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Randolfo Pacciardi e la Ugo Malfa: leader a confronto
DUE PADRI NOBILI REPUBBLICANI

Non abbiamo slogan da vendere ma solo prospettive serie in campo economico, sociale e civile. Di Luca Bagatin

di Luca Bagatin | 6 Aprile 2009

La domenica “La Voce Repubblicana” non esce. Purtuttavia un paio di volte ha fatto uno strappo alla regola: la prima l”8 febbraio scorso, commemorando i centodieci anni della nascita del grande combattente e politico repubblicano Randolfo Pacciardi e domenica 29 marzo, commemorando il trentennale della morte con un numero monografico sul leader del PRI Ugo La Malfa. Sono regali piacevoli, specie per chi vuol conoscere meglio queste due figure quasi per nulla considerate dalla “cultura dominante”: cattocomunista ieri e grandefratellista oggi.

Mettendo a confronto i due personaggi citati possiamo osservarne le grandi differenze, messe brevemente in risalto anche dall”economista Oscar Giannino nel suo articolo sulla “Voce” stessa del 29 marzo. Pacciardi fu uomo d”azione. La Malfa di mediazione. Il primo fu comandante e combattente partigiano, mazziniano, anticomunista viscerale da sempre, teorico del presidenzialismo alla De Gaulle e per nulla simpatizzante dei governi di centro-sinistra, preferendo di gran lunga il centrismo degasperiano.

Il secondo fu membro del Partito d”Azione, bancario e dunque economista, parlamentarista ed anti-presidenzialista, grande sostenitore del centro-sinistra e dell”apertura a sinistra e mediatore con il PCI ai tempi dei governi di unità nazionale. Due personalità dello stesso partito destinate a scontrarsi spesso. Al punto che Pacciardi fu finanche espulso e bollato come fascista. Questo fece assai male al PRI di allora e tali questioni andrebbero attualmente meglio approfondite, rivalutando la figura di Randolfo Pacciardi, senza il quale oggi il nostro Paese sarebbe assai meno democratico.

E va dunque recuperato ciò che c”era di buono in entrambi i leader, che è francamente molto. Il rigore economico del La Malfa, capace di vedere e prevedere in anticipo i guasti dell”economia italiana retta da governi alquanto spreconi (non certo diversamente da oggi, sia ben chiaro !) e da un capitalismo straccione. La passione del Pacciardi, discepolo indefesso di Mazzini sin da giovane, teorico di un presidenzialismo in tempi in cui c”erano dei veri politici di razza (mica come oggi ove né Berlusconi, né Bossi, né Veltroni, né Franceschini o chi per loro hanno un briciolo della stoffa, della cultura e della lungimiranza dei Pacciardi stesso, dei Saragat, dei De Gasperi, dei Malagodi).

E poi, da buoni repubblicani, sia Pacciardi che La Malfa avevano le idee ben chiare per quanto concerneva la collocazione internazionale dell”Italia: nell”Alleanza Atlantica, nella Nato, contro la dittatura sovietica ed i suoi satelliti. E dunque per le libertà e per un Europa unita ed indipendente come la sognavano Mazzini e Garibaldi. E dunque ecco perché oggi – come Repubblicani – siamo ancora vivi e non vogliamo lasciarci fagocitare da nessuno.

Non abbiamo padrini o padroni alle spalle, ma solo padri nobili dei quali possiamo solo vantarci. Non abbiamo dalla nostra le televisioni o i grandi organi di stampa, ma una testata storica che esiste dal 1921 e che è sopravvissuta anche in clandestinità durante il fascismo. Non abbiamo fumo o slogan da vendere sul piatto della bilancia elettorale, ma solo prospettive serie e lungimiranti in campo economico, sociale e civile. E” così dal 1895. Se vi sembra poco…

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Pubblicato in : Primo piano

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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