Mancano ormai circa una cinquantina di giorni alle elezioni regionali più particolari che si ricordino a causa dei tempi cadenzati e scanditi dalla pandemia.
Anche al netto della responsabilità diretta che hanno proprio le regioni, sulla salute pubblica.
Una partita quella della sanità, sulla quale si giocano i destini anche di tutti gli altri comparti economici e sociali della Toscana, e delle altre regioni al voto.
Le liste di sostegno ad Eugenio Giani si sono nel frattempo organizzate e palesate, e salvo alcuni aggiustamenti dell’ultima ora dovrebero essere le seguenti:
-Quella del PD innanzi tutto, che per dimensioni, oneri e responsabilità è indiscutibilmente il fulcro della coalizione. Ciò nonostante, è anche la lista più complicata da elaborare per via della (saggia) decisione di non coinvolgere i sindaci e gli amministratori locali impegnati a concludere o a rinnovare i mandati nei comuni. Ci sarà Iacopo Melio probabilmente capolista a Firenze, che senza scomodare troppo i pronostici, sarà uno dei consiglieri più votati in assoluto. E a proposito proprio dei voti di preferenza, indispensabili per garantire la riconferma del centro-sinistra alla guida della Regione, si stanno sciogliendo in queste ore i nodi relativi alle deroghe statutarie del partito, anche perché in molti ritengono che sarebbe folle lasciare fuori elementi di lunga esperienza come gli assessori uscenti Marco Remaschi e Vincenzo Ceccarelli, che nelle loro zone sono molto popolari e intercettano voti non soltanto di appartenenza strettamente politica.
– Ci sarà la lista di Italia Viva che vede interessati ad una collaborazione con i renziani anche +Europa (radicali e laici vicini ad Emma Bonino) e al PSI in fase di rilancio e rinnovamento grazie al nuovo segretario nazionale Enzo Maraio. Una compagine in competizione per divenire la seconda lista più votata della coalizione e pure un banco di prova decisivo per capire se Stefania Saccardi sarà stata all’altezza del non facile debutto affidatole da Matteo Renzi.
Non pervenute ancora le intenzioni del movimento di Carlo Calenda per le elezioni toscane.
– Sinistra Civica Ecologista, altra lista che ambisce a fare un buon risultato e che si propone di portare nel prossimo Consiglio regionale e al suo governo le istanze del vasto mondo della sinistra, dei territori rappresentati dalle diverse liste civiche di impronta progressista, dell’ecologismo diffuso. Art.1, 2020 a Sinistra e Comunità Civica Toscana, questi i soggetti fondatori rappresentati da Simone Bartoli, Daniela Lastri (che ha dovuto penare non poco e subire una rottura dentro Sinistra Italiana, dimettendosi da coordinatrice regionale) e Giacomo Trentanovi.
– Orgoglio Toscano per Giani ovvero una sorta di lista del presidente di cui a lungo si è discusso e ipotizzato, e che pareva non dovesse scendere in campo per la volontà proprio di Giani di non mettere i bastoni fra le ruote alla “prima” del partito di Renzi, si è invece concretizzata grazie all’accordo di alcuni soggetti dell’area laica e moderata, i Liberali, i Repubblicani e Italia dei Valori. Sono previste personalità della c.d. “società civile” ma non saranno negate possibilità a chi vuol continuare nell’impegno politico come nel caso di Paolo Bambagioni proveniente da una recentissima rottura col PD.
– Svolta è la vera e propria novità di questa tornata elettorale e si collega ad altre realtà emergenti della politica nazionale e non solo. Come Volt il primo partito “panaeuropeo e progressista” (già presente in 32 paesi europei) il movimento Italia in Comune del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, e Toscana nel Cuore di Gabriele Bianchi un movimento nato dall’ennesima frattura interna ai 5 Stelle.
– Last but not least, ci sarà anche Europa Verde Toscana. Tornerà così sulle schede elettorali regionali dunque lo storico simbolo del movimento ecologista per eccellenza, il “Sole che ride”che dopo aver subito in passato alti e bassi di varia natura (i movimenti sono strutturalmente più soggetti al logoramento temporale, vedere ancora la parabola dei 5 Stelle) si riaffacciano alla politica che conta, grazie anche ai successi riportati di recente in vari paesi d’Europa. Un ecologismo progressista ed europeista 2.0 che facendo tesoro delle battaglie storiche riacquisisce l’importanza di avere propri rappresentanti all’interno delle Istituzioni, anche quelle locali.
Sempre sul fronte della sinistra, ma quella antagonista e critica, segnaliamo che oltre a Toscana a Sinistra (a questo giro Tommaso Fattori immaginiamo farà molta fatica a replicare il 6%) ci sarà anche il redivivo PCI (con tanto di “arnesi” nel simbolo) del grossetano Marco Barzanti candidato Presidente.
Una certa sinistra/sinistra (aggettivo e sostantivo) che non perde mai l’attitudine un po’ macabra di provare a far vincere “quegli altri”.

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