merito” è anche di magistrati alla Davigo e che il “non fare politica” per i magistrati non significa solo non presentarsi alle elezioni (molti, purtroppo, hanno fatto politica attraverso il loro lavoro); a Izeta Alfredo che in politica si deve badare molto ai risultati: lei forse preferirebbe che per riformare la Giustizia Renzi si appoggiasse a Salvini o Meloni? Sarebbe una riforma di segno per me indigeribile, salvo ricredermi di fronte ad un testo liberale e garantista dei diritti del cittadino. Mi chiede se ho fatto il vicesindaco di Firenze con Renzi? Purtroppo no, l’ho fatto circa un quarto di secolo prima e me ne dispiace (per la mia età). Non mi dispiace affatto, invece, di averlo fatto con Sindaco un grande intellettuale come Bogianckino e, prima ancora, con un altro grandissimo uomo di cultura, Alessandro Bonsanti, e ancora, con Lando Conti che pagò con la vita il suo amore per la democrazia. Si, ho fatto politica tantissimi anni fa ed ho incontrato tantissimi uomini di valore e per bene. Anche per questo non sopporto la volgarità e le sguaiataggini di chi ricopre incarichi pubblici. Non solo politici.
a meno che il tuo titolo non sia ironico, sai perfettamente che Renzi non farà quello che auspichi….
Non condivido, stavolta, quasi nulla di quello che scrivi. Primo, quello che Davigo esprime è quello che la maggioranza dei cittadini italiani pensa, non è una quisquilia né un capriccio. 124 indagati nel PD non sono la per caso, né si puo’ escludere che altri ministri e lo stesso Renzi abbiano le carte in regola.
Quanto a Berlusconi, è finito, anagraficamente e politicamente, il suo puntare il piedino su un Bertolaso dato per perdente da tutti i sondaggi, la dice lunga…..Berlusconi ha perso il potere, altrimente Bertolaso sarebbe stato l’unico candidato a Roma….e con un uomo cosi pensi che Renzi possa riformare la giustizia?!?
No Nicola, stavolta hai sbarellato.
Caro Cariglia, spesso mi trovo a condividere i suoi articoli. Questa volta no- Dissento totalmente. Il Dr. Davigo ha sintetizzato quella che è l’opinione della maggior parte degli italiani, e cioè che i politici di oggi sono MOLTO peggio di quelli precedenti. Anche quelli rubavano ma molto per il mantenimento dei partiti ed un po’ anche per se stessi. Quelli odierni rubano tutto ciù che possono arraffare per se e per gli “amici”. E’ chiaro che questo non vuol dire che i magistrati siano mammolette, che sia introdotta per loro la responsabilità civiloe per i loro atti, quando questi risultano palesemente errati ,sia per malafede che per superficialità che per …incompetenza professionale. Magari nell’ultimo caso allontanandoli dal servizio.
Son in oltre d’accordo con il Dr.Davigo che i magistrati non possano fare politica ne presentarsi a tornate elettorali . Se fosse stato così l’Italia si sarebbe… risparmiata Di Pietro . E questo non sarebbe stato poco ! Che poi il Pool potesse essere più o meno consapevolmente guidato è ipotesi plausibile.
Cariglia mi sembra un pò troppo di parte (fra l’altro è stato Vice Sindaco di Firenze: con Renzi?) e non tutto quello che scrive è condivisibile (lo sono senz’altro i numerosi luoghi comuni che infiorano l’articolo). Fa rabbrividire quanto scrive su Davigo e sulla necessità di riallearsi con lìex Cav: vorrei ricordargli che ai magistrati non spetta cambiare la politica ma punire i politici si e che la nostra Costituzione (che in ogni caso distingue fra potere legislativo, esecutivo, che purtroppo invade sempre di più il terreno del legislativo con i decreti legge e le continue richieste della fiducia, e giudiziario) ha subito delle riforme inutili.