Primo lungometraggio di Rok Biček, giovane cineasta sloveno.

Il professor Zupan, rigoroso e severo docente di tedesco, è chiamato a sostituire la collega Nuša, materna e comprensiva, che va in maternità. Il professore vorrebbe educare i suoi allievi alla vita, li spinge ad esprimere le proprie opinioni; in poche parole cerca di insegnare loro a pensare con la propria testa ma la sua forse eccessiva rigidità spinge gli allievi ad un’aperta ribellione. Si scoprono presto i caratteri e i problemi dei ragazzi: c’è chi non riesce a elaborare il lutto per la morte della madre, c’è chi frequenta per abitudine, preso solo dalla musica, c’è chi pecca di omofobia, c’è chi immigrato è inserito ma non condivide tutte le loro imprese. Quando un’allieva, spinta dal professore a non buttare via le sue potenzialità si suicida, la ribellione esplode e, in un crescendo di accuse, si innesta una storia che non è solo scolastica ma rappresenta anche la tragedia del “non dialogo”.
Il suicidio di Sabrina alunna dotata, sensibile ma fragile fa precipitare le cose; la ribellione ovviamente coinvolge anche i genitori e divide la classe docente.
Anche se il film è girato quasi esclusivamente dentro una scuola l’intera vicenda è non solo un’attenta analisi sul microcosmo scuola ma evidenzia come sempre più i genitori siano lontani dal conoscere e capire i propri figli. Ignorano i loro comportamenti al di fuori della famiglia, forse sentendosi in colpa sono sempre pronti a prendere le loro difese,faticano a credere in certi loro atteggiamenti, accusano i docenti di non saper fare il proprio lavoro, di essere troppo rigidi e severi.
Attraverso gli attacchi sempre più pesanti nei confronti del professore il film permette una riflessione sulle sinergie che si sviluppano e si contrappongono all’interno della classe docente.
Il film è anche una riflessione sul nazismo (Zupan viene accusato di avere un comportamento nazi) ma il professore spiegherà ai ragazzi che i Nazisti discriminavano i non ariani mentre “io non discrimino nessuno, sono duro con tutti voi nello stesso modo”., oltre che una metafora sulla Slovenia di oggi che non ha ancora risolto i suoi conflitti interni.
Un film dai molti piani di lettura sulla crisi e i problemi del’adolescenza, sui rapporti genitori/figli, su quelli che si creano all’interno del corpo docente, sui rapporti genitori/docenti, sull’autorità. Dall’incontro /scontro fra autorità statale,generatoriale, scolastica nessuno esce vincitore , né completamente sconfitto.

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